di Franco Vallone In ogni rituale dell’Affruntata la fase più critica e delicata è la cosiddetta svelatura o svelazione della Madonna. È il momento più veloce e più complesso di tutta la sacra rappresentazione, per le componenti ritualizzate del tramandare, per il passo da coordinare tra i portantini, per l’andatura da sincronizzare in rapporto con [...]
di Giuseppe Candido
Pubblicato su il Domani della Calabria del 24 aprile 2011
Nella storia della letteratura e delle tradizione la figura di Giuda è stata riproposta con infinite variazioni. L’orientamento è stato quello di cercare una giustificazione trascendente al suo atto. A sostenere questa tesi, nel 2007 in un'intervista rilasciata a Repubblica, fu il Cardinale Gianfranco Ravasi, già prefetto della biblioteca ambrosiana di Milano, “chiamato” a scrivere, con Benedetto XVI, i testi delle meditazioni lette durante le solenne Via Crucis del Venerdì Santo.
E' ancora emegenza
di Giuseppe Candido
Pubblicato su "Il Domani della Calabria" del 7.4.2010
Lo ha detto chiaramente il Presidente Napolitano nel suo discorso di fine anno: non sono più tollerabili carceri in cui non ci si rieduca e dove troppo spesso si muore. Lo ha fatto notare “Ristretti Orizzonti”, il giornale dalla Casa di Reclusione di Padova e dell'Istituto di Pena Femminile della Giudecca: “Con la morte del detenuto Emanuele Carbone salgono a 50 i detenuti morti nelle carceri italiane, di cui 15 per suicidio”. Lo scorso anno – ricorda sempre il mensile – i decessi furono 175 di cui 72 per suicidio. Spesso parliamo di abolire la pena di morte nel mondo ma è la pena, così disumana, così afflittiva e insopportabile, che trasforma l'intollerabile detenzione operata in condizioni di ristrettezza disumana, nel suicidio, suicidio di liberazione.
di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido
Canti e suoni della Settimana Santa nel teatro della Fede in Calabria tra riti cattolici e Greco-Bizantini.
“Maffiusu i Pasca” era inteso (e forse lo è ancora) colui che con eleganza esagerata alla domenica mattina di Pasqua per la messa o alla sera della stessa giornata andava in giro odoroso di lavacri e rifulgenti di “panni novi di Montalauni” coi capelli inchiodati all’indietro sulla testa cosparsa di brillantina “Linetti”.
Tuesday, April 26, 2011
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