a cura di Giuseppe Candido e Filippo Curtosi
Calatafimi, Salemi, Alcamo, Monreale, Palermo passando per il Piano di Renda. Poi lo sbarco a Milazzo.
Da Melito Porto Salvo a Soveria Mannelli. ...
Rientrato dalla Sardegna, Garibaldi sostò a Palermo da dove ripartì compiendo il periplo dell'Isola e raggiungendo il 18 agosto le coste di Taormina dove ad attenderlo c'era il Generale Bixio con quasi quattromila uomini già pronti per la partenza che avvenne la sera dello stesso giorno; all'alba del 19 agosto la spedizione giungeva sulla costa ionica della Calabria approdando a Mélito Porto Salvo dove lo sbarco ebbe luogo senza conflitti: le navi borboniche arrivarono ad operazioni concluse accontentandosi di affondare una delle due navi ch'erano servite per lo sbarco.
Care amiche e cari amici di Abolire la miseria della Calabria,
a nome della redazione auguro a tutti voi, nel 150° dell'Italia Unita, un felice 2011 ricco di cultura e culturalmente ricco. E lo faccio con il nuovo numero. Ancora una volta in "copia omaggio" grazie anche al contributo della Provincia di Catanzaro offerto all'associazione di volontariato culturale Non Mollare e da noi interamente dedicato all'Unità d'Italia ed al ruolo che per essa ebbe il Mezzogiorno d'Italia e la Calabria in particolare. A breve pubblicheremo anche l'inserto speciale. Intanto buona lettura a tutti con "otto pagine di cultura" ed AUGURI!
Uno speciale ringraziamento al Presidente Napolitano che dà ascolto ai giovani e che, lo scorso 8 giugno 2010 con nota ufficiale del Segretario Generale Pasquale Cascella - Prot. SGPR del 11/06/2010 n°0062663 P - , nel renderci nota la possibilità di utilizzare il testo dell'Intervento del Presidente tenuto all'Accademia Nazionale dei Lincei, ci ha ufficialmente "Rappresentato i sensi della considerazione del Presidente Giorgio Napolitano per l'iniziativa di dedicare un numero del periodico Abolire la miseria della Calabria al tema del Mezzogiorno nel centocinquantenario dell'Unità d'Italia".
Ovviamente siamo orgogliosi di tutto ciò e, nello stesso tempo, increduli e lusingati di questo riconoscimento.
Grazie davvero Presidente Napolitano, garante della nostra costituzione, e un augurio per un buon 2011 con meno suicidi nelle carceri.
di Vittorio Emanuele Esposito Giuseppe Garibaldi 1870 Nadar La proclamazione del Regno d’Italia (17 marzo 1861) segnò la fine di una lunga attesa, la ‘realizzazione di un sogno’, avvenuta in tempi e modi in gran parte fortunosi e largamente imprevisti, ma fortemente voluta da quelli che ne furono i più diretti promotori e ne prepararono [...]
di Giuseppe Candido
Un milanese garibaldino, giornalista e radicale dell'ottocento da ricordare: Felice Cavallotti (Milano, 1842-Roma, 1898). Serve ancora il suo esempio: per la politica e i partiti urge una riforma radicale e democratica.
Felice Cavallotti fa parte di quei personaggi italiani di cui le istituzioni e le forze politiche hanno voluto rimuovere la memoria. A 110 anni dalla sua morte se ne è cancellato il ricordo.
“L'Italia ha bisogno, più che di ingegni, di caratteri…rafforzare la tempra morale…Gridare libertà e democrazia, nomi santi, non basta, se il culto loro si chiude nella cerchia di un indifferentismo passivo, o di una inerzia sdegnosa…Noi abbiamo della libertà un concetto diverso; presumiamo maggiormente della forza, della virtù di espansione che è in lei…ogni riforma, per quanto segni un breve passo sulla via del progresso, sarà da noi propugnata; e massimo progresso reputeremo non quello che porta le idee più in alto, ma benanche quello che meglio e più le diffonde fra le moltitudini”
Saturday, May 7, 2011
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