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Storia dell’amnistia. da Togliatti a di Di Pietro e Borrelli

Storia dell`amnistia da Togliatti ai giorni di Di Pietro e Borrelli

di MASSIMO LENSI

(pubblicato oggi, venerdì 14 aprile 2017, su Il Dubbio)

A Pasqua si terrà a Roma la Quinta marcia per l`Amnistia, organizzata dal Partito Radicale. Marco Pannella coniò un`efficace espressione per spiegare l`importanza della clemenza. Egli la invocava per la Repubblica, per rientrare nella legalità e porre fine alle violazioni della Costituzione nella gestione del sistema penitenziario, nella durata dei processi, nell`utilizzo della prescrizione nascosta conseguente all`applicazione discrezionale dell`obbligatorietà dell`azione penale da parte dei magistrati. “Amnistia per la Repubblica” era lo slogan di Pannella. La storia dei provvedimenti di clemenza di un Paese racconta, infatti, più cose di quanto si possa immaginare. Continua la lettura di Storia dell’amnistia. da Togliatti a di Di Pietro e Borrelli

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Manettari … for ever

… E IL ROVESCIO DEL DIRITTO (praticato in buona fede).

Di Valter Vecellio

ANSA di ieri pomeriggio con commento dell’attuale sindaco di Napoli Luigi De Magistris:
Mi auguro che abbia tutti gli elementi per chiarire la sua posizione perché come contestazione è bruttina“.

Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha commentato l’inchiesta in cui è coinvolto l’ex magistrato Antonio Ingroia indagato con l’accusa di peculato. De Magistris, che alle politiche del 2013 sostenne la lista guidata da Ingroia, ha espresso l’augurio che possa chiarire la vicenda perché “è stato un magistrato che ha fatto cose importantissime”.

Ingroia deve avere tutti gli elementi per chiarire…
Magari ci si dovrebbe augurare che sia la procura di Palermo, ad avere tutti gli elementi per giustificare l’accusa di peculato? Continua la lettura di Manettari … for ever

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Referendum? Prima riconquistare il rispetto della Costituzione e lo Stato di diritto

candidoGIUSEPPE CANDIDO (Ass. Non Mollare): In carcere domenica 4 dicembre pure per verificare se ai detenuti che ne hanno diritto sia stata data concretamente la possibilità di votare.

<<Il Partito Radicale Nonviolento di cui mi onoro di essere iscritto, militante da oltre un decennio, non si schiera –  in quanto trasparito oltre che transnazionale – né per il Sì né per il NO al referendum costituzionale. Lascia liberi iscritti e dirigenti di decidere liberamente, come è giusto che sia per un partito che si definisce transparito, oltreché liberale.

Siamo però consapevoli che – sia che vinca il sì sia che vinca il no – il nostro bel paese continuerà a violare la propria legalità, la costituzione e i diritti umani fondamentali.

Personalmente, voterò NO, per una serie di ragioni che non sto qui ad elencare. Mi preme, invece, sottolineare che, domenica 4 dicembre, dalle ore 9:00, mentre tutti politicamente saranno impegnati per la gara referendaria tra un Sì e un NO che – comunque andrà non porterà il paese verso lo Stato di legalità da cui da tempo è fuoriuscito – per non mollare la lotta per la transizioneverso lo Stato di diritto, per il diritto alla conoscenza, per l’amnistia, per la giustizia giusta, come delegazione del Partito Radicale Nonviolento, – quel partito che lo scorso settembre ha celebrato il proprio congresso nel carcere di Rebibbia e i cui striscioni, domenica 6 novembre, in occasione del giubileo dei detenuti, sono stati accolti dal Santo Padre nella piazza San Pietro cosa prima mai consentita a un partito – grazie a Rita Bernardini ex deputata oggi membro della presidenza del Partito, e grazie allo stesso Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito di Marco Pannella che – con il rapporto di fiducia instaurato negli anni col DAP – ci consentono di avere le autorizzazioni, – saremo in visita nel carcere di Catanzaro con i compagni calabresi del “non mollare”, Rocco Ruffa e Antonio Giglio. 
E Rita Bernardini, che a Catanzaro è venuta lo scorso 7 agosto 2016, domenica 4 dicembre sarà nel carcere di Novara>>.
Così – in una nota – il prof. Giuseppe Candido, esponente calabrese del Partito Radicale, direttore editoriale di ALM nonché segretario dell’associazione Non Mollare. Che aggiunge:
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