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Archivio | Curtosi Filippo

IL QUADRO DELLA MADONNA DELLA LETTERA NELLA CHIESA MICHELIZIA di TROPEA

Saturday, October 23, 2010

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IL QUADRO DELLA MADONNA DELLA LETTERA NELLA CHIESA MICHELIZIA di TROPEA Ascolta con webReader

di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido LA CHIESA MICHELIZIA TRA STORIA E LEGGENDA Nel tratto finale che nei secoli scorsi, dal rione Carmine portava al santuario di San Francesco di Paola, emerge da un verde agrumeto, un tempo più ampio e più fitto, una chiesa che, di assoluta purezza architettonica, presenta anche motivi di imponenza [...]

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Abolire la miseria della Calabria per dire NO alla ‘ndrangheta

Thursday, September 2, 2010

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Abolire la miseria della Calabria per dire NO alla ‘ndrangheta Ascolta con webReader

di Giuseppe Candido* e Filippo Curtosi**

Anche dal nostro piccolo di un giornale, “Abolire la misera della Calabria”, periodico nonviolento di storia, arte, cultura e politica laica e liberale calabrese, intendiamo aderire alla manifestazione che si terrà a Reggio Calabria nel mese di Settembre per dire NO alla ‘ndrangheta. Dopo le minacce ai politici, dopo l’escalation di attentati che, da quello del 3 gennaio passando per le armi sul tragitto di Napolitano sino alla bomba davanti al portone del Procuratore Salvatore Di Landro, è senz’altro da con dividere l’iniziativa del direttore de Il Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza, nel chiedere di andare oltre gli attestati di solidarietà ai magistrati e di sdegno contro una ‘ndrangheta sempre più feroce, potente ed organizzata, e di dare vita, nel mese di Settembre, ad una grande manifestazione che, già da subito, ha trovato ampi consensi sia nel mondo della politica, sia dell’imprenditoria che in quello della cultura calabrese.

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Perché Pannella avrebbe voluto portargli le arance

Thursday, August 19, 2010

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Perché Pannella avrebbe voluto portargli le arance Ascolta con webReader

di Filippo Curtosi Cossiga in tutte le salse: bizzarro, mattacchione, picconatore, imprevedibile, statista, profetico. A Marco Pannella toccherà la stessa sorte. Succede ai geni, agli eretici, agli anarchici e comunque alle persone sole. Kossiga chiama Paolo Guzzanti dall’aldilà per un suo ultimo commento e parla malissimo della stampa. “Un disastro. Mi hanno impagliato come un [...]

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Gli africani di Rosarno, moderni figli della gleba

Sunday, May 2, 2010

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Gli africani di Rosarno, moderni figli della gleba Ascolta con webReader

di Filippo Curtosi Richiamano alle labbra una voce in uso tra i Greci dell’età classica che significa seme e quando patteggiando col proprietario fa inserire nel contratto il suo diritto al “paraspolo”, fa ritornare al pensiero la parola dei suoi avi ellenici come pure li fa rivivere quando nella stagione propizia si reca con la [...]

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Telai, fucine e folklore giuridico

Sunday, May 2, 2010

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Telai, fucine e folklore giuridico Ascolta con webReader

di Filippo Curtosi La vera cultura”, sostiene lo scrittore Juan Manuel de Prada, è quella che nasce da ciò che i romantici tedeschi chiamavano Volkgeist, “lo spirito del popolo”; deve essere una emanazione naturale della gente, che canta, balla, racconta, dipinge, perché sente il bisogno di esprimere qualcosa che le appartiene nel profondo, qualcosa che [...]

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La Pasqua nella tradizione popolare calabrese: Canti e suoni della Settimana Santa

Saturday, April 3, 2010

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La Pasqua nella tradizione popolare calabrese: Canti e suoni della Settimana Santa Ascolta con webReader

di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido

Canti e suoni della Settimana Santa nel teatro della Fede in Calabria tra riti cattolici e Greco-Bizantini.

“Maffiusu i Pasca” era inteso (e forse lo è ancora) colui che con eleganza esagerata alla domenica mattina di Pasqua per la messa o alla sera della stessa giornata andava in giro odoroso di lavacri e rifulgenti di “panni novi di Montalauni” coi capelli inchiodati all’indietro sulla testa cosparsa di brillantina “Linetti”.

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I 150 anni dell’unità d’Italia e Giuseppe Mazzini, precursore del nuovo diritto pubblico europeo

Sunday, March 28, 2010

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I 150 anni dell’unità d’Italia e Giuseppe Mazzini, precursore del nuovo diritto pubblico europeo Ascolta con webReader

L’apostolo che ci ha mostrato il cammino verso un nuovo mondo

Uno di quegli eroici veggenti. “Mentre l’Italia dormiva, egli vegliava pensava e agiva”

Per l’Unione dei partiti radicali. Per “la sovranità del popolo, libero di ogni laccio di chiesa costituita e militante”

per cura di Giuseppe Candido e Filippo Curtosi
“Foste schiavi un tempo,
poi servi,
poi salariati:
sareste fra non molto,
purché lo vogliate,
liberi produttori e fratelli nell’associazione.”

Prima l’unione della Lombardia al Regno di Sardegna, la fusione con l’Emilia, la Romagna e la Toscana sino al loro congiungimento alla Sicilia, al Mezzogiorno, alle Marche e all’Umbria e, nel 1861, venne proclamato il Regno d’Italia. L’embrione era stato generato. “Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiano sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861″.

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Abolire la miseria della Calabria è in stampa

Monday, February 22, 2010

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Abolire la miseria della Calabria è in stampa Ascolta con webReader

tra qualche giorno sarà in distribuzione presso le edicole calabresi al costo di un euro. In piccolo contributo alla cultura, alla storia e alla politica laica e liberale calabrese

La prima pagina

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La sagra di Piscopio. “Sorrideva nell’azzurro la dolcezza maliosa”.

Wednesday, January 27, 2010

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La sagra di Piscopio. “Sorrideva nell’azzurro la dolcezza maliosa”. Ascolta con webReader

di Filippo Curtosi

Pubblicato su Calabria Letteraria (Anno LVII N°1-2-3 Genn./Febb./Mar. 2009)

Il giovane professore Ausonio Dobelli, mandato ad insegnare nel regio liceo di Monteleone di Calabria dove insegnava pure Luigi Bruzzano direttore della rivista di letteratura popolare “La Calabria”, scrisse una lettera ad un suo amico di Milano, per fargli sapere alcune usanze osservate nei paeselli calabresi e che Luigi Bruzzano, appassionato di tradizioni popolari della Calabria, pubblicò sulla sua Rivista di letteratura popolare. Con un linguaggio un po’ arcaico e forse per questo ancor più bella e trattandosi di una lettera che ci riguarda; che riguarda la vita popolare calabrese di un tempo, una lettera che come un affresco dipinge il paesaggio colorito della nostra terra, dell’abito locale, delle feste, crediamo anche noi sia quantomai opportuno pubblicarla sul nostro periodico a distanza di oltre centodieci anni.

Filippo Curtosi

Monteleone Calabro, 2-12-1899

Caro Edoardo,

…. E davvero, oltre alla radiosa lucidezza del cielo e del mare – azzurro sorridente nell’immenso sole – oltre alle vedute mirabili che l’altopiano ci affaccia ne’ pianori e ne’ poggi folti delle morbide selve degli ulivi, e ci apre nei lenti valloni rivestiti di orti e vigne e frutteti, di quanti altri spettacoli belli o nuovi l’osservatore più superficiale pasce la mia curiosità!

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Un decennio senza Bettino

Saturday, January 9, 2010

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Un decennio senza Bettino Ascolta con webReader

di Filippo Curtosi

Occorre ancora “una radicale ristrutturazione del sistema politico italiano in conformità con il modello delle grandi democrazie europee”

Il 19 gennaio ricorre il decimo anniversario della morte di Bettino Craxi in Tunisia, ad Hammamet. Per il mio amico Giuliano Ferrara Craxi “è stato un uomo di stato, un uomo politico enorme, leale, morto in esilio secondo la volontà farisaica dei suoi nemici. Un socialista autonomista, scrive Ferrara sul Foglio, cresciuto alla scuola disordinata e generosa di Pietro Nenni”. Insomma secondo il Direttore del Foglio e amico del leader del vecchio Psi, questi ha rappresentato come dire il genio tattico, il Socialismo garibaldino con una visione liberale. Nel 1989 in occasione del 45 congresso nazionale socialista, Bettino Craxi pubblicò l’introduzione di un volume “I socialisti verso il 2000” nella quale dichiarò che occorreva “una radicale ristrutturazione del sistema politico italiano in conformità con il modello delle grandi democrazie europee, dove i partiti socialisti sono la forza trainante dello schieramento riformatore”.

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Ernesto Rossi, Abolire la miseria

Perché "Abolire la miseria"

Il libero gioco delle forze economiche, stimolate dal tornaconto privato, in un regime individualistico, caratterizzato dall'ordinamento giuridico che garantisce la proprietà privata su grande parte degli strumenti materiali di produzione ed il rispetto dei contratti liberamente conclusi, … , presenta nella società moderna, molti gravi inconvenienti, anche nei paesi più progrediti. La miseria di larghi strati di popolazione, in stridente contrasto con l'opulenza di pochi privilegiati, lo sperpero di tante energie umane e di tante risorse materiali per soddisfare la vanità ed i futili capricci di chi si presenta sul mercato con una maggiore capacità di acquisto, il parassitismo di chi vive senza lavorare, … La pecca maggiore dei regimi individualistici, quali si sono storicamente realizzati finora, è, a nostro parere, la miseria degli ultimi strati della popolazione. La condizione delle classi povere, anche nei paesi più progrediti economicamente, è talmente ripugnante alla nostra coscienza morale, ed è così contraria al nostro ideale di civiltà che, se ci trovassimo davanti all'alternativa di accettare tali regimi, così come sono, o di passare a regimi comunistici, in cui la regolamentazione dal centro di tutta la vita economica e il lavoro obbligatorio permettessero una distribuzione egualitaria del reddito sociale, saremmo molto incerti quale preferire, nonostante la nostra ferma convinzione che i regimi comunistici sarebbero necessariamente meno produttivi e potrebbero essere realizzati solo attraverso una tirannide burocratica.

Ernesto Rossi, Abolire la miseria, 1942 - 46

in evidenza

il primo di luglio la prossima udienza
Il cronista si imbarca in un volo etimologico facendo derivare il toponimo Uria dal presunto greco a
Il diario di Maria Antonietta Farina Coscioni
Cose su cui riflettere
ma in realtà Berlusconi non è il primo

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Reti amiche

in evidenza … emergenza carceri

Stefano Cucchi titolo

di Giovanni Cucchi *
"Vogliamo sapere perché – alla richiesta precisa di Stefano – non è stato chiamato, dai militari la sera dell’arresto, il suo avvocato di fiducia, vogliamo sapere dalle forze dell’ordine come è stato possibile che abbia subito le lesioni ... ".

* dall'intervento di Giovanni Cucchi, padre di Stefano, alla conferenza stampa del 29 ottobre.

Pure noi di “Abolire la miseria della Calabria” vogliamo sapere e manterremo l'appello del padre in evidenza sin quando non saranno chiarite tutte le responsabilità di una tale miseria di stato.

Guarda la conferenza stampa della scheda "Come è morto Stefano Cucchi?" sul sito di Radio Radicale .it

Segui la vicenda di Stefano Cucchi sul sito dell'associazione "A Buon Diritto" o sul blog innocenti evasioni

il messaggio di fine anno del Presidente Giorgio Napolitano
La vignetta diSergio Staino

 

  • La vignetta di Sergio Staino (L'Unità del 9.12.2009)

La vignetta di Staino

Per gentile concessione dell'autore

AL CARCERE

Poesia filosofica di Tommaso Campanella
***
Come va al centro ogni cosa pensante
dalla circonferenza, e come ancora
in bocca al mostro che poi la devora,
donnola incorre timente e scherzante;
così di gran scienza ognuno amante,
che audace passa alla morta gora
al mar del vero, di cui s'innamora,
nel nostro ospizio alfin ferma le piante.
Ch'altri l'appella antro di Polifemo,
palazzo altri d'Atlante, e chi di Creta
il laberinto, e chi l'Inferno estremo
(che qui non val favor, saper, né pietà),
io ti so dir; del resto, tutto tremo,
ch'è rocca sacra a tirannia segreta.
E' Chiaro

La miseria!

Vincenzo Franco alias Nipio
Strenna de L'Avvenire Vibonese
Anno 1886
**
Fermativi nu morzu pé piaciri / O aggenti chi passati di la via, / Trasiti nta sa casa pé vidiri / Si nc' é miseria mai comu la mia:
*
Non aju pani, non aju undi jiri / E mancu focu mu mi scarfaria / Mi viju avanzi li figghi periri / Di friddu e fami e di dissenteria!
*
Dati la carità pé st' innocenti, / Ca vi lu rendi a milli chiju Ddio!.../ Fici la carità ... Non aju nenti...
*
E ognunu passa e lu rimpaccia puru, / Ed iju disperatu: - oi Gesù mio, / Pari ca parru e parru cu nu muru! ...
*
Intra na staja allastricata e scura, / Subbra a nu jazzu, chi pari di cani, / Mori l'aggenti senza cuvertura / Cu cuscina di petri e mazzacani!
*
Morti di fama aspettamu a sta ura / Tri figghi muzzicandusi li mani / Lu patri, chi jiu fora mu procura
Nu vrasciu e ncunu tozzulu di pani!
*
E quandu infini cumpari lu tata / Si ribbejanu a coru tutti quanti, / Gridandu: - amminda a mia na muzzicata.
*
E lu povaru patri a chiji pianti / Si scippa li capiji a diricata, / Pigghiandu Patraterni, Cristi e Santi!...
*
E, la matina quandu ssi levaru, / Subbra a la pagghia mortu a Loigeju, / Mpisicchiatu di friddu lu trovaru
Cu l'occhi spanticati, povareju!
*
Lu patri ndi jettau chianti l'amaru, / Cà era di li figghi lu cchiù beju... / E, quandu nta la vara l'acconzaru,
Paria mortu daveru n'angiuleu!...
*
Finisti di penari! di la porta / - Facia na vecchiareja: - o tia nbiatu, / L'avissi avutu jeu sta beja sorta!
*
Ed allu beccamortu nci dicia / Lu patri, nchi ebbi lu figghiu vasatu: / Passa sta sira, cà ti pigghi a mia

Proverbi ed indovinelli

Iennaru siccu, Massaru riccu. Iennaru vagnatu, Massaru arroinatu / Gennaio secco, Massaro ricco. Gennaio bagnato, Massaro fortunato.

La vignetta di Sergio Staino

 

  • La vignetta di Sergio Staino (L'Unità del 8.01.2010)

La vignetta di Staino

Per gentile concessione dell'autore

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Ernesto Rossi, Abolire la miseria

Non tutto si risolve. Neppure la promessa società senza classi sarà indolore: “Anche dopo l'abolizione della miseria gli uomini restano disuguali, preda di falsi condizionamenti, ci saranno ancora caos, preoccupazioni, destino a sufficienza e nessun rimedio contro la morte”.

Porre fine alla miseria: “Per un tempo incredibilmente lungo ciò non suonò per nulla normale, al contrario era una favola; solo come sogno a occhi aperti è entrato nel campo visivo”.

Ernest Bloch,

Il Principio Speranza, 1938-1947

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