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Maestà di un paesaggio silenzioso

Mercoledì 14 marzo 2018 – Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)

COMUNICATO STAMPA DEL POLO MUSEALE DELLA CALABRIA

Il Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide è diretto da Adele Bonofiglio.

Mercoledì 14 marzo 2018 sarà celebrata dal Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide (facente parte del Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon) la seconda edizione della Giornata nazionale del Paesaggio con iniziative atte a raccontare i molteplici cambiamenti del suo territorio. Da luogo naturale tipico dell’ambiente mediterraneo, alla sfarzosa città di Sybaris, fino all’area archeologica e alla circostante area rurale. Continua la lettura di Maestà di un paesaggio silenzioso

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“Con…Certo Gusto” … Suoni e Sapori del Nord Europa. La nuova stagione culturale della Residenza Ruggi D’Aragona

La Residenza Ruggi D’Aragona inaugura una nuova stagione culturale. “Con…Certo Gusto” Suoni e Sapori del Nord Europa. Una serata evento tra ricercatezza e pregio. Appuntamento venerdì 28 aprile ore 20.00

 

La locandina dell’evento

Cosenza A poche settimane dall’ inaugurazione la Residenza Ruggi D’Aragona apre le sue sontuose stanze ad un evento d’essai di alta qualitàCon..Certo Gusto”, Suoni e Sapori del Nord Europa, Assaggi di cultura tra musica e gastronomia, una serata all’insegna della raffinatezza, del gusto, dell’eleganza, un misto di saperi e sapori che andranno ad abbracciare e ad esaltare l’arte espressa in tutte le sue forme. L’evento, in programma per venerdì 28 aprile alle ore 20.00, vedrà la partecipazione esclusiva della Grieg Chamber Orchestra che, per l’occasione, eseguirà le musiche di Gustav Holst ed Edvard Grieg. Il Nord Europa, dunque, come collante motivazionale ed esperienziale di una serata a tema, scelta per celebrare un luogo, la dimora Ruggi D’Aragona, che si candida a diventare a pieno titolo, il salotto culturale della città. Continua la lettura di “Con…Certo Gusto” … Suoni e Sapori del Nord Europa. La nuova stagione culturale della Residenza Ruggi D’Aragona

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Dopo Botricello e Lamezia (CZ) anche Cosenza discute per il registro dei testamenti biologici

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Grazie alla consigliera comunale di Cosenza Maria Lucente, anche nella città dei Bruzi si è discusso di testamento biologico.
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Il Consiglio comunale si è riunito ieri pomeriggio, presieduto da Luca Morrone.

In apertura di seduta l’assemblea ha osservato, su proposta del consigliere Andrea Falbo, un minuto di raccoglimento in memoria dell’intellettuale Saverio Strati, scomparso nei giorni scorsi.

Dopo alcune comunicazioni il Consiglio comunale ha affrontato una questione da tempo presente nell’Ordine del Giorno:
“Discussione proposta di legge di iniziativa popolare: testamento biologico ed eutanasia legale – Associazione Luca Coscioni”. Ha relazionato il consigliere firmatario Maria Lucente (PD).

“A un anno circa dalla richiesta – ha esordito – questa sera, finalmente, il Consiglio Comunale affronterà l’argomento. Il tema dell’eutanasia legale e del Testamento biologico è vivacemente presente nel dibattito politico e culturale del nostro Paese, e anche la nostra città, forte di una lunga, indiscutibile storia tassellata da intelligenti percorsi culturali, sociali, politici, non si poteva sottrarre a questo dibattito”. Il consigliere Lucente ha ricordato che circa un anno fa, il 5 maggio 2013, in piazza XI Settembre, ci fu la giornata di mobilitazione per la raccolta delle firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare attivata dall’Associazione Luca Coscioni.

“Le firme, alla presenza anche di Mina Welby – ha detto – sono state moltissime, collocando la nostra città tra quelle più attive e sensibili al tema. Ho evocato un clima aperto, libero da steccati e pregiudizi e lo ripropongo, rivolgendomi anche a quella parte di coscienze e di sensibilità personali e soggettive, che tenta di rimuovere l’argomento o che, addirittura, afferma che l’eutanasia non farebbe parte della nostra cultura cattolico-cristiana.

Mi guida invece l’affermazione che “la migliore testimonianza di un cattolicesimo possibile è il rispetto della sofferenza e della libertà”.

Le richieste di questa Legge aumentano; la consapevolezza di dovere e potere rispettare quel “Libero Arbitrio” di sacra memoria si fa sempre più pressante. I sondaggi parlano di ben oltre il 50% di cittadini favorevoli all’eutanasia.

Ed in Italia ancora balbettiamo. E così, assistiamo ad un …fai da te, pesante, doloroso, oltre che discriminatorio: il 62% degli ammalati terminali muore grazie all’aiuto clandestino di alcuni medici o attraverso, per chi può permetterselo, una sempre crescente emigrazione o chiudendo la propria vita con il suicidio. Si chiede il coraggio e l’umiltà di discutere.

Anche a Cosenza, come è avvenuto in circa 200 città italiane si può “dare vita” ad un registro dei testamenti biologici per raccogliere la volontà soggettiva ed individuale sul “fine vita”. La Dichiarazione Anticipata di Trattamento o Testamento biologico, in estrema sintesi, indica la volontà di una persona, nella sua piena lucidità mentale, di indicare le terapie che intende accettare o non accettare, nel caso si dovesse trovare in futuro in una condizione di incapacità fisica o psichica.

Il Testamento biologico non ha niente a che vedere con qualsiasi pratica di eutanasia; si limita a registrare la volontà individuale, la libertà di potere scegliere i trattamenti sanitari a cui si desidera, o non, essere sottoposti.

E’ corretto evidenziare che il Comune, nella sua qualità di Ente preposto alla tutela dei diritti dei cittadini, primi fra tutti la libertà e la salute, sia conseguenziale. Il testo di delibera potrebbe essere quello depositato in Campidoglio nel 2009 da Mina Welby, Peppino Englaro, Carlo Lizzani, Emma Bonino e Marco Pannella. Quindi invito questo Consiglio Comunale ad attivare una responsabile e civile partecipazione, deliberando il Registro dei Testamenti biologici, in attesa della Legge Nazionale che ritengo non avrà tempi lunghi”.

Il dibattito è stato aperto dall’intervento del consigliere, e capogruppo del PD, Salvatore Perugini il quale, complimentandosi con la collega per aver portato in Consiglio questa discussione e per il contenuto del suo intervento, ha affermato “qui non c’è appartenenza a partiti, non c’è solidarietà politica di parte ma solo la nostra libertà di coscienza. Un argomento come questo deve trovare la sua regolamentazione in una legge dello Stato ma il Consiglio comunale può assumere ulteriormente determinazioni e deliberare per creare i presupposti che, in attesa della promulgazione della legge nazionale, servano comunque a dare la possibilità al cittadino di esprimere in una forma ufficiale una sua volontà ma soprattutto un suo diritto. Sappiamo che il diritto alla vita va difeso e non so se esiste come contraltare il diritto alla morte ma so per certo che ci sono molti uomini e donne che avrebbero voglia, in determinate circostanze, di rivendicare un diritto a una morte serena e quindi a una vita meno sofferente. Credo che uno Stato non può nascondere questo problema e deve affrontarlo nel modo più laico possibile. Poi ognuno di noi fa i conti con la propria coscienza, con il proprio credo, la propria fede, che non possono sopraffare la fede, la religiosità, la coscienza civile di un’altra persona.

Se questo Consiglio comunale dovesse deliberare di istituire il registro richiamato dal consigliere Lucente, non solo non farebbe cosa contraria a legge, ma metterebbe un mattone nella costruzione dell’edificio dei diritti di libertà di ciascuno di noi che lo Stato deve garantire”.

Domenico Frammartino (Italia dei Valori) ha definito esauriente la relazione del consigliere Lucente. “Credo sia venuto il momento della decisione. La proposta dell’istituzione del Registro delle Volontà, credo sia accoglibile da tutti ed è di buon auspicio affinché la legge si faccia. Nella nostra adesione c’è anche completamento di una concezione, che lo Stato si rivela nella sua laicità”.

Francesco Perri (Popolo della Libertà). “Ci saranno sicuramente anche casi diversi che potrebbero essere citati. È un argomento di tale delicatezza che non può essere licenziato in maniera veloce, proponendo una soluzione sulla quale non mi sento in disaccordo ma che deve consumare certi passaggi. Credo quindi che la proposta della collega Lucente potrà essere un punto d’arrivo, ma che prima il Consiglio comunale debba costituire un Comitato Etico che sia di supporto alla decisione che il Consiglio andrà ad assumere”.

Anche Massimo Bozzo (Gruppo Misto) ha dato atto al consigliere Lucente dell’impegno profuso sulla problematica, ma concorda sulla necessità di approfondire la tematica e si dichiara d’accordo sulla costituzione del Comitato Etico. “L’impegno e la passione della collega Lucente – ha affermato – potranno trasferirsi alla guida del comitato.

Francesco Caruso (Forza Italia) ha evidenziato che “il dovere dell’uomo è di vivere la vita fino in fondo, anche nella sofferenza. Riguardo al testamento biologico, anche la Chiesa è stata favorevole alla scelta contro l’accanimento terapeutico. Ma se parliamo di privarsi dell’alimentazione o delle cure necessarie a mantenere la vita, la posizione cambia. Anch’io sono d’accordo sulla Commissione per approfondire tutte le implicazioni e capire la natura di questo registro”.

Dopo una riunione dei capigruppo, è intervenuto il consigliere Michelangelo Spataro per riferirne gli esiti. “Ringrazio il consigliere Lucente, stasera c’è davvero la volontà di approfondire questa problematica. Anche alla luce delle numerose assenze, propongo di rinviare il punto nella Commissione competente per riaffrontarlo nella maniera più opportuna alla prima seduta utile del Consiglio comunale”.

L’aula si è espressa a favore.

E’ intervenuto dunque il consigliere Sergio Nucci per proporre il rinvio alla Commissione Controllo e Garanzia del punto all’ordine del Giorno sulla questione dell’ex bocciodromo di via degli Stadi per tornare subito in Consiglio, come primo punto all’ordine del Giorno. Marco Ambrogio ha ricordato come la questione sia già stata trattata in commissione controllo e garanzia, “si potrebbe dare l’impressione – ha detto – di voler rinviare il dibattito sull’argomento. Spataro ha sottolineato che verosimilmente, considerate le feste, la prima commissione utile sarà a maggio. Il Consiglio, dopo queste valutazioni, ha votato tanto l’inversione quanto il rinvio dell’Ordine del Giorno alla Commissione controllo .

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Eutanasia e testamento biologico: intervista a Mina Welby e video del consiglio comunale aperto a Botricello

Il video, gentilmente ripreso da liberi tv, del Consiglio comunale aperto cui hanno preso parte oltre a Mina Welby anche il Prof. Salvatore Barresi dell’arcidiocesi Crotone Santa Severina, la professoressa Elena Morano Cinque e il Prefetto Antonio Reppuccio.

“La gente vuole che si regolamenti questo fenomeno”.

di Giuseppe Candido

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Mina Welby arriva a Sibari in autobus

Abolire la miseria della Calabria, 4 maggio 2013, siamo in macchina con Mina Welby, nata a San Candido in provincia di Trento, vedova di Piergiorgio Welby e co-presidente dell’associazione Luca Coscioni, che è venuta in Calabria per la prima giornata di mobilitazione nazionale per la raccolta delle firme sulla proposta di legge d’iniziativa popolare sull’eutanasia legale e il rifiuto dei trattamenti sanitari. Mina arriva alle 11.30 a Sibari (CS) dove la vado a prendere per essere per le 17.00 a Botricello (CZ), dove il Sindaco Giovanni Camastra e l’assessore Salvatore Procopio hanno nei giorni scorsi firmato e aderito alla campagna di raccolta firme ed hanno organizzato un consiglio comunale aperto ai cittadini per discutere l’adozione di un registro comunale per per i testamenti biologici.

Dopo esserci salutati e fatto quattro chiacchiere sulle condizioni di Marco Pannella, in sciopero della fame e della sete per la questione delle carceri e della giustizia, e dopo una telefonata col Sindaco e l’assessore Procopio che davano a Mina un primo “telefonico” benvenuto in Calabria, chiedo a Mina, già sicuro che accetterà, se vuole rilasciarci un’intervista mentre siamo in macchina. “Certo, perché no!” è la risposta sorridente di Mina.

Allora, la prima è una domanda aperta: testamento biologico, eutanasia. Che ci dici Mina?

R: “Io posso dire questo. Che sono stata ieri sera a Castellana Grotte dove si voleva parlare in modo particolare di testamento biologico. Io poi ho pensato: ma, in qualche maniera faccio pure entrare l’eutanasia. Ma mi ha aiutato in modo formidabile un prete. Un certo don Nicola. Che poi, anche con disappunto della organizzatrice, ha parlato di eutanasia. Perché, come al solito, le persone che hanno tanto paura di non so che cosa, della parola “eutanasia” che li attira. È un tema che attrae. Non so perché. C’ho fatto caso ieri e questo mi ha indotto, poi, a spiegare ai presenti che erano tantissimi, che per una piccola città come Castellana Grotte erano presenti 120 e più persone presenti in una sala, dove non c’erano più altre sedie e stavano in piedi. Veramente una cosa grandissima. Quindi ho potuto spiegare a queste persone che cosa significa testamento biologico, che cosa significa rifiuto delle terapie di una persona capace come Piergiorgio, e che cosa è l’eutanasia. Nel vero senso della parola. Cioè dove al medico viene chiesto da un malato con una patologia non più curabile con delle sofferenze indescrivibili, e con poca aspettativa di vita. E questo, credo, abbia fatto molto bene anche per il futuro deposito di testamenti biologici in un registro che si voleva, appunto, chiedere d’istituire al sindaco di Castellana Grotte che era presente. C’è stato pure il Sindaco di Putignano dove già funzione il registro dei testamenti biologici. Ho ringraziato il Sindaco e gli avevo detto anche che noi abbiamo fondato la federazione dei sindaci dove esiste il registro dei testamenti biologici dove, il primo a firmarlo era il sindaco di Napoli che ha anche lui istituito il registro.

Luigi De Magistris?

R: Si, De Magistris.

Mina, una domanda allora è d’obbligo. C’hai spiegato bene la differenza tra testamento biologico, rifiuto cosciente delle cure ed eutanasia legale. L’eutanasia, però, ci dicono le statistiche, esiste ed è quella che i radicali vogliono legalizzare. Oggi repubblica parla di 90.000 malati terminali che ogni anno muoiono nelle sofferenze e, probabilmente, anche per loro si chiede “dottore, non fatelo soffrire”. I Radicali cosa tentano di fare con la “legalizzazione” di questo fenomeno?

R: Vogliamo che sparisca l’eutanasia non legale. L’eutanasia nascosta. Quella che già c’è.

Quell’eutanasia clandestina per cui Piergiorgio e l’associazione Coscioni chiedevano al Parlamento italiano con una petizione di effettuare un’indagine conoscitiva?

R: Si, dell’eutanasia clandestina. Ma fino ad oggi abbiamo sempre continuamente delle opposizioni. E i più forti oppositori sono i medici stessi. Credo che è come se avessero paura. Ma paura di che cosa? Di essere indagati? Non lo so. Ma proprio ieri, un medico, una dottoressa chiariva di nuovo che lei sapeva che l’eutanasia clandestina esiste. Dall’altra parte, però, c’è anche un grande incremento di accanimenti terapeutici. Voglio dirlo in modo veramente brutto, così forse lo capiscono gli italiani: sono cure inutili. Terapie inutili, dove per esempio, a un malato oncologico, cioè col cancro, in fase terminale, vengono ancora somministrati terapie chimiche, chemio terapie. Credo che questo è veramente un insulto a questo malato, per farlo soffrire. Perché poi, la chemio terapia, non è una passeggiata. Non è una cosa che alleggerisce, che toglie dolore. Ma è un ulteriore insistere con dei fenomeni collaterali che non sono della malattia oncologica ma proprie della chemio terapia.

Mina, un’ultima domanda. Qualcuno obbietta che l’Italia ha un problema: il lavoro. La miseria che aumenta. Che c’azzeccano l’Eutanasia legale, testamento biologico. Sono delle priorità? I radicali e l’associazione Coscioni lanciano la campagna di raccolta firme per una proposta di legge in un momento in cui le priorità sembrano essere tutt’altre. Perché Mina, proprio ora?

R: Mah, guarda, io so e vedo che gli italiani sono interessatissimi ad avere anche questo diritto al “non soffrire più”. Anche perché, adesso sì c’è tempo di crisi, ma succede una cosa molto eclatante e molti cittadini si lamentano di questo. E vengono tagliate le spese per le cure, per le terapie, per l’assistenza ai malati gravissimi. E anche le cure palliative sono soltanto a macchia d’olio e spesso finanziate da benefattori. Ci sono dei parenti di malati oncologici ricoverati negli ospedali e cliniche private che tante volte danno un lascito, danno delle sovvenzioni, per poter continuare al meglio le cure palliative sui malati. Io credo che questo la gente lo vede, lo sa. E per questo motivo vogliono che si regolamenti veramente questo fenomeno.

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