Ruffa (Partito Radicale): proseguo sciopero della fame perché si discuta legge regionale sul garante dei detenuti.
<<Mentre il progetto di legge regionale per l’istituzione del garante dei detenuti marcisce ormai da due anni nei cassetti della partitocrazia calabrese, personalmente continuerò a digiunare per lo Stato di Diritto e perché almeno si discuta la legge che consentirebbe di avere carceri più umane e tese al dettato costituzionale che prevede che la pena abbia come fine la rieducazione e il reinserimento sociale delle persone private della libertà>>. Continua la lettura di In sciopero della fame per istituire il garante dei detenuti→
La giustizia deve essere giusta, equa, ragionevolmente rapida
Di Valter Vecellio *
Valter Vecellio, redattore TG2, membro della presidenza del Partito Radicale Nonviolento
Caro Ministro Andrea Orlando,
era il 2 marzo del 2016: la vengo a trovare al Ministero, per un’intervista al “Tg2”. Mi indica la scrivania che di Togliatti, molto piccola, quand’era Guardasigilli; e risponde a tutte le domande, solo una volta ne ripetiamo una, ma sono io che mi sono impappinato. Le chiedo delle migliaia di processi che vanno in fumo per la prescrizione. Lei mi assicura: il 2016 sarà l’anno dell’informatizzazione: siamo sulla giusta strada per superare, o almeno contenere, il problema. Mi anticipa, poi, quello che le sento dire al congresso del Partito Radicale di settembre, nel carcere romano di Rebibbia: “Il carcere di per sé non garantisce sicurezza. Il carcere funziona se riesce a far cambiare almeno una parte di coloro che sono chiamati ad assumersi la propria responsabilità…”. Continua la lettura di Lettera aperta al ministro della giustizia→
120 GIORNI DI GALERA, PER UN “RAGIONEVOLE DUBBIO
Quando la giustizia diventa un incubo
Di Valter Vecellio
Come ricorda opportunamente il “Grande Bardo”, William Shakespeare ne L’Amleto, “ci sono più cose in cielo e in terra che non sogli la tua filosofia…”. Verissimo. E quante ce ne sono in quel territorio che chiamiamo “pianeta giustizia”. Eccone una che fa al nostro caso, la racconta l’avvocato Giorgio Carta, specializzato in “Diritto militare”. L’avvocato Carta si è dato una sorta di missione, quella di raccontare attraverso il sito GRNET.IT le “follie giuridiche” che si insinuano nei codici militari, e che grazie a queste “follie” trovano poi pratica attuazione. Questa è così incredibile che dev’essere per forza di cose vera. Continua la lettura di Carcere e dintorni. Quando la giustizia diventa un incubo→
04 gennaio 2017 – Visita alla Casa di Reclusione di Rossano (CS)
Direttore: Dott. Giuseppe Carrà (non presente al momento della visita); comandante: Comm. d.ssa Elisabetta Ciambriello.
Delegazione del PRNTT: Giuseppe Candido, Rocco Ruffa.
Delegazione Partito Radicale in visita alla Casa di reclusione di Rossano /CS), da sx: Ruffa, Candido e l’Ispettore P.P. Vennari
Dopo il capodanno alla casa circondariale di Crotone, la mattina del 4 gennaio, ci presentiamo al portone della Casa di Reclusione di Rossano, in provincia di Cosenza. Costruita nel 2000, la struttura – come riporta la scheda del sito del Ministero della Giustizia, “è in buone condizioni sia per quanto concerne le celle, sia per quanto riguarda gli spazi in comune”. Ma tutte le celle che abbiamo visitato, oltre alle sbarre, alle finestre hanno anche una fitta rete metallica che riduce notevolmente l’ingresso della luce naturale.
Come del resto le reti metalliche, vietate dalla corte europea, ci sono in molte delle carceri che abbiamo visitato: dalla casa circondariale “S. Cosmai” di Cosenza, a quelle di Catanzaro, Vibo e Crotone.
Il direttore Giuseppe Carrà non c’è. Non lo abbiamo mai incontrato nelle nostre numerose visite. Ad accoglierci, dopo le formalità di identificazione alla porta, ci sono la comandante Elisabetta Ciambirello e l’ispettore Vennari che, però, non ci accompagna per l’intera visita.
Si alternano a lui, gli assistenti Capo Felicetta e Mutolo; e questo perché, a corto di personale, sono costretti a darsi il cambio.
Per quanto riguarda gli agenti in organico, “Simu ‘nte vrazza e Maria” è la frase – pronunciata dall’Ispettore Vennari per farci capire – identica a quella pronunciata appena 3 giorni prima, presso la Casa Circondariale di Crotone, dall’Ispettore Capo Frisenda: notiamo appena la differenza dovuta ai due accenti calabresi. Continua la lettura di Visita del Partito Radicale Nonviolento ( @RadicalParty) al #Carcere di Rossano→
Di seguito le conferenze stampa effettuate dalle delegazioni del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito, al termine delle visite nelle carceri calabresi durante le festività natalizie 2016/2017.
01 gennaio 2017 – Visita alla Casa circondariale di Crotone
Direttore: Dott.ssa Maria Laura Mendicino; Comandante: Commissario dottor Giuseppe Laforgia. (non presenti al momento della visita)
Delegazione del PRNTT: Giuseppe Candido, Ernesto Mauro, Rocco Ruffa.
Come da programma alle ore 8:55 ci presentiamo alla porta della Casa circondariale di Crotone. Aperto dal 1983, l’istituto è stato chiuso per lavori dal 2010 al 2014. Al gabbiotto di presidio al cancello d’ingresso non c’è nessuno e i pulsanti del citofono sono stati strappati dal tempo e dall’usura. Continua la lettura di #Capodanno. Visita del partito Radicale al carcere di Crotone→
26 dicembre 2106 – Visita alla Casa circondariale “Sergio Cosmai” di Cosenza.
Direttore (non presente al momento della visita): Benevento Filiberto. Delegazione del PRNTT: Ernesto Biondi, Roberto Bruno, Giuseppe Candido, Piera Ferraguto, Rocco Ruffa.
Alle 9:00 ci presentiamo alle porte del carcere di Cosenza. L’inizio della visita subisce, però, un iniziale contrattempo per il mancato ricevimento da parte del direttore dott. Benevento, delle revoche delle temporanee sospensioni delle autorizzazioni. Il direttore Benevento è in congedo e le guardie non sanno nulla della visita. La difficoltà viene superata grazie al fatto che abbiamo con noi tutte le mail e le autorizzazioni rilasciate dal DAP a Rita Bernardini e allo stesso direttore Benevento che, sia pur in congedo, si rende telefonicamente reperibile e, in pochi minuti, ci fa entrare nell’istituto trasformando – di fatto – quella che era una visita autorizzata dal DAP in una vera e propria visita ispettiva “a sorpresa”. Quelle visite che sono tra i compiti che il legislatore ha assegnato a parlamentari e ai consiglieri regionali. Continua la lettura di Visita del Partito Radicale al carcere di Cosenza. Carenza di educatori, di agenti e sovraffollamento→
25 dicembre 21016 – Visita alla Casa circondariale di Vibo Valentia. Direttore Antonio Mario Galati (Presente al momento della visita).
Delegazione del PRNTT: Giuseppe Candido, Rocco Ruffa.
Natale in carcere come ci ha insegnato a fare Marco Pannella. Gernando Marasco assente giustificato: è a Milano con sua sorella che è stata investita sulle strisce pedonali e ha rischiato grosso. Con Rocco Ruffa ci ritroviamo davanti all’ingresso alle ore 8:45 e, quasi contemporaneamente, arriva anche il dottor Antonio Galati, direttore del carcere. Entriamo con lui e, dopo aver assolto alle formalità di rito, il direttore stesso e il Comandante Montauro ci accompagnano nella visita secondo le “modalità” stabilite dallo stesso direttore e comunicate al DAP: esclusivamente “dalle 9:00 alle 12:00”, potendo “visitare ogni ambiente dell’istituto ad eccezione dei locali in cui siano presenti contemporaneamente più detenuti, e potrà rivolgere la parola ai singoli detenuti in lingua italiana senza poter trattare argomenti relativi a processi in corso e senza che la delegazione possa fare osservazioni sulla vita dell’Istituto in presenza dei detenuti stessi”. Continua la lettura di Visita dei militanti del @RadicalParty al carcere di Vibo Valentia. Il Rapporto→
Candido e Ruffa (Partito Radicale): Capodanno coi detenuti e la comunità penitenziaria della casa circondariale di Crotone. Il 4 gennaio a Rossano Calabro
Continuano le visite che, in occasione delle festività, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito ha organizzato in 29 istituti penitenziari (di cui sette calabresi) per ringraziare i 20.000 detenuti che, col loro digiuno di due giorni, hanno sostenuto la Marcia del 6 Novembre per l’amnistia, l’indulto e la riforma della giustizia, marcia dedicata alle due personalità che più di tutte si sono battute per il raggiungimento dell’obiettivo del rientro del nostro Paese nella legalità costituzionale del rispetto dei diritti umani fondamentali: Marco Pannella e Papa Francesco.
FESTIVITA’: PARTITO RADICALE, DA NATALE ALL’EPIFANIA IN CARCERE ALL’INSEGNA DELLA NONVIOLENZA E DELLO STATO DI DIRITTO
In occasione delle festività, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito ha organizzato visite in 29 istituti penitenziari (numerose altre si erano già tenute nel corso del mese di dicembre) per ringraziare i 20.000 detenuti che con il loro digiuno di due giorni hanno sostenuto la Marcia del 6 Novembre per l’amnistia, l’indulto e la riforma della giustizia, marcia che è stata dedicata alle due personalità che più di tutte si sono battute per il raggiungimento dell’obiettivo del rientro del nostro Paese (e non solo) nella legalità costituzionale del rispetto dei diritti umani fondamentali: Marco Pannella e Papa Francesco.
Rita Bernardini, già deputata Radicale XVI legislatura, membro PresidenzaPartito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito
“Mi auguro – ha dichiarato Rita Bernardini – che non sfugga ai massimi rappresentanti istituzionali il significato di una partecipazione così intensa, diffusa e all’insegna della nonviolenza da parte della popolazione detenuta, spesso vittima di violazioni di legge da parte dello Stato che per finalità costituzionali è chiamato a “rieducare” coloro che sono stati condannati per aver infranto le norme della civile convivenza. Senza dimenticare che il nostro Paese è fuori da ogni contesto europeo per l’elevato numero di detenuti in attesa di giudizio, ben il 35% della popolazione reclusa. Così come è utile ricordare che Pannella concepiva il provvedimento di Amnistia come necessario per una radicale riforma della Giustizia, giustizia tanto inefficiente quanto lenta sì da non corrispondere alle esigenze dei cittadini perfino in termini di sicurezza e di competitività economica.”