Archivi tag: Carcere

Pasqua 2019. delegazione partito radicale NTT in visita al carcere di vibo

Domenica, 21 aprile, nel giorno della Santa Pasqua, dalle ore 9:00, una delegazione del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito composta da Giovanna Canigiula, Daniele Armellino, Rocco Ruffa e guidata da Giuseppe Candido ha fatto visita ai detenuti (e ai detenenti) del carcere di Vibo Valentia.

I servizi di Erika Crispo del TGR Calabria del 21 aprile 2019 andati in onda alle 14:00 e alle 19:30
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Garante regionale dei Diritti dei Detenuti. Anche il presidente della Federazione per i Diritti Umani – Comitato Italiano Helsinki candidato a Garante regionale per i diritti dei detenuti

Candido e Ruffa (Radicali): Sosteniamo la candidatura di Antonio Stango come Garante dei diritti dei detenuti.

Da anni è impegnato nel mondo per la tutela dei diritti umani.

<<Dopo la pubblicazione del relativo Bando lo scorso 6 giugno, il Consiglio Regionale della Calabria nelle prossime settimane sarà chiamato ad eleggere l’importante figura del “Garante Regionale dei Diritti delle persone detenute o private della libertà personale”, finalmente istituito con la L.R. n. 1 del 29/01/2018. Il Garante – chiamato ad operare sull’intero territorio regionale “in piena autonomia e con indipendenza di giudizio” – dovrà essere eletto con deliberazione adottata a maggioranza dei due terzi dei Consiglieri. In mancanza di raggiungimento del quorum, dalla terza votazione, l’elezione avverrà a maggioranza semplice dei Consiglieri assegnati.
Tra i candidati alla carica di Garante spicca senz’altro la figura del politologo Antonio Stango, presidente della Federazione per i Diritti Umani – Comitato Italiano Helsinki (FIDU), organizzazione non lucrativa di utilità sociale attiva dal 1987 che, appunto, promuove la tutela dei diritti umani stessi come sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948.
Antonio Stango ha operato per i diritti umani fin dai primi anni Ottanta. La sua candidatura a Garante regionale può considerarsi una lusinga alla nostra Regione>>.

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IL NATALE DI MAKARENKO IN CASA CARIDI. Lettere e scritti dal carcere di Catanzaro curate da Luigi Siciliani de Cumis

19 agosto 2018. Riceviamo dal Prof. Luigi Siciliani de Cumis, e volentieri pubblichiamo, i testi e le lettere scritti dai detenuti nella casa circondariale di Catanzaro, Ugo Caridi.

Scritture e letture per Anton Semënovič

 

Sia all’Istruzione popolare sia in città, ma anche nella colonia stessa, la maggior parte dei discorsi sul collettivo e sull’educazione del collettivo erano condotti in modo tale da non curarsi concretamente del collettivo.

Allo sbaglio di un singolo ragazzino e a una qualsiasi manifestazione isolata, si reagiva in modo isterico o come il bambino di Natale.

Anton S. Makarenko, “Poema pedagogico”, 1925-1935

 

(Il “bambino di Natale”: riferimento al racconto di Fëdor M. Dostoevskij, “Il bambino sull’albero di Natale da Gesù” del 1876,  che allude alla complessità della situazione psicologica e istituzionale del lavoro educativo di Makarenko, che  non può contare sull’aiuto di nessuno e che  si trova a gestire se stesso e la colonia di rieducazione da lui diretta,  tra paure e speranze, illusioni e delusioni, stupore e angoscia.  Per l’appunto come il dostoevskijano “bambino di Natale”).

Rispetto a ciò che Lei è venuta talvolta dichiarando, mi chiedo:  che valore assumono  per chi sta fuori del carcere, i Suoi propositi di umanizzazione del carcere  e la richiesta  “di non essere lasciati soli” e di “gesti concreti” di collaborazione?

Nicola Siciliani de Cumis  a Angela Paravati, 2015
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Abolire la miseria. Il Congresso del 26 e 27 maggio 2018

Pubblichiamo – grazie al sito di Radio Radicale che ne ospita i contenuti indicizzati per intervento – le registrazioni video delle due giornate congressuali che si sono tenute a Lamezia Terme (CZ) presso il Grand Hotel di Lamezia Terme

Prima giornata del Primo Congresso Ordinario dell’Associazione Radicale Nonviolenta “Abolire la Miseria – 19 maggio”, in programma il 26 ed 27 maggio 2018.

La FIDU si associa alla richiesta di nominare i garanti dei detenuti e della salute in Calabria.
La FIDU si associa alla richiesta di nominare i garanti dei detenuti e della salute in Calabria.

Il Convegno riguarda la legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento che necessita di esser meglio conosciuta e sul fatto che in Italia manca ancora una legge per l’eutanasia.

Inoltre, in Calabria, dopo oltre dieci anni dalla istituzione per legge, non è mai stato nominato il Garante della salute. Continua la lettura di Abolire la miseria. Il Congresso del 26 e 27 maggio 2018

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Carcere, una tortura quotidiana

di Paolo Hendel

Alla voce “carcere” leggo sul vocabolario: “Stabilimento in cui vengono scontate le pene detentive (Zanichelli)”, “Luogo in cui vengono rinchiuse le persone private della libertà personale per ordine dell’autorità competente (Devoto-Oli)”, “Luogo dove vengono reclusi individui privati della libertà personale in quanto riconosciuti colpevoli di reati per i quali sia prevista una pena detentiva (Wikipedia)”.

La pena quindi consiste nella privazione della libertà. Le sentenze di condanna non dicono: “Caro signore, ti riteniamo colpevole e perciò ti condanniamo a vivere per tot anni chiuso in una cella umida e sovraffollata, in condizioni igieniche disumane, con temperature estive da forno, con impianti elettrici malfunzionanti e magari con qualche bel crollo strutturale dell’edificio di tanto in tanto, il tutto con pochissima attenzione per la tua salute che tanto peggio stai e meglio è, così impari!”

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Carcere e dintorni. Quando la giustizia diventa un incubo

120 GIORNI DI GALERA, PER UN “RAGIONEVOLE DUBBIO
Quando la giustizia diventa un incubo

Di Valter Vecellio

Come ricorda opportunamente il “Grande Bardo”, William Shakespeare ne L’Amleto, “ci sono più cose in cielo e in terra che non sogli la tua filosofia…”. Verissimo. E quante ce ne sono in quel territorio che chiamiamo “pianeta giustizia”. Eccone una che fa al nostro caso, la racconta l’avvocato Giorgio Carta, specializzato in “Diritto militare”. L’avvocato Carta si è dato una sorta di missione, quella di raccontare attraverso il sito GRNET.IT le “follie giuridiche” che si insinuano nei codici militari, e che grazie a queste “follie” trovano poi pratica attuazione. Questa è così incredibile che dev’essere per forza di cose vera. Continua la lettura di Carcere e dintorni. Quando la giustizia diventa un incubo

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Visita del Partito Radicale Nonviolento ( @RadicalParty) al #Carcere di Rossano

04 gennaio 2017 – Visita alla Casa di Reclusione di Rossano (CS)

Direttore: Dott. Giuseppe Carrà (non presente al momento della visita); comandante: Comm. d.ssa Elisabetta Ciambriello.

Delegazione del PRNTT: Giuseppe Candido, Rocco Ruffa.

Delegazione Partito Radicale in visita alla Casa di reclusione di Rossano /CS), da sx: Ruffa, Candido e l’Ispettore P.P. Vennari

Dopo il capodanno alla casa circondariale di Crotone, la mattina del 4 gennaio, ci presentiamo al portone della Casa di Reclusione di Rossano, in provincia di Cosenza. Costruita nel 2000, la struttura – come riporta la scheda del sito del Ministero della Giustizia, “è in buone condizioni sia per quanto concerne le celle, sia per quanto riguarda gli spazi in comune”. Ma tutte le celle che abbiamo visitato, oltre alle sbarre, alle finestre hanno anche una fitta rete metallica che riduce notevolmente l’ingresso della luce naturale.

Come del resto le reti metalliche, vietate dalla corte europea, ci sono in molte delle carceri che abbiamo visitato: dalla casa circondariale “S. Cosmai” di Cosenza, a quelle di Catanzaro, Vibo e Crotone.

Il direttore Giuseppe Carrà non c’è. Non lo abbiamo mai incontrato nelle nostre numerose visite. Ad accoglierci, dopo le formalità di identificazione alla porta, ci sono la comandante Elisabetta Ciambirello e l’ispettore Vennari che, però, non ci accompagna per l’intera visita.

Si alternano a lui, gli assistenti Capo Felicetta e Mutolo; e questo perché, a corto di personale, sono costretti a darsi il cambio.

Per quanto riguarda gli agenti in organico, “Simu ‘nte vrazza e Maria” è la frase – pronunciata dall’Ispettore Vennari per farci capire – identica a quella pronunciata appena 3 giorni prima, presso la Casa Circondariale di Crotone, dall’Ispettore Capo Frisenda: notiamo appena la differenza dovuta ai due accenti calabresi. Continua la lettura di Visita del Partito Radicale Nonviolento ( @RadicalParty) al #Carcere di Rossano

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Maurizio Turco (@RadicalParty) a: “I furbetti del partitino col piattino in mano” … (consulenza per i compagni espulsi o in via di espulsione)

Non continueremo ad alimentare con denaro, mezzi e strumenti, come abbiamo fatto negli ultimi dieci anni, chi ha operato “una svolta rispetto alla nostra storia e la nostra forza”.

28/10/2016 – Lettera di Maurizio Turco, presidente della Lista Marco Pannella e rappresentante legale del Partito Radicale ai compagni radicali. Continua la lettura di Maurizio Turco (@RadicalParty) a: “I furbetti del partitino col piattino in mano” … (consulenza per i compagni espulsi o in via di espulsione)

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Candido e Ruffa (@Radicali): pure in Calabria i #Radicali ripartono dalla giustizia e dal messaggio del Presidente Napolitano

Sabato 24 i Radicali saranno alla Corte d’Appello di Catanzaro per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2015

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Per corrispondere in una sede istituzionale a quel messaggio del Presidente Napolitano inviato alle Camere l’8 ottobre 2013 e rimasto praticamente inascoltato, anche in Calabria, a Catanzaro, una delegazione del Partito della nonviolenza ha chiesto di prendere parola durante la cerimonia d’inaugurazione dell’Anno Giudiziario che si terrà presso la Corte d’Appello di Catanzaro sabato 24 gennaio alle ore 9.00. Con la mozione della segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, approvata lo scorso 18 gennaio 2015 dal Comitato nazionale, è stato, infatti, deciso di porre quel messaggio di Napolitano al centro dell’iniziativa politica del movimento, in ogni modo e in ogni occasione istituzionale”.

A comunicarlo, con una nota stampa, sono Giuseppe Candido, segretario dell’associazione Non Mollare, membro del Comitato nazionale di Radicali italiani e l’ing. Rocco Ruffa, militante di Radicali italiani appositamente delegato dalla segretaria Rita Bernardini ad intervenire e prender parola a nome del partito di Pannella e Bonino.

Delegazione di Radicali calabresi dopo la visita di Capodanno al carcere U. Caridi di Catanzaro. Da sx: Savaglio, Candido, Giglio, Russo, Scaldaferri e Ruffa
Delegazione di Radicali dopo la visita di Capodanno al carcere U. Caridi di Catanzaro. Da sx: Savaglio, Candido, Giglio, Russo, Scaldaferri e Ruffa

“Anche quest’anno, come Radicali del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e come Radicali Italiani” – si legge nella nota stampa – “abbiamo deciso di essere presenti, chiedendo di poter intervenire, anche a Catanzaro, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, per leggere lo stesso testo, in ogni corte d’Appello, con spirito di dialogo e di confronto verso le istituzioni che hanno la responsabilità di occuparsi della giustizia.

 

La giustizia è divenuta per cittadini e imprese” – queste sono le parole del Ministro Orlando pronunciate alla Camera dei Deputati lo scorso 19 gennaio 2015 – “non la sfera a cui rivolgersi per vedere garantiti diritti o dare tutela ai propri legittimi interessi, non la dimensione dove anche il più debole tra i cittadini possa trovare riparo dai soprusi del più forte, ma il simbolo di un calvario da tenere il più lontano possibile dalla propria vita”.

La mozione approvata il 18 gennaio dal Comitato nazionale di Radicali italiani – proseguono Candido e Ruffa nella nota – non soltanto ha rilevato il permanere dell’illegalità in cui versa il sistema della giustizia con la sua immonda appendice carceraria, le violazioni dei diritti umani dei detenuti e quelle concernenti la durata non ragionevole dei processi condannate in forma di messaggio solenne nel messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica l’8 ottobre del 2013; ma come Radicali abbiamo con forza denunciato – come si legge nella mozione – il comportamento degli interlocutori istituzionali del Presidente (Parlamento, in primis) che hanno sistematicamente negato dignità al testo formale proveniente dalla più alta carica dello Stato nell’esercizio della sua massima autorità magistrale e volto a richiamare gli improcrastinabili obblighi di riforma strutturale della Giustizia a partire da un provvedimento di amnistia e indulto. All’uscita del Palazzo della Corte d’Appello – conclude la nota – terremo, con i compagni che ci potranno raggiungere, una breve conferenza stampa”.

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Il capodanno radicale … nel carcere di Padova

Guarada la scheda sul sito di Radio Radicale

Marco Pannella, Michele Bertoluzzi e Rita Bernardini in carcere a Padova

Al Carcere*

Come va al centro ogni cosa pensante
dalla circonferenza, e come ancora
in bocca al mostro che poi la devora,
donnola incorre timente e scherzante;
così di gran scienza ognuno amante,
che audace passa alla morta gora
al mar del vero, di cui s’innamora,
nel nostro ospizio alfin ferma le piante.
Ch’altri l’appella antro di Polifemo,
palazzo altri d’Atlante, e chi di Creta
il laberinto, e chi l’Inferno estremo
(che qui non val favor, saper, né pietà),
io ti so dir; del resto, tutto tremo,
ch’è rocca sacra a tirannia segreta.
E’ Chiaro

*Poesia Filosofica di Tommaso Campanella

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