La detenzione anziché rieducativa diviene afflittiva e la pena inumana non scritta in sentenza ma reale. Una pena che, come ha scritto Patrizio Gonnella sul blog di Micro Mega, “umilia, lede la dignità, trasforma i detenuti in numeri, li rende non persone, li induce alla malattia e alla morte”. … E il sovraffollamento delle carceri che è sì, come ha sottolineato il Papa, “una doppia pena” non è però l’unico problema: mancano spesso acqua calda, cibo degno di questo nome e condizioni igienico sanitarie minime essenziali oltreché lo spazio stesso per respirare.
di Giuseppe Candido
Articolo pubblicato il 15/12/2011 su “Il Quotidiano della Calabria”
Abolire la miseria, ci dicono, ch’è un sogno, una visione. Già Ernest Bloch sosteneva che, “porre fine alla miseria per un tempo incredibilmente lungo non suonò per nulla normale, al contrario era una favola … ”. La possibilità di creare un mondo più giusto o, quanto meno, uno Stato più equo abolendo la miseria, come sostiene però lo stesso Bloch, può entrare nel nostro campo visivo “solo come sogno a occhi aperti”.
di Giuseppe Candido
L’introduzione del metodo gandhiano in qualsiasi sistema sociale politico effettuerebbe necessariamente modificazioni di quel sistema. Altererebbe l’abituale esercizio del potere e produrrebbe una ridistribuzione e una nuova strutturazione dell’autorità.
“Nell’esercito della nonviolenza c’è posto per tutti coloro che vogliono arruolarsi. Non ci sono distinzioni di colore, non ci sono esami da sostenere né garanzie da dare, senonché, come un soldato degli eserciti della violenza deve controllare e tener pulito il suo fucile, così i soldati della nonviolenza sono tenuti a esaminare e a rendere belle le loro armi: il cuore, la coscienza, il coraggio e il senso della giustizia”.
di Maria Elisabetta Curtosi
Cosa significa per centinaia di migliaia di persone essere allontanate a forza dal proprio paese d’origine, obbligate a migrare verso città e paesi lontani, abitati già da troppi uomini e donne che non li aspettano e non li accolgono certo bene? Cosa significa perdere tutti i propri seppur modesti beni, la propria casa e non avere nulla in cambio?
di Marco Pannella
OLTRETUTTO POTREBBE LIBERARCI DAI MIASMI PESTIFERI DELL’ATTUALITA’ PARTITOCRATICA E NEUTRALIZZARE LA CLOACA “POLITICA” E I SUOI EFFETTI CHE RENDONO NON SOLO GIUSTIZIA E CARCERI, MA TUTTO IL PAESE, TUTTI NOI, COME SOMMERSI NON CERTO DA BERLUSCONI, CHE VIENE SPACCIATO PER GENIO, NATURALMENTE DEL MALE, MENTRE E’ IL RISULTATO DEL COMBINATO DISPOSTO TRA MAGGIORANZE E OPPOSIZIONI DI REGIME.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto al Quirinale Marco Pannella. Nel corso dell’incontro l’on. Pannella ha riferito al Presidente Napolitano delle iniziative in corso per affrontare i problemi istituzionali e sociali della giustizia con particolare riferimento alla tutela dei diritti dei detenuti nelle carceri italiane. Il Capo dello Stato nella lettera inviata all’on. [...]
Lettera aperta di Giuseppe Candido (direttore Abolire la miseria della Calabria, già membro del Comitato nazionale Radicali italiani) al Presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti e al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico.
Cari Presidenti delle massime istituzioni calabresi,
le carceri calabresi stanno esplodendo. Anche la capienza tollerabile, già ben oltre quella regolamentare, è stata di gran lunga superata in molti istituti penitenziari della nostra regione. Dopo la denuncia eclatante della dirigente del carcere di Siano, Angela Paravati …
Pubblicato su il Domani della Calabria del 25.03.2011
Persone affidate in cura allo Stato e legate nude su letti senza materassi, con dei buchi nel pavimento dove far cadere gli escrementi
di Giuseppe Candido
Per chiedere alle istituzioni di farsi carico di queste persone per riportarci, tutti, a livelli di più umana civiltà.
di Giuseppe Candido
La sete di cambiamento si estende in tutto il mondo arabo. Dopo la Tunisia di Ben Ali e l’Egitto di Mubarak, ora è la volta della Libia di Muammar Gheddafi dove il colonnello è al potere da oltre 40 anni ma anche dello Yemen dove le manifestazioni reclamano la partenza del Presidente Ali Abdullah Saleh e sono proseguite per il sesto giorno consecutivo. Se la rivolta araba, come pretende Teheran, fosse una riedizione della rivoluzione iraniana del 1979, la progressione dell’islamismo diventerebbe irresistibile.
di Giuseppe Candido Dopo le perizie medico-legali della procura che iniziarono a delineare i primi lembi di verità su ciò che avvenne davvero al povero Cucchi oggi c’è la notizia di una prima condanna con rito abbreviato e 12 rinvii a giudizio per altrettante persone coinvolte a vario titolo in quella triste vicenda. Qualcuno, in [...]
Saturday, December 31, 2011
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