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La Calabria

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La Calabria”, Antologia della Rivista di Letteratura Popolare diretta da Luigi Bruzzano

a cura di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido

Care amiche e cari amici di Abolire la miseria della Calabria

assieme al Prof. Giuseppe Candido da Sellia Marina, segretario dell’associazione “Non Mollare” di cui mi onoro di essere presidente, abbiamo curato, per i tipi di Citta del Sole Edizioni, “La Calabria”, antologia della Rivista di Letteratura Popolare fondata in Monteleone e diretta dal 1888 al 1902 dall’illustre antropologo, etnologo e filologo calabrese Luigi Bruzzano. L’antologia che ti proponiamo ha la prefazione del Maestro del film documentario Vittorio De Seta, etnologo antropologo poeta come di lui scrive Martin Scorsese, ed ha l’introduzione dell’illustre Professore Luigi Maria Lombardi Satriani, calabrese di San Costantino da Briatico, ordinario di Etnologia all’Università “La Sapienza” di Roma, che danno all’opera valenza di riflessione antropologica ed etonologica, avvalorando il fatto che, la rivista di letteratura popolare “La Calabria” è punto di riferimento per le rilevazioni demologiche.

Proverbi, ninne nanne, canti sacri e profani o di brigantaggio, liriche, detti, indovinelli, leggende, farse, imprecazioni, medicina popolare, filastrocche, panzane, giuochi infantili, superstizioni, favole, nomi che hanno origine nel greco, canti albanesi ed altri documenti assai preziosi, non solo hanno consentito di non disperdere quella Cultura calabrese a trasmissione orale, ma anche di capire quanto delle tradizioni greche-latine sia sopravvissuto nelle credenze popolari e come queste si siano modificate col pensiero cristiano.

Di seguito pubblichiamo la versione limitata per cominciare ad assaporarne i contenuti

Per questo motivo, con l’antologia della rivista di letteratura popolare “La Calabria”, l’associazione di volontariato culturale “Non Mollare” intende promuovere un processo di ricostruzione storica della cultura popolare della nostra terra da un punto di vista antropologico, etnografico e popolare. I proventi delle vendite di questa antologia da noi curata saranno finalizzati, come da statuto dell’associazione, alla prosecuzione del lavoro di ricerca storico, letterario e culturale, all’istituzione di “Premi” e borse di studio per ricerche e lavori sulla Calabria e i calabresi.

Come è noto, dal 2003 la convenzione dell’Unesco sulla tutela del “Patrimonio immateriale dell’umanità” invita le comunità locali a “proteggere” le pratiche, le rappresentazioni, le conoscenze ed i “saperi” tramandati oralmente di generazione in generazione. Si è mosso allora un piccolo e meno piccolo movimento tutto italiano, è partita la provincia di Torino e le sono andate dietro altre ventinove, s’è aggregata l’Anci, s’è unita Slowfood e forse si potrà dire che è cominciato il secondo folk revival italiano.

Con il nostro modesto lavoro non vogliamo esporre il cadavere di una tradizione che non c’è più, vorremmo piuttosto tutelare le tradizioni vere: i canti, i suoni, i gesti della Calabria che vive ancora nelle melodie arabe, negli echi delle moltitudine di culture millenarie che l’attraversarono e, nell’ottica della valorizzazione della cultura e delle tradizioni popolari per la ricostruzione della nostra identità, riteniamo che il lavoro di Luigi Bruzzano debba essere meglio conosciuto e divulgato, anche attraverso azioni educative e informative, in collaborazione con le Istituzioni scolastiche e gli Enti territoriali. Questo perché l’antologia “La Calabria”di Luigi Bruzzano non è soltanto una raccolta di brani di letteratura popolare, ma rappresenta una icona delle tradizioni culturali e agiografiche calabresi da far conoscere alle giovani generazioni.

Per queste ragioni e altre ancora, ti proponiamo di acquistare, alcune copie, nel numero che riterrai opportuno, dell’antologia de “La Calabria”.

Il prezzo per copia é di 25,00 € compreso delle spese di spedizione. Il pagamento delle copie richieste potrà avvenire mediante bonifico bancario specificando il numero delle copie e il recapito dove si intende riceverle.

Il Presidente

Associazione culturale NON MOLLARE

Filippo Curtosi

Associazione di volontariato culturale “Non Mollare”

Conto Corrente Postale 000093431955

Coordinate Bancarie    –    Codice IBAN: IT67 Y076 0104 4000 0009 3431 955

Codice BIC/SWIFT  BPPIITRRXXX

CIN ABI CAB N.Conto Y 07601 04400 000093431955

Le comunicazioni potranno essere inviate ad uno dei seguenti indirizzi:

almcalabria@gmail.com  -  associazionenonmollare@gmail.com

Contatti:

Presidente (Filippo Curtosi) Cell. 3404100966

Segretario (Giuseppe Candido) Cell. 3478253666

Tesoriere (Patrizia Aiello)

Guarda il video della presentazione del volume

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Il libero gioco delle forze economiche, stimolate dal tornaconto privato, in un regime individualistico, caratterizzato dall'ordinamento giuridico che garantisce la proprietà privata su grande parte degli strumenti materiali di produzione ed il rispetto dei contratti liberamente conclusi, … , presenta nella società moderna, molti gravi inconvenienti, anche nei paesi più progrediti. La miseria di larghi strati di popolazione, in stridente contrasto con l'opulenza di pochi privilegiati, lo sperpero di tante energie umane e di tante risorse materiali per soddisfare la vanità ed i futili capricci di chi si presenta sul mercato con una maggiore capacità di acquisto, il parassitismo di chi vive senza lavorare, … La pecca maggiore dei regimi individualistici, quali si sono storicamente realizzati finora, è, a nostro parere, la miseria degli ultimi strati della popolazione. La condizione delle classi povere, anche nei paesi più progrediti economicamente, è talmente ripugnante alla nostra coscienza morale, ed è così contraria al nostro ideale di civiltà che, se ci trovassimo davanti all'alternativa di accettare tali regimi, così come sono, o di passare a regimi comunistici, in cui la regolamentazione dal centro di tutta la vita economica e il lavoro obbligatorio permettessero una distribuzione egualitaria del reddito sociale, saremmo molto incerti quale preferire, nonostante la nostra ferma convinzione che i regimi comunistici sarebbero necessariamente meno produttivi e potrebbero essere realizzati solo attraverso una tirannide burocratica.

Ernesto Rossi, Abolire la miseria, 1942 - 46

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in evidenza … emergenza carceri

Stefano Cucchi titolo

di Giovanni Cucchi *
"Vogliamo sapere perché – alla richiesta precisa di Stefano – non è stato chiamato, dai militari la sera dell’arresto, il suo avvocato di fiducia, vogliamo sapere dalle forze dell’ordine come è stato possibile che abbia subito le lesioni ... ".

* dall'intervento di Giovanni Cucchi, padre di Stefano, alla conferenza stampa del 29 ottobre.

Pure noi di “Abolire la miseria della Calabria” vogliamo sapere e manterremo l'appello del padre in evidenza sin quando non saranno chiarite tutte le responsabilità di una tale miseria di stato.

Guarda la conferenza stampa della scheda "Come è morto Stefano Cucchi?" sul sito di Radio Radicale .it

Segui la vicenda di Stefano Cucchi sul sito dell'associazione "A Buon Diritto" o sul blog innocenti evasioni

il messaggio di fine anno del Presidente Giorgio Napolitano
La vignetta diSergio Staino

 

  • La vignetta di Sergio Staino (L'Unità del 9.12.2009)

La vignetta di Staino

Per gentile concessione dell'autore

AL CARCERE

Poesia filosofica di Tommaso Campanella
***
Come va al centro ogni cosa pensante
dalla circonferenza, e come ancora
in bocca al mostro che poi la devora,
donnola incorre timente e scherzante;
così di gran scienza ognuno amante,
che audace passa alla morta gora
al mar del vero, di cui s'innamora,
nel nostro ospizio alfin ferma le piante.
Ch'altri l'appella antro di Polifemo,
palazzo altri d'Atlante, e chi di Creta
il laberinto, e chi l'Inferno estremo
(che qui non val favor, saper, né pietà),
io ti so dir; del resto, tutto tremo,
ch'è rocca sacra a tirannia segreta.
E' Chiaro

La miseria!

Vincenzo Franco alias Nipio
Strenna de L'Avvenire Vibonese
Anno 1886
**
Fermativi nu morzu pé piaciri / O aggenti chi passati di la via, / Trasiti nta sa casa pé vidiri / Si nc' é miseria mai comu la mia:
*
Non aju pani, non aju undi jiri / E mancu focu mu mi scarfaria / Mi viju avanzi li figghi periri / Di friddu e fami e di dissenteria!
*
Dati la carità pé st' innocenti, / Ca vi lu rendi a milli chiju Ddio!.../ Fici la carità ... Non aju nenti...
*
E ognunu passa e lu rimpaccia puru, / Ed iju disperatu: - oi Gesù mio, / Pari ca parru e parru cu nu muru! ...
*
Intra na staja allastricata e scura, / Subbra a nu jazzu, chi pari di cani, / Mori l'aggenti senza cuvertura / Cu cuscina di petri e mazzacani!
*
Morti di fama aspettamu a sta ura / Tri figghi muzzicandusi li mani / Lu patri, chi jiu fora mu procura
Nu vrasciu e ncunu tozzulu di pani!
*
E quandu infini cumpari lu tata / Si ribbejanu a coru tutti quanti, / Gridandu: - amminda a mia na muzzicata.
*
E lu povaru patri a chiji pianti / Si scippa li capiji a diricata, / Pigghiandu Patraterni, Cristi e Santi!...
*
E, la matina quandu ssi levaru, / Subbra a la pagghia mortu a Loigeju, / Mpisicchiatu di friddu lu trovaru
Cu l'occhi spanticati, povareju!
*
Lu patri ndi jettau chianti l'amaru, / Cà era di li figghi lu cchiù beju... / E, quandu nta la vara l'acconzaru,
Paria mortu daveru n'angiuleu!...
*
Finisti di penari! di la porta / - Facia na vecchiareja: - o tia nbiatu, / L'avissi avutu jeu sta beja sorta!
*
Ed allu beccamortu nci dicia / Lu patri, nchi ebbi lu figghiu vasatu: / Passa sta sira, cà ti pigghi a mia

Proverbi ed indovinelli

Giurisprudenza: Iustizzia e sanità amaru cu’ ndi cerca. / Infelice chi cerca giustizia e sanità

La vignetta di Sergio Staino

 

  • La vignetta di Sergio Staino (L'Unità del 8.01.2010)

La vignetta di Staino

Per gentile concessione dell'autore

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Ernesto Rossi, Abolire la miseria

Non tutto si risolve. Neppure la promessa società senza classi sarà indolore: “Anche dopo l'abolizione della miseria gli uomini restano disuguali, preda di falsi condizionamenti, ci saranno ancora caos, preoccupazioni, destino a sufficienza e nessun rimedio contro la morte”.

Porre fine alla miseria: “Per un tempo incredibilmente lungo ciò non suonò per nulla normale, al contrario era una favola; solo come sogno a occhi aperti è entrato nel campo visivo”.

Ernest Bloch,

Il Principio Speranza, 1938-1947

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