Archivi tag: Valter Vecellio

Morto Ciro Cirillo

Di Valter Vecellio

Il nome di Ciro Cirillo, ormai, dice qualcosa forse solo a chi quegli anni faceva il mestiere di cronista; per gli altri occorre uno sforzo di memoria: si parla di fatti accaduti quasi quarant’anni fa. Sono le 21,45 del 27 aprile del 1981 quando Cirillo, assessore regionale campano, esponente di punta di quella Democrazia Cristiana legata a filo doppio ad Antonio Gava, viene sequestrato a Torre del Greco da un commando di cinque appartenenti alle Brigate Rosse capeggiati da Giovanni Senzani. Cirillo viene poi rilasciato all’alba del 24 luglio 1981: un sequestro che dura 89 giorni. Per Cirillo, a differenza di Aldo Moro, viene avviata e portata a termine una vera e propria trattativa con i terroristi. Una trattativa che coinvolge politici, servizi segreti, rappresentanti delle istituzioni.

Continua la lettura di Morto Ciro Cirillo

Share

E UN GIORNO L’ITALIA SI SCOPRI’ FANTOZZI

E UN GIORNO L’ITALIA SI SCOPRI’ FANTOZZI
Di Valter Vecellio
(Pubblicato su La Voce di New York)
Tutta colpa di una scommessa persa, e di un topo mangiato come pegno. Magari è una balla, come spesso solo lui sapeva raccontarne; ma la sua genialità non consisteva nel raccontare balle che sembrassero credibili. Era piuttosto il contrario: raccontava cose vere, in maniera che sembrassero incredibili e fantastiche. Parlo di Paolo Villaggio, che ci ha lasciato l’altro giorno.
La storia del topo mangiato e della scommessa l’ho imparata molti anni fa, a Locarno, in Svizzera. Ci vado ogni anno da anni, per il Festival internazionale del cinema. Quell’anno – mi pare il 2000 – tra i film proiettati “Azzurro”, del regista ticinese Denis Rabaglia. Film drammatico, sia pure con “leggerezza”. Protagonisti Paolo Villaggio, che interpreta il personaggio di Giuseppe De Metrio; e una bimbetta, Francesca Pipoli, straordinaria: doveva interpretare il ruolo di una ragazzina cieca; e non è facile, lei è stata molto brava; ma bravissimo anche Paolo. Continua la lettura di E UN GIORNO L’ITALIA SI SCOPRI’ FANTOZZI

Share

TRAFFICO D’ARMI: COME SEMPRE BUSINESS AS USUAL

GLI STATI UNITI, IL QATAR, L’ARABIA SAUDITA, L’ITALIANO ALIA, LA LIBIA…

Di Valter Vecellio

Della serie: “notizie” che scivolano via, e che invece un po’ di attenzione la meritano. Metterle in fila può essere utile; poi ognuno ne ricavi il succo che più crede.

Il 6 giugno scorso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, via twitter esulta: “… extremism, and all reference was pointing to Qatar. Perhaps this will be the beginning of the end to the horror of terrorism!”.
L’isolamento del Qatar decretato da Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Yemen e Maldive “potrebbe essere l’inizio della fine del terrorismo…’E’ bello vedere che la visita in Arabia Saudita e l’incontro con i 50 stati sta ripagando. Hanno detto che avrebbero assunto la linea dura sui finanziamenti al terrorismo, puntando al Qatar. Forse questo sarà l’inizio della fine dell’orrore del terrorismo”.
Continua la lettura di TRAFFICO D’ARMI: COME SEMPRE BUSINESS AS USUAL

Share

LE AFFERMAZIONI GRAVI DEL PRESIDENTE DEL SENATO (E ALTRE COSE SU CUI FORSE NON E’ INUTILE RIFLETTERE UN POCO)

Di Valter Vecellio

Il presidente del Senato Pietro Grasso, persona a suo modo simpatica e di spirito (per come ho avuto modo di conoscerlo), alle spalle, com’è noto un passato di magistrato impegnato in importanti e delicate vicende di mafia (e non solo giudice a latere del maxi-processo alla Cosa Nostra), amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; anche lui nel mirino mafioso, e scampato miracolosamente ad attentati e agguati; autore di libri non banali; interviene sulla polemica innescata dalla sentenza della Corte di Cassazione a proposito dello stato di salute di Totò Riina. Dice una cosa che mi inquieta, preoccupa; e soprattutto preoccupa che non vi siano reazioni inquiete al suo dire.

Grasso in sostanza dice che si può parlare di una possibile dismissione del regime del carcere duro previsto dal 41-bis a patto che Riina parli: dica quello che sa a proposito dei delitti eccellenti, della zona oscura che c’è dietro la Cosa Nostra militare. Continua la lettura di LE AFFERMAZIONI GRAVI DEL PRESIDENTE DEL SENATO (E ALTRE COSE SU CUI FORSE NON E’ INUTILE RIFLETTERE UN POCO)

Share

RIINA È ANCORA IL CAPO DEI CAPI? ALLORA LO STATO HA FALLITO

di VALTER VECELLIO

In questa storia della sentenza della Corte di Cassazione sulle condizioni di salute di Totò Riina accade che tanti parlano e/o scrivono senza neppure essersi dati pena, prima, di leggere il contenuto della sentenza stessa. Sono sette paginette, non è faticoso procurarsela e leggerla. E’ scritta in “giuridicese”, ma non è difficile “tradurre” i passaggi più tecnici. Continua la lettura di RIINA È ANCORA IL CAPO DEI CAPI? ALLORA LO STATO HA FALLITO

Share

Il piano inclinato. Riflessioni (sparse) sul libro di Romano Prodi

di Valter Vecellio

A chi si rivolge Romano Prodi con il suo Il piano inclinato? Il libro è fresco di stampa, pubblicato da “Il Mulino”, ormai tra le poche case editrici che nonostante la crisi in cui si dibatte (non “macina” più come un tempo, perfino la prestigiosa Rivista di Scienza Politica è “emigrata a Cambridge, da Strada Maggiore di Bologna dov’era…), sforna non cookie-book, ma saggi che ancora un po’ fanno pensare.

Si rivolge, Prodi, ai suoi amici e sodali di un tempo? Continua la lettura di Il piano inclinato. Riflessioni (sparse) sul libro di Romano Prodi

Share

Ero in carcere e siete venuti a trovarmi…

di Valter Vecellio

Pubblicato su il Dubbio il 25/03/17

Viene accolto, quel Papa venuto “da quasi la fine del mondo”, al suono
di piatti e stoviglie di metallo, battono le posate su pentole e coperchi.
Di solito, in carcere, la “battitura” è il segno se non di una rivolta, di
un fermento, una protesta, un malcontento che serpeggia. Continua la lettura di Ero in carcere e siete venuti a trovarmi…

Share

GIUSTIZIA: L’OTTIMO CONSIGLIO DI BENEDETTO CROCE (NEL 1911): STATE LONTANI DAI TRIBUNALI

Di Valter Vecellio

La lettera  è di Benedetto Croce, indirizzata a Giovanni Amendola la data è del 1 giugno1911. Croce racconta di una disavventura giudiziaria capitata a Giuseppe Prezzolini. Si chiude con un consiglio: stare quanto più possibile lontano dai tribunali. Croce non è un estremista anarcoide; è un liberale con il senso dello Stato e delle istituzioni; e tuttavia, quando si tratta dei tribunali, consiglia prudenza e cautela. Un po’ come per la superstizione: Croce non crede alla jella: “Ma prendo le mie precauzioni”.
A Croce, al suo “consiglio”, alle sue “precauzioni”, mi viene da pensare nel leggere i risultati di un sondaggio demoscopico secondo le quali un italiano su due ha poca o nessuna fiducia nei confronti dei magistrati e del modo in cui applicano le leggi di cui, purtroppo, questo paese è infarcito. Confesso che comprendo molto bene questo italiano su due timoroso; e fatico a comprendere come, al contrario, ci sia un italiano su due che questo timore non lo coltivi.
Lui lo dice con il sorriso tra le labbra; io lo penso seriamente: sono d’accordo con il presidente dell’Associazione Nazionale dei Magistrati Piercamillo Davigo: “Pensavo peggio, temevo stessimo a zero”.

Continua la lettura di GIUSTIZIA: L’OTTIMO CONSIGLIO DI BENEDETTO CROCE (NEL 1911): STATE LONTANI DAI TRIBUNALI

Share

ABORTO. L’OBIEZIONE DI COSCIENZA ORMAI NON HA PIU’ GIUSTIFICAZIONE

Di Valter Vecellio

La notizia, innanzitutto: il dottor Maurizio Silvestri, ginecologo presso l’ospedale di Spoleto, obiettore di coscienza, annuncia di aver maturato la decisione di non avvalersi di questa prerogativa che gli consente la legge, e di essere disposto a interrompere gravidanze a donne che, ovviamente, chiedono di poter usufruire di quanto previsto dalla legge 194. “Quando ho iniziato la mia professione di ginecologo ecografista”, racconta il dottor Silvestri, “avevo scelto di non praticare aborti, era stato un po’ ‘mettermi alla finestra’ perché pur essendo laico, non cattolico ero convinto che comunque c’era tra i colleghi chi si faceva carico del problema. Poi c’è stato l’incontro con un’ostetrica che dopo 42 anni di servizio, al momento di andare in pensione mi ha raccontato di aver visto tante donne morire di aborto clandestino. Un articolo di ‘Lancet’ dove vengono riportati dati drammatici: 47.000 casi di morte provocati nel mondo da aborti clandestini, una delle maggiori cause di morte per le donne, mi ha fatto molto riflettere, e un altro dato statistico mi ha colpito: i Paesi dove le leggi sull’interruzione volontaria di gravidanza sono più permissive, sono anche quelli dove il ricorso all’ aborto è in netta diminuzione. Poi mi ha impressionato la notizia che una donna di Padova aveva girato 23 ospedali prima di trovare la struttura dove effettuare l’interruzione, rischiando di non stare entro i 90 giorni previsti dalla legge. Tutte queste considerazioni mi hanno portato a ritirare l’obiezione, a mettermi in gioco, per non stare più alla finestra”. Continua la lettura di ABORTO. L’OBIEZIONE DI COSCIENZA ORMAI NON HA PIU’ GIUSTIFICAZIONE

Share

Oggi, 39 anni fa, via Fani…Qualcosa a che fare, anche, con il diritto umano e civile alla conoscenza

Di Valter Vecellio

Il 16 marzo del 1978, in via Mario Fani, un commando delle Brigate Rosse rapisce Aldo Moro e uccide la sua scorta. Moro viene poi trovato morto a via Caetani 55 giorni dopo.
A distanza di tanto tempo, e nonostante “pentiti”, dissociati, processi e commissioni parlamentari, inchieste giornalistiche e centinaia di libri, e quant’altro, della vicenda di cui secondo alcuni si sa praticamente tutto, e non c’è da sapere più nulla, le lacune e i buchi “neri” relativi a verità evidentemente indicibili e imperscrutabili, sono tante. Continua la lettura di Oggi, 39 anni fa, via Fani…Qualcosa a che fare, anche, con il diritto umano e civile alla conoscenza

Share