Archivi categoria: Carcere

Non solo Dell’Utri … nelle carceri calabresi

Non solo Dell’Utri
di Rocco Ruffa (*)
La visita al carcere di Catanzaro che la delegazione del Partito Radicale ha svolto il giorno di Natale è la cartina di tornasole del sistema penitenziario italiano in generale e di quello calabrese in particolare.
Una delegazione composta da membri dell’associazione radicale nonviolenta Abolire la Miseria -19 Maggio della quale facevano parte Giuseppe Candido (che ne è il segretario), Rocco Ruffa (tesoriere della stessa nonché membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani), Gernando Marasco (coordinatore della provincia di Vibo Valentia di Sinistra Italiana) e Daniele Armellino (membro della direzione nazionale della Gioventù Federalista Europea).
Una visita, la nostra, autorizzata dal vice capo del dipartimento dott. Marco Del Gaudio ai sensi dell’art. 117 del D.P.R. 230/2000 che regolamenta l’Ordinamento Penitenziario. Ordinamento Penitenziario che ha più di 40 anni (Legge n. 354/1975) e che in questi giorni è stato oggetto di importanti modifiche avendo il Consiglio dei Ministri, dopo un lungo iter, approvato i decreti delegati che lo riformano. Continua la lettura di Non solo Dell’Utri … nelle carceri calabresi
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Natale 2017, visita delegazione Partito Radicale al Carcere di Catanzaro

Natale, 25 dicembre 2017. Una delegazione del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito, autorizzata dal DAP e composta da Giuseppe Candido, segretario dell’Associazione Radicale Nonviolenta Abolire la miseria – 19 maggio, Rocco Ruffa, tesoriere della stessa associazione e membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani, Gernando Marasco e Daniele Armellino – come da consuetudine radicale appresa da Marco Pannella – si è recata in visita ai detenuti e al personale della polizia penitenziaria della casa circondariale di Siano a Catanzaro.



Ascolta anche l’intervista a Giuseppe Candido andata in onda durante il notiziario delle 14:00 di Radio Radicale il 25 dicembre 2017. …

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Carcere, una tortura quotidiana

di Paolo Hendel

Alla voce “carcere” leggo sul vocabolario: “Stabilimento in cui vengono scontate le pene detentive (Zanichelli)”, “Luogo in cui vengono rinchiuse le persone private della libertà personale per ordine dell’autorità competente (Devoto-Oli)”, “Luogo dove vengono reclusi individui privati della libertà personale in quanto riconosciuti colpevoli di reati per i quali sia prevista una pena detentiva (Wikipedia)”.

La pena quindi consiste nella privazione della libertà. Le sentenze di condanna non dicono: “Caro signore, ti riteniamo colpevole e perciò ti condanniamo a vivere per tot anni chiuso in una cella umida e sovraffollata, in condizioni igieniche disumane, con temperature estive da forno, con impianti elettrici malfunzionanti e magari con qualche bel crollo strutturale dell’edificio di tanto in tanto, il tutto con pochissima attenzione per la tua salute che tanto peggio stai e meglio è, così impari!”

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Garante Regionale dei diritti dei detenuti. Lettera aperta di Giuseppe Candido al Presidente e ai Capigruppo del Consiglio Regionale della Calabria

In regione della necessità di istituire subito il Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Giuseppe Candido, militante del Partito Radicale già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e candidato nel 2013 alla Camera dei Deputati per la lista Amnistia Giustizia Libertà,  ha scritto oggi una lettera indirizzata al Presidente e ai Capigruppo dei Partiti presenti nel Consiglio Regionale della Calabria e che pubblichiamo di seguito:

Istituire subito il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. La lettera di Giuseppe Candido

 

Gentile Presidente del Consiglio Regionale

Gentili Onorevoli Consiglieri Regionali,

Giuseppe Candido, militante del Partito Radicale, già membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e candidato alla carica di Consigliere Reg. in Calabria nel 2010 con la lista Bonino Pannella e alla carica di Deputato, nel 2013, con la lista Amnistia Giustizia Libertà. Oggi è segretario dell’associazione radicale nonviolenta “abolire la miseria”.

mi chiamo Giuseppe Candido, sono un militante del Partito Radicale Nonviolento di Marco Pannella, già in passato membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani. Mi rivolgo a voi, quale massimo organo del Consiglio Regionale e quali Capigruppo dei Partiti di appartenenza, affinché – nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Consiglio Regionale – possiate discutere e approvare, prima della calura estiva che sicuramente aggraverà le condizioni di detenzione, la proposta di legge di iniziativa del Consigliere Regionale Franco Sergio recante norme per la “Istituzione del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale e dell’Osservatorio Regionale per le Politiche Penitenziarie”.

Come saprete, una proposta di legge recante l’“Istituzione del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale” era stata già presentata dal Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto il 13 maggio del 2015 ma, successivamente, la stessa si era fermata in I Commissione dal 30 giugno del 2015 per mancanza di una adeguata relazione tecnico finanziaria.  Continua la lettura di Garante Regionale dei diritti dei detenuti. Lettera aperta di Giuseppe Candido al Presidente e ai Capigruppo del Consiglio Regionale della Calabria

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Rifroma della Giustizia. Francesca Scopelliti, la compagna di Enzo Tortora, scrive ai consiglieri regionali capigruppo e al Presidente del Cons. Regionale Calabria Nicola Irto

Candido (Partito Radicale): assieme al Garante per i detenuti, con nostro digiuno a staffetta sosteniamo anche la richiesta dell’ex compagna di Enzo Tortora, nostra compagna Radicale.

<<La lettera di Francesca Scopelliti, inviata ai capigruppo calabresi da Lucio Bertè, militante del Partito Radicale ed ex consigliere regionale della Lombardia, chiede ai consiglieri regionali di “indicare al Governo nazionale una riflessione sul mondo del carcere e una rivisitazione ‘volteriana’ degli istituti di pena”.

Una riflessione “su un tema” che Francesca Scopelliti ricorda di aver “condiviso con Enzo Tortora sia quando, innocente, fu ospite in carcere per ben sette mesi, sia quando, da Presidente del Partito Radicale, se ne occupò chiedendo insieme a Marco Pannella e ai compagni radicali  quelle riforme necessarie per fare degli istituti di pena un luogo di recupero del reo e non – come invece è oggi – un luogo di violazione dei diritti, anche dei diritti del colpevole”. Continua la lettura di Rifroma della Giustizia. Francesca Scopelliti, la compagna di Enzo Tortora, scrive ai consiglieri regionali capigruppo e al Presidente del Cons. Regionale Calabria Nicola Irto

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Spes contra spem – Liberi dentro. Presentato il 5 aprile nel carcere di Catanzaro il docu-film di Ambrogio Crespi e NTC

di Giovanna Canigiula

Nel primo pomeriggio del 5 aprile scorso Rita Bernardini e Sergio d’Elia, rispettivamente Presidente onorario e Segretario dell’associazione Nessuno tocchi Caino, hanno proiettato nella casa circondariale di Catanzaro, alla presenza della direttrice, dott.ssa Paravati, e di un nutrito gruppo di detenuti, il docufilm Spes contra spem. Liberi dentro di Ambrogio Crespi. Continua la lettura di Spes contra spem – Liberi dentro. Presentato il 5 aprile nel carcere di Catanzaro il docu-film di Ambrogio Crespi e NTC

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Pasqua in visita al carcere di Vibo Valentia. Per i Radicali serve il garante dei detenuti

Come preannunciato, domenica di Pasqua 16 aprile 2017, mentre a Roma si è svolta  la V marcia per l’amnistia da Rebibbia a San Pietro, una delegazione del Partito Radicale Nonvioelnto Transnazionale Transpartito composta da Giuseppe Candido, Rocco Ruffa, Cesare Russo ed Ernesto Mauro, grazie all’autorizzazione del DAP ottenute da Rita Bernardini, si è recata in visita ai detenuti (e ai detenenti) nella Casa Circondariale di Vibo Valentia, dove l’ultima visita era stata fatta ad agosto con l’On.le Rita Bernardini.

I servizi del 16 04 2017 (14:00 e 19:30) TGR Calabria di Erika Crispo

Ad accogliere la delegazione e accompagnarla in visita all’istituto c’era il comandante Montauro.

Situazione rilevata tramite questionario: agenti in servizio 138 (su una pianta organica 140) di cui 22 assegnati al nucleo traduzioni; 3 educatori (più uno 3 gg alla settimana) a fronte di una pianta organica prevista di 9 unità; 340 i detenuti presenti (la capienza regolamentare è di 407 posti) di cui 182 alta sicurezza e 158 detenuti comuni (ex media sicurezza); e dei 340 soltanto 159 hanno una sentenza definitiva: ben 181 persone (il 53%) sono lì, in attesa di giudizio (92 imputati, 43 appellanti e 37 ricorrenti in cassazione). Sono 62 i detenuti stranieri, 10 i tossicodipendenti di cui uno in terapia con metadone; 7 detenuti sono affetti da epatite C e 24 i casi psichiatrici segnalati nel questionario.  … lavoro?, salute?, affettività? Continua la lettura di Pasqua in visita al carcere di Vibo Valentia. Per i Radicali serve il garante dei detenuti

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Storia dell’amnistia. da Togliatti a di Di Pietro e Borrelli

Storia dell`amnistia da Togliatti ai giorni di Di Pietro e Borrelli

di MASSIMO LENSI

(pubblicato oggi, venerdì 14 aprile 2017, su Il Dubbio)

A Pasqua si terrà a Roma la Quinta marcia per l`Amnistia, organizzata dal Partito Radicale. Marco Pannella coniò un`efficace espressione per spiegare l`importanza della clemenza. Egli la invocava per la Repubblica, per rientrare nella legalità e porre fine alle violazioni della Costituzione nella gestione del sistema penitenziario, nella durata dei processi, nell`utilizzo della prescrizione nascosta conseguente all`applicazione discrezionale dell`obbligatorietà dell`azione penale da parte dei magistrati. “Amnistia per la Repubblica” era lo slogan di Pannella. La storia dei provvedimenti di clemenza di un Paese racconta, infatti, più cose di quanto si possa immaginare. Continua la lettura di Storia dell’amnistia. da Togliatti a di Di Pietro e Borrelli

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Ero in carcere e siete venuti a trovarmi…

di Valter Vecellio

Pubblicato su il Dubbio il 25/03/17

Viene accolto, quel Papa venuto “da quasi la fine del mondo”, al suono
di piatti e stoviglie di metallo, battono le posate su pentole e coperchi.
Di solito, in carcere, la “battitura” è il segno se non di una rivolta, di
un fermento, una protesta, un malcontento che serpeggia. Continua la lettura di Ero in carcere e siete venuti a trovarmi…

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Garante dei detenuti: Ruffa, militante @RadicalParty prosegue digiuno di dialogo col presidente del Consiglio Regionale #Calabria

Dal 30 giugno 2015 la proposta di legge (la numero 34/10^ del 2015) per istituire in Calabria la figura del “Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale” -a prima firma del Presidente Nicola Irto- giace nelle stanze del Consiglio Regionale della Calabria dimenticata.

Rocco Ruffa, ingegnere e militante del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito – dopo aver sostenuto lo sciopero della fame di Rita Bernardini che lo ha poi interrotto per l’incontro con il ministro Orlando – prosegue la sua azione non violenta per chiedere una cosa molto semplice, ma evidentemente complessa per la politica calabrese: sapere che fine ha fatto la proposta di legge per istituire il Garante calabrese dei detenuti e perché, arenata in commissione dal trenta maggio 2015, non la si porta in aula per discuterla. Ricordiamo che la proposta di legge regionale per istituire la figura del Garante delle persone private della libertà personale fu presentata dall’allora consigliere regionale Nicola Irto il 13 maggio del 2015, arrivata in commissione di merito di è fermata lì il 30 giugno dello stesso anno. Pare manchi, da due anni, la scheda tecnico finanziaria.

La sua “azione nonviolenta” consiste – come lo stesso Ruffa spiega ai microfoni di Radio Radicale – in 4 giorni consecutivi di sciopero della fame con l’aggravio di un giorno di sciopero della sete ogni settimana: questa settimana si concluderà alla mezzanotte di venerdì 17 o anche prima se le persone alle quali è rivolto il mio appello vorranno prestare ascolto alla mia richiesta.

Di seguito l’audio dell’intervista a Rocco Ruffa che nei giorni scorsi aveva scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Nicola Irto.

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