Misericordia. Ai Richiedenti Asilo veniva dato cibo “peggio che ai maiali”. Il tutto coi soldi dello Stato

LA VICENDA DEL CARA DI ISOLA CAPO DI RIZZUTO A CROTONE

a cura di Giuseppe Candido

Non è semplice riassumere la lunga e intricata vicenda del CARA di Sant’Anna a Isola Capo di Rizzuto in provincia di Crotone. Funzionante già dal 1999, come CIE prima è poi divenuto, negli anni, un Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo tra i più grandi in Italia.

Vi ero stato in visita una sola volta, dieci anni fa, nel 2008, come accompagnatore assieme a Giovanna Canigiula, dell’On. Rita Bernardini, Radicale eletta nelle liste del PD per la XVII legislatura. Quando c’eravamo stati noi, la condizione non era così rosea e, stante vi fossero già alcune strutture in muratura, molti migranti allora vivevano nei container e nelle tende della protezione civile.


Novembre 2008, alcune foto della visita dei Radicali al CARA di Isola Capo di Rizzuto a Crotone con l’allora deputata on. Rita Bernardini, c’erano Giuseppe Candido, Giovanna Canigiula e Marco Marchese.


Non è facile riassumerla non solo perché quella del CARA di Isola Capo di Rizzuto è una vicenda lunga, ma soprattutto perché la sua gestione è stata negli anni quantomeno opaca, tanto per usare un eufemismo. E avrebbe consentito – secondo la DDA di Catanzaro titolare dell’inchiesta denominata Johnny  – alla ‘ndrangheta di lucrare a gogo.

Ma andiamo con ordine. Dopo aver dato a Valerio Federico il contatto del collaboratore della deputata del PD Enza Bruno Bossio che della vicenda del CARA di Crotone si è occupata molto già dalla scorsa legislatura a partire da maggio 2014, Valerio si fa dare da questi il numero e le chiama per chiedereLe la disponibilità ed effettuare una visita ispettiva assieme.

Lei dà la disponibilità “a subito” e con Valerio concordano il 27 agosto, di farla il 29 agosto 2018 alle ore 9:00.

A partecipare all’ispezione avremmo dovuto essere in due: Valerio Federico quale membro del direttivo di +Europa, oltre che storico militante e dirigente di Radicali italiani, e il sottoscritto, quale segretario dell’associazione radicale nonviolenta “Abolire la miseria-19 maggio” e militante del Partito Radicale Nonviolento cui pure la deputata Enza Bruno Bossio è iscritta con doppia tessera.

Purtroppo, però, la sera del 28, verso le 20:30, e dopo aver inviato il comunicato a nome di Valerio, della Bossio e mio, scopro che non avrei potuto partecipare. Perché? Perché la Prefettura di Crotone, sentito il dipartimento delle libertà civili degli interni, ha autorizzato per la visita l’ingresso di un solo collaboratore.

Poiché -fino all’ultimo- pensavamo di far la visita assieme, Valerio Federico mi aveva inoltrato un dossier, un elenco di link ad interrogazioni parlamentari, relative risposte, audizioni di prefetti e ministri degli interni, oltreché numerosi articoli di riviste e giornali anche nazionali come L’Espresso e il Corriere.it, riguardanti la vicenda del CARA di Isola Capo Rizzuto di Crotone che – dopo l’inchiesta della DDA di Catanzaro – è diventata d’interesse nazionale. Realizzato negli anni dalla deputata Enza Bruno Bossio, con una mail Valerio mi manda una “mole” di materiale che possiamo tranquillamente chiamare dossier: link ad interrogazioni parlamentari in commissione antimafia e alla camera, relative risposte e audizioni di prefetti, ministri degli interni, del procuratore Gratteri e interviste sui giornali, che riassumere non è cosa facile.

Conobbi l’Onorevole Vincenza Bruno Bossio il 5 settembre del 2014 quando, con Marco Pannella, andammo ad una presentazione di un libro sul carcere a Cariati. Lì c’era anche lei, deputata del PD, perché l’autore del volume, un giovane del PD di cui ora mi sfugge il nome, doveva essere un suo pupillo che era riuscito a coinvolgerla su una tematica, il carcere e la giustizia, Lei è da sempre impegnata con visite ispettive e interrogazioni parlamentari.

Il dossier della deputata Enza Bruno Bossio, interrogazioni, interviste, atti della camera, audizioni di prefetti e ministri … sul CARA di Sant’Anna a Isola Capo di Rizzuto (KR)

Visite nelle carceri ne fa da sempre. La prima visita al CARA di Isola

Enza Bruno Bossio (PD)

C. Rizzuto, la deputata Enza Bruno Bossio – come ben documenta sul suo sito sempre aggiornato e come Lei stessa scrive nell’email inviata a Federico e che Federico mi gira, – la effettua il 22 maggio del 2014. In tempi non sospetti.

 

All’ispezione che la Bossio compie il 22 maggio del 2014, c’erano ad accompagnarla il deputato Nico Stumpo, all’epoca anche lui deputato del PD, e il dirigente del PD, Giovanni Mannoccio.

Novembre 2008. I migranti erano nei container. Foto Giuseppe Candido – Visita CARA Isola C.R, con Rita Bernardini

Ma è il 16 ottobre, a seguito delle segnalazioni giunte dalle organizzazioni Praesidium (Save The Children e UNHCR), con cui apprende dello “sbarco, il 10 ottobre 2014, nel territorio di Crotone, di 124 migranti siriani, fra cui 32 donne e 21 minori accompagnati, di seguito trasferiti al CARA Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto”, che Enza Bruno Bossio presenta la prima interrogazione parlamentare sul CARA di Crotone. Infatti,  dalle segnalazioni dell’onorevole Marilina Intrieri, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Calabria, apprende che “risultano esserci testimonianze riguardanti l’uso coattivo della forza nell’espletamento delle procedure di foto segnalamento presso la questura di Crotone, conseguenti al rifiuto dei migranti di sottoporsi a tale procedura“.

Il 26 marzo 2015. L’On.le Enza Bruno Bossio presenta un’altra interrogazione parlamentare. Ed è in questa che se ne leggono delle belle. Riferendosi sempre alla visita effettuata l’anno prima con Stumpo e Mannoccio, scrive che:

<<dalla visita apprendemmo che il CARA di Crotone ospitava 1.700 persone, a fronte di una capacità di accoglienza di 729 posti;

il direttore Francesco Tipaldi informava altresì la delegazione che il complesso poteva in realtà contare su 124 posti in più rispetto a quelli previsti considerando i posti del CIE (Centro di identificazione ed espulsione), ma che questo risultava essere chiuso per inagibilità a seguito della morte, il 10 agosto 2013, di un trattenuto 31enne marocchino e della rivolta che ne seguì, il 12 agosto;

nel corso della visita fu possibile rendersi conto delle difficili condizioni della struttura a partire dalla sua posizione in una località distante dal centro abitato, a ridosso della strada statale 106 di cui è difficile e pericoloso l’attraversamento pedonale per l’assenza di strisce, di isole o fermate di autobus;

di questi ospiti solo 250 dormono in edifici in muratura mentre gli altri sono alloggiati in vecchi container sovraffollati in cui la separazione tra uomini e donne e gruppi familiari, prevista dall’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 303 del 2004, non è sempre garantita;

il sovraffollamento produce spesso contrasti tra le diverse etnie, di cui è ultimo ma non unico esempio la maxi-rissa registratasi il 4 giugno 2014 tra afgani e pakistani che ha visto coinvolte oltre 400 persone e procurato trenta feriti tra gli ospiti del CARA;

tale rissa è conseguenza diretta della mancanza di danaro dovuta alla circostanza che l’erogazione del pocket money si concretizza illecitamente nella distribuzione di due pacchetti di 10 sigarette a settimana come equivalente dell’intero importo dovuto;

le condizioni igieniche risultarono assolutamente inadeguate a causa della mancanza di pulizia e del danneggiamento dei sanitari, senza contare l’assenza di riscaldamento, tutti servizi che il gestore è tenuto ad assicurare secondo il capitolato d’appalto, approvato con decreto ministeriale 21 novembre 2008, articolo 1, n. 3, lettera e) che, se non adeguatamente prestati, possono essere causa (articolo 19 del medesimo capitolato) di risoluzione del contratto;

il personale impiegato è certamente insufficiente e fornito di competenze professionali assolutamente inadeguate rispetto alla complessità della situazione del centro;

il servizio di mediazione culturale non garantisce la copertura delle principali lingue parlate dagli ospiti presenti nel centro come, del resto, il servizio d’informativa legale, relativa ai diritti/doveri dell’ospite nonché alla procedura di asilo, che è insufficiente e spesso incomprensibile agli ospiti;”

Il tutto, è per chiedere “se il Ministro fosse a conoscenza e quali intenzioni avesse per risolvere la situazione, il ministero degli interni competente.

Dal testo di quell’interrogazione si evince anche che, a maggio 2014, c’erano ospitate, nel Centro di prima Accoglienza per Richiedenti Asilo di Isola Capo Rizzuto, ben 1700 persone a fronte di una capienza di 869 posti circa, e c’erano i container. Perché all’epoca solo 250 migranti dei 1.700 erano alloggiati in strutture “edili” prefabbricate come avviene oggi per la totalità degli ospiti. Gli altri, allora, erano alloggiati in container freddissimi d’inverno e praticamente forni d’estate. Come quelli che avevano trovato con Rita Bernardini nel 2008.

Qui – per chi volesse approfondire – il link all’interrogazione parlamentare e alla relativa risposta che ottenne dal ministro. http://www.enzabrunobossio.it/2015/04/01/al-cara-di-crotone-violati-i-diritti-umani/


Ma non è tutto, nel materiale che ci invia Enza Bruno Bossio c’è molto altro.

Enza Bruno Bossio e Valeri Federico
29 agosto 2018. L’on.le Enza Bruno Bossio, assieme a Valeri Federico, all’uscita dal CARA di Sant’Anna a Isola Capo di Rizzuto in provincia di Crotone.

In quello che continuiamo a chiamare “dossier” ci sono le audizioni in Commissione Parlamentare Antimafia, sulla vicenda del CARA di Isola Capo di Rizzuto a Crotone, del Prefetto Morcone audito il 20/10/2016, del ministro degli Interni di allora, Angelino Alfano (15 e 22 marzo 2016)  e, più recenti, quella del Prefetto Gerarda Pantalone (24 maggio 2017) e del Ministro degli Interni Marco Minniti (14 giugno 2017). E anche i link alle video registrazioni delle audizioni in commissione antimafia del procuratore della DDA di Catanzaro, Nicola Gratteri. E ancora, inchieste giornalistiche di quotidiani e riviste nazionali, e interviste alla stessa Bruno Bossio.

Misericordie?

Per il giorno in cui è prevista la visita non ho il tempo di leggere tutto. Subito, però, e grazie al testo dell’audizione del Prefetto Gerarda Pantalone del maggio 2017, quando l’indagine Johnny della DDA di Catanzaro era arrivata agli arresti di 68 persone coinvolte nella gestione del CARA,  scopriamo che:

<<Dal 1° agosto 2009 al 31 luglio 2012 con proroga fino al 21 novembre 2012, la gestione del Centro di identificazione e di espulsione, ex Centro di accoglienza temporanea, è stata affidata, previo esperimento di gara d’appalto effettuata con l’ausilio della SUA di Crotone, in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, all’ATI composta da Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia con sede in Firenze e dalla Caritas Diocesana di Crotone, al prezzo di euro 5.425.435 IVA esente. Dal 21 novembre 2012 al 21 novembre 2015 per tutte le strutture esistenti nel Centro, previo esperimento di gara aggiudicata con il criterio del massimo ribasso, la gestione viene affidata alla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia con sede in Firenze, al prezzo di 20.020.926 euro. >>

E che:

<<Dal 1° novembre 2016 per un periodo di un anno la gara è stata aggiudicata all’ATI Sant’Anna accoglienza, composta dalla società Consorzio opere di misericordia con sede a Firenze quale mandataria. A sua volta questa società, Consorzio della Misericordia, è costituita dalla Confederazione nazionale Misericordia d’Italia e da Miser Isola di Capo Rizzuto. Miser non lo so, è una sigla di una società…>>.

Una nuova veste che gli stessi soggetti si sono dati. Giusto, prefetto? 

Lo chiede il presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi al prefetto Gerarda Pantalone, a capo del dipartimento per le libertà civili, durante l’audizione della stessa prefetto il 24 maggio 2017.

E la Prefetto specifica che lei: <<sta citando questa composizione dell’ATI non solo perché è scritto nel contratto, ma perché>> dirà <<alla fine che la Miser è destinataria del provvedimento>>.

Specificando sull’Associazione Temporanea di Imprese:

<<ATI Sant’Anna, che era composta dalla società Consorzio opere di misericordia di Firenze mandataria, a sua volta composta dalla Confederazione nazionale delle Misericordie e da Miser di Isola Capo Rizzuto, poi dalla Mediterranea Catering con sede a Crotone, dalla Puliverde Srl con sede a Crotone, dalla Cooperativa Servizi Crotone, dalla società Cooperativa Cosec con sede a Crotone, da Ristorart Toscana con sede a Prato. Appalto con l’offerta economicamente più vantaggiosa. Attualmente i servizi quindi sono svolti da questa ATI che ha vinto la gara e le prestazioni vengono così svolte: la società Consorzio opere Misericordia offre i servizi di assistenza generica alla persona e di trasporto per un 56 per cento; la Mediterranea servizio di ristorazione per il 7,86 per cento; la Puliverde i servizi di igiene, pulizia e igiene ambientale per il 7,86 per cento; la Ristorart i servizi di pasti e di ristorazione per il 19 per cento.
 In assenza della informativa antimafia nei confronti della società Consorzio opere di misericordia, che la prefettura di Crotone ha chiesto a quella di Firenze, competente per territorio perché la sede legale della società è in Firenze, il contratto è stato sottoscritto, con l’espressa clausola risolutiva espressa che ne prevede lo scioglimento automatico al verificarsi di certificazione ostativa.
  Oggi, a seguito dei recenti provvedimenti dell’autorità giudiziaria, le attività di competenza della Miser Isola di Capo Rizzuto sono svolte da amministratori giudiziari >>.

Le ispezioni della Prefettura di Crotone

La prefetto Gerarda Pantalone, sempre nell’audizione del 24 maggio 2017, dichiara che:

<<Sempre da quanto ricavo dai fascicoli in possesso dell’ufficio, vi sono state sia delle ispezioni a livello periferico che delle ispezioni inviate dal Dipartimento delle libertà civili.
  Il nucleo Praesidium, la commissione mista di monitoraggio che esisteva fin dal 2013 presso la prefettura di Crotone, tra il 2013 e il 2015 ha svolto cinque sopralluoghi, che hanno fatto evidenziare delle carenze sulla prestazione dei servizi. Anche le ispezioni ministeriali volte ad acclarare la qualità dei servizi resi hanno fatto evidenziare talune discrasie, in particolare con riferimento al sistema delle rilevazioni delle presenze, alla registrazione delle forniture dei beni e all’erogazione del buono economico>>. E quando la Presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi le chiede a quando risalgono queste ispezioni, Gerarda Pantalone, spiega che: <<Con le ispezioni partiamo dal 22 e 23 maggio 2014, 11 marzo 2015, 10 novembre 2016>>. Il presidente chiede allora “se nei rinnovi dell’appalto venivano almeno considerati i risultati delle ispezioni”. E il prefetto Gerarda Pantalone, capo del dipartimento per le libertà civili, precisa che: <<Il Dipartimento delle libertà civili ha inviato alla prefettura di Crotone ogni risultanza delle visite ispettive e anche le raccomandazioni contenute nelle visite ispettive, invitando la prefettura di Crotone a porre in essere le attività di competenza>>. Aggiungendo che: <<Abbiamo riscontro di interlocuzioni della prefettura di Crotone con gli enti gestori e anche delle adozioni di diffide e di penali per specifiche violazioni. Questo è quanto genericamente emerge dai fascicoli ai miei atti>>.


Quindi, mentre la procedura di Gara indetta dalla Prefettura di Crotone e suddivisa in quattro distinti lotti è ancora aperta e mentre le indagini della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro guidata dal dottor Nicola Gratteri sono ancora in corso, ci limitiamo, per diritto alla conoscenza, a pubblicare l’elenco di link alle inchieste e alle varie interrogazioni e atti parlamentari riguardanti il CARA di Crotone. Intanto, dalla procedura di Gara Europea a procedura aperta, non solo si apprende che la procedura relativa alla “fornitura di beni e servizi relativi alla gestione e funzionamento del CARA di Isola Capo di Rizzuto (KR)” è ancora, al 3o agosto 2018, ancora non espletata. Ma anche che l’appalto complessivo è stato suddiviso in 4 distinti lotti:

  1. Lotto 1: Fornitura di servizi alla persona, gestione amministrativa, assistenza sanitaria; distribuzione di beni e servizi connessi;
  2. Lotto 2: Fornitura pasti (Catering, ndr);
  3. Lotto 3: Fornitura di servizi di pulizia e igiene ambientale;
  4. Lotto 4: Fornitura effetti letterecci, vestiario, prodotti per l’igiene.

La presentazione delle offerte per i vari lotti, già avvenuta quando leggiamo, è scaduta il 5 dicembre 2017. Mentre il centro di accoglienza è intanto sottoposto ad amministrazione giudiziaria, il 5 giungo 2018 vengono pubblicati i relativi verbali della gara. E sono emessi i decreti di esclusione di due imprese partecipanti: la Ospital sta, esclusa dai lotti 2 e 4; e la UniLabor esclusa dalla partecipazione alla gara relativa al lotto n°3.

Dopo la presentazione delle offerte per i 4 lotti, e la valutazione dei curricula delle varie imprese e associazioni temporanee, il 10 agosto 2018, pochi giorni prima di effettuare la visita, era fissata la riunione della “commissione” prefettizia che doveva valutare le offerte ma uno dei membri della commissione accusa un malore. E l’aggiudicazione dei lotti viene rinviata. A data da destinarsi, per motivi di salute. Firmato Franco Ielo, responsabile unico del procedimento per la Prefettura di Crotone.

Quali sono le ditte partecipanti?

Sul sito della prefettura sono pubblicati gli elenchi delle ditte partecipanti alle gare relative ai 4 lotti e anche le esclusioni:

Per il Lotto n°1, partecipano:

  • 1) OSPITA S.R.L. di GROSSETO; (Esclusa)
  • 2) COOPERATIVA BADIA GRANDE SOC. COOP. SOC. (Impresa MANDATARIA);
  • 3)  MEDIHOSPES COOPERATIVA SOCIALE ONLUS (Impresa Ma n d a t a r ia) TRE FONTANE SOCIETÀ’ COOPERATIVA SOCIALE (Impresa Mandante);
  • 4) ASSOCIAZIONE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA di Crotone;
  • 5) CONSORZIO OPERA MISERICORDIA- di Firenze.

Per il Lotto n°2, partecipano:

  • 1) OSPITA S.R.L. GROSSETO; (Esclusa)
  • 2) LA CASCINA GLOBAL SERVICE S.R.L., Roma

  • 3) (SIARC) SOCIETÀ’ INDUS. ALIMENTI E RISOTRAZIONE COLLETTIVA- Catanzaro
  • 4) RISTORART TOSCANA S.R.L.- Prato
  • 5) CNS CONSORZIO NAZIONALE SERVIZI Soc. Coop. – Bologna

Per il Lotto n°3, partecipano:

  • 1)  MULTISERVICE S.R.L. di SIRACUSA
  • 2)  UNILABOR SOC. A.R.L.- Barbarano Vicentino (VC) (Esclusa)
  • 3)  L’AMBIENTE TORINO LOTTO 3;
  • 4) GESTIONE SERVIZI INTEGRATI – TORINO
  • 5) GIOVANI DEL 2000 SOC. COOP. – Casabona (KR).

Per il Lotto n°4, partecipano:

1) OSPITA S.R.L. – GROSSETO; (Esclusa)
2) CONSORZIO OPERA MISERICORDIA – Firenze


Conoscere per deliberare. Ma prima bisogna capire x conoscere.

Qui sotto il “materiale” interessante che ci ha inviato l’On.le Enza Bruno Bossio prima della visita del 29 agosto 2018 al CARA di Sant’Anna a Isola Capo di Rizzuto. “Materiale” che bisogna leggere, però.


21 settembre 2015. Inchiesta del Corriere della sera viaggio nel CARA di Crotone. Basta con i CARA, producono solo business e non ricchezza sociale. 

2 ottobre 2015. Inchieste del Corriere della Sera e de l’Espresso. Chiudere i CARA, modello sbagliato di accoglienza. 

20 ottobre 2015 Audizione Prefetto Morcone, intervento On.le Bruno Bossio da pag. 26

15 marzo 2016. Audizione ministro Alfano resoconto stenografico

22 marzo 2016. Audizione ministro Alfano resoconto stenografico

12 febbraio 2017. Inchiesta de l'”Espresso”.

15 maggio 2017.\ Un comunicato della deputata Enza Bruno Bossio dopo l’inchiesta e l’operazione della DDA guidata da Gratteri

18 maggio 2017. Richiesta dell’On.le Bruno Bossio alla Commissione Antimafia di aprire inchiesta su CARA di Crotone 

19 maggio 2017. Chi ha coperto Mr. Misericordia ? Intervista On.le Bruno Bossio su l’Espresso

21 maggio 2017. Sul CARA di Isola Capo Rizzuto c’è ancora molto da sapere… Editoriale di Rocco Valenti Direttore de “il Quotidiano”

23 maggio 2017. Sul Cara di Isola la copertura della Prefettura.  Intervista On.le Bruno Bossio su la CNews24

24 maggio 2017. Audizione Prefetto Gerarda Pantalone  http://www.camera.it

14 giugno 2017. In Antimafia la vicenda del CARA di Isola Capo Rizzuto. Audizione Marco Minniti.

21 giugno 2017. Chi ha coperto il CARA di Isola ? Richiesta On.le Bruno Bossio e risposte del Procuratore Nicola Gratteri in Commissione Antimafia

22 giugno 2017. Commissione Antimafia: Ancora domande dell’On.le Bruno Bossio a Gratteri sull’Inchiesta Jonny su CARA di Isola Capo Rizzuto.

27 giugno 2017. Audizione in Commissione antimafia di Roberto Trucchi, presidente Le Misericordie.

28 giugno 2017. Misericordia Nazionale non poteva non sapere.  Comunicato On.le Bruno Bossio sulle dichiarazioni di Roberto Trucchi in Commissione Antimafia.

Buona lettura.

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