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#Calabria, Assemblea @GildaInsegnanti al L. Classico Pitagora di Crotone

Martedì 11 aprile 2017, presso il liceo Classico Pitagora di Crotone si è svolta un’altra assemblea provinciale in orario di servizio organizzata dalla Gilda degli Insegnanti – Federazione Gilda Unams Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia che ha visto la partecipazione del Prof. Antonino Tindiglia, coordinatore regionale della Federazione Gilda Unams per la Calabria e componente della direzione nazionale della Gilda degli insegnanti – Federazione Gilda Unams; il prof. Aldo Trapuzzano, coordinatore provinciale della Federazione Gilda Unams Catanzaro Vibo Crotone e il prof. Giuseppe Candido, dirigente sindacale della Gilda insegnanti e della federazione Gilda Unams Catanzaro-Vibo-Crotone e responsabile territoriale per la Gilda degli insegnanti di Crotone.

L’assemblea tenutasi dalle 10:30 alle 13:30, è stata molto partecipata tanto che molti docenti intervenuti dalle scuole della provincia hanno dovuto ascoltare da fuori dell’aula magna della scuola.

Di seguito i video degli interventi e alcune domande degli insegnanti … Continua la lettura di #Calabria, Assemblea @GildaInsegnanti al L. Classico Pitagora di Crotone

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Assemblea della @GildaInsegnanti all’I.I.S. Pertini di Crotone

Martedì 14 marzo 2017 – Dopo le assemblee negli istituti comprensivi Don Milani e Vittorio Alfieri di Crotone (rispettivamente il 28 febbraio e il 4 marzo 2017) , la Gilda insegnanti continua il suo tour di assemblee nella città di Pitagora: il 10 marzo è stata tenuta un’assemblea presso il liceo scientifico “Filolao) e lunedì 13 presso l’Istituto Comprensivo A. Rosmini; l’assemblea di martedì 14 marzo di cui vi proponiamo il video integrale è stata tenuta presso l’Istituto di Istruzione Superiore Pertini Santoni di Crotone.

Di seguito l’intervento del Prof. Antonino Tindiglia, coordinatore provinciale (Catanzaro, Vibo e Crotone) della Gilda Insegnanti, coordinatore regionale per la Calabria della Federazione Gilda Unams e membro della direzione nazionale del sindacato che, ricordiamolo, è anche un’associazione per la valorizzazione della professione docente.

Seguono, gli interventi del Prof. Giuseppe Candido, responsabile comunicazione della Gilda insegnanti nonché responsabile territoriale della Gilda insegnanti e della Fed. Gilda Unams di Crotone; e quello del Prof. Aldo Trapuzzano, coordinatore provinciale della Federazione Gilda Unams.  Continua la lettura di Assemblea della @GildaInsegnanti all’I.I.S. Pertini di Crotone

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04/03/2017, #Scuola: Assemblea della @GildaInsegnanti all’istuto comprenzivo V. Alfieri di Crotone

Assemblea della @GildaInsegnanti all’istuto comprenzivo V. Alfieri di Crotone.

La gilda degli insegnanti, ha iniziato un tour di assemblee nelle scuole della provincia di Crotone di cui continueremo a darvi conto con articoli e video.

Di seguito l’intervento del Prof. Giuseppe Candido, dirigente provinciale Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia – responsabile territoriale di Crotone, della Gilda Insegnanti e della Federazione Gilda Unams

Di seguito gli interventi del prof. Aldo Trapuzzano (coordinatore Provinciale FGU per Catanzaro, Vibo e Crotone) e del Prof. Antonino Tindiglia, membro della direzione nazionale, coordinatore provinciale Gilda degli insegnanti e coordinatore regionale Federazione Gilda Unams Continua la lettura di 04/03/2017, #Scuola: Assemblea della @GildaInsegnanti all’istuto comprenzivo V. Alfieri di Crotone

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il video delle denunce di Giovanna Fiumara, malata di SLA e candidata per la lista Marco Pannella in Calabria

6 marzo 2010, Crotone

Giovanna Fiumara dallo scorso 18 febbraio può finalmente parlare, dopo tre anni di malattia, con il comunicatore. Le sue parole dirompono nella sala del dopolavoro ferroviario dove si è presentata la Lista Marco Pannella che, in Calabria, sostiene la candidatura di Pippo Callipo a presidente.

Riprese: Francesco Galea

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Dal corpo dei malati al cuore della politica

Giovanna Fiumara
Locandina presentazione di Giovanna Fiumara e della lista Bonino Pannella

Care amiche e cari amici di abolire la miseria della Calabria, vi ricordo che domani, sabato 6 marzo alle ore 17.30 presso la sala del dopolavoro ferroviario adiacente al liceo classico Pitagora di Crotone, si terrà la presentazione della lista Bonino Pannella che a Crotone ha per apri lista, Giovanna Fiumara, medico internista malata di SLA e che, come Luca Coscioni, ha deciso di portare la sua battaglia nella politica. Noi di abolire ci saremo.

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Passeggiando sui rifiuti

di Giovanna Canigiula

La vicenda è nota. Nel crotonese 70 mila m³ di materiale altamente tossico e radioattivo, pari a 350 mila tonnellate, miscelato con polveri provenienti dall’Ilva di Taranto e impastato col cemento, sono stati impiegati, come materiale edilizio, per la realizzazione dei cortili di tre scuole, di alloggi popolari, villette, centri commerciali, strade e perfino di una banchina portuale. Le indagini, avviate nove anni fa, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati, con l’accusa di associazione a delinquere, di sette persone: il legale rappresentante pro tempore della Pertusola Sud, quelli di tre imprese edilizie (due di Crotone e una di Parma), tre funzionari dell’ex Presidio multizonale di prevenzione dell’ex Azienda sanitaria di Catanzaro.

Gli scarti industriali tossici erano prodotti dalla Pertusola Sud, stabilimento dell’Eni nato negli anni Venti su iniziativa della compagnia tedesca Rotschild e addetto alla produzione di zinco, di cui riusciva a coprire quasi la metà del fabbisogno nazionale. La Pertusola, insieme alla Montedison, è stato l’unico vero polo industriale della Calabria. Chiuso nel 1994, dopo una crisi del settore che si trascinava da circa tre anni, aveva lasciato sul lastrico i 700 operai che vi lavoravano. Nel 1998 era scoppiato il primo scandalo che aveva portato, l’anno successivo, all’arresto dell’allora assessore regionale all’ambiente e all’apertura di un’inchiesta: la Guardia di Finanza di Trebisacce, comune del cosentino, aveva infatti sequestrato una discarica abusiva di 15 mila tonnellate di rifiuti in un terreno agricolo di Cassano Jonio. Si era così scoperto che la Pertusola, per aggirare i costi dello smaltimento, trovandosi l’unico impianto preposto in Sardegna, ne aveva affidato la gestione all’ATMC SUD, azienda che lavorava in subappalto per la IMI Chimica di Milano e per la Eco Italia di Roma. L’AMTC era riuscita ad ottenere da un funzionario regionale una deroga amministrativa alla legge e, dotatasi di uno schiacciasassi e di una pala meccanica, aveva impastato i materiali radioattivi con cemento seppellendoli, oltre che nel cosentino, in altre aree sulle quali ci si apprestava ad indagare. Secondo gli inquirenti del NISA, nucleo che indaga su sanità e ambiente, esistevano due videocassette che filmavano il modo in cui gli operai delle imprese Crotonscavi eCiampà mescolavano i rifiuti tossici che poi seppellivano nei cantieri, ma una è risultata introvabile e l’altra è giunta in Procura cancellata. Non solo: parte dei rifiuti finiva in mare, probabilmente nella riserva protetta di fronte a Crotone. La conferma è venuta da un ex caporeparto della Pertusola: ordine di servizio della fabbrica era proprio di scaricare  a mare, ogni due o tre giorni, i prodotti eccedenti.

Da anni Legambiente lanciava appelli, rimasti inascoltati, sulla presenza di depositi di rifiuti tossici e nucleari nel territorio calabrese e sulla presenza di navi affondate nei mari limitrofi, sollecitando l’intervento dei responsabili regionali perché venisse attuato un sistema di controllo e monitoraggio, allo scopo di verificare anche le incidenze sulla salute. A Reggio Calabria l’esecuzione delle indagini era stata affidata, dalla Procura della Repubblica, a un’impresa con interessi nel campo che, guarda caso, non aveva trovato nessuna delle navi accuratamente indicate sulla carta. Nel “bidone Calabria”, secondo una definizione di Legambiente, mancano discariche controllate e a norma di legge, i rifiuti vengono collocati alla bell’e meglio sfruttando norme temporanee ed eccezionali, sono pochi e mal funzionano i depuratori, nessuno interviene a frenare lo scarico abusivo nei mari, i fiumi sono fossi di scolo di acque luride. Eppure, la Regione “non è riuscita a realizzare un piano sanitario né un piano di controllo del territorio né  un piano per la realizzazione di discariche e l’individuazione delle zone in cui collocarle né un piano per il controllo degli scarichi fognanti e dei depuratori”. DalRapporto Ecomafia 2008 la Calabria risulta essere la quarta regione in Italia per gli illeciti ambientali, legati a doppio filo con le attività criminali di stampo mafioso, ma non si ipotizza al momento, nel caso di Crotone, alcun collegamento con la ‘ndrangheta, sebbene l’impresa Ciampà sia stata oggetto di indagine in tal senso negli ultimi anni e il suo rappresentante legale sia un sorvegliato speciale.

Il mondo politico stupisce. Ieri il Governatore della Calabria, A. Loiero, dai microfoni di Uno mattinaha indicato l’Eni e lo Stato  quali responsabili del disastro: il primo perché, quando ha chiuso negli anni Novanta, ha lasciato  in eredità disoccupati e veleni, ma non ha realizzato la bonifica di un’area che era stata riconosciuta sito nazionale da disinquinare; il secondo perché ha nominato dieci anni fa, senza ottenere nulla di fatto e senza chiederne conto, un Commissario per l’emergenza ambientale.  Loiero ha dichiarato di avere subito stornato 15 milioni di euro dai fondi Por, destinandoli al lavoro di indagine di una task force di ricercatori nominata dalla Regione Calabria e composta dall’ Unical, dal Politecnico delle Marche, dalle Università di Cagliari, Napoli e Siena, dallo Iamc- Cnr e dalla Stazione zoologica di Napoli. Primi campi di indagine: terreno, aria, alimenti. Quindi, costa e mare. La Regione Calabria, ha aggiunto Loiero, si costituirà in giudizio come parte civile.

Pari sgomento a Crotone, dove ieri si è tenuta una  lunga e affollata seduta del Consiglio comunale. Ho chiesto ragguagli, oggi, a uno dei consiglieri di maggioranza, il prof. F. Pesce,  che mi ha rilasciato una lunga dichiarazione: “I cittadini hanno diritto alla verità e devono essere continuamente informati sulle soluzioni che si prospettano e sulle fasi di attuazione. Abbiamo istituito un’apposita Commissione che lavorerà a stretto contatto con i comitati cittadini per monitorare assieme la difficile soluzione. Ciò che bisogna condannare è il silenzio di quella classe dirigente che, in passato, sapeva, avrebbe potuto fare e non ha fatto e la cui assenza ha, in un certo qual modo, determinato l’indifferenza della collettività che si è allontanata dalla politica”. Secondo Pesce “la politica ha una funzione vitale per una città come Crotone e il vero politico è colui che cerca di prevenire, con interventi significativi, i problemi di qualsivoglia natura, senza aspettare che gli stessi possano incancrenirsi per poi divenire irrisolvibili. Il consenso dell’elettorato va rispettato, stima e fiducia vanno contraccambiate: si rende, dunque, necessaria una svolta che consenta un diverso percorso in grado di recuperare alla politica la piena fiducia della collettività”. Alla domanda su come la sua amministrazione intenda procedere, Pesce ha risposto che “innanzitutto essa si costituirà parte civile nel procedimento in corso” e ha aggiunto che “tocca all’Eni risanare la situazione come ha fatto altrove, ma è necessario che gli enti locali possano controllare i lavori sia in fase di progettazione che di realizzazione. Per intanto si hanno i primi risultati dei controlli effettuati sull’aria e sull’acqua potabile nelle aree interessate e sono negativi. Anche le due centraline messe nelle scuole interessate, per verificare l’aria, hanno dato esito negativo”. A quanti protestano per l’assenza di un piano territoriale, il consigliere risponde che esso “non può essere approntato finché le indagini della magistratura non saranno concluse. Al vaglio è, comunque, anche l’istituzione di altre commissioni che affrontino problemi vitali per Crotone come l’aeroporto, la stazione, l’università, perché turismo, cultura e lavoro sono la via che consente di dare a questa città ciò che realmente merita, anche in virtù dei suoi trascorsi”. Pesce si è da ultimo soffermato sul diritto al lavoro e alla salute, ricordando il padre che, per 25 anni, ha lavorato nel polo industriale di Crotone dove molti, respirando i vapori, si sono ammalati di cancro o, nel migliore dei casi, hanno perso i denti: “Non si può essere indifferenti alla morte. Anche se i siti inquinati e causa di inquinamento hanno offerto lavoro a migliaia di cittadini, non va dimenticato che lo stesso lavoro è stata causa di mali incurabili. Il lavoro è un diritto, ma la vita è un bene incommensurabile”.

Difficile dire a quali risultati definitivi porterà l’indagine in corso. Altrettanto difficile è capire in che modo, in un terra dalle forti connivenze tra politica, imprenditoria e criminalità organizzata, si potrà affrontare il problema rifiuti. Occorre, però, che maturi una maggiore coscienza dei singoli e della collettività, riunita magari in comitati, come sta accadendo a Crotone. Ma non a disastro avvenuto. Mi sovviene la proposta radicale dell’anagrafe pubblica degli eletti: brutta parola ma utile, forse e non solo, in terre sinistrate, dove di rado ci si prende la briga di seguire un consiglio comunale o chiedere di poter  prendere in visione le delibere di giunta. Piccoli passi, piccolissimi, per un controllo diretto di ciò che si decide intorno a noi.

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