Trasparenza sui patrimoni degli eletti: “in Calabria prevale buon senso Radicale
<< Ma il presidente del consiglio Talarico si impegni anche affinché dalla Calabria parta, con l'anagrafe pubblica degli eletti, la rivoluzione digitale della politica >>
Comunicato di Mario Staderini* e Giuseppe Candido**
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Non è facile dire no alla ‘ndrangheta
di Giuseppe Candido
Tra le minacce a Scopelliti, l'attentato a Di Landro e i recenti fatti di Calabria dove la 'ndrangheta sta alzando il tiro è la notizia dell'uccisione di Angelo Vassallo, sindaco Pollica (Sa) dal 1994, ha richiamare l'attenzione. Mentre in Calabria si organizzano manifestazioni di solidarietà al Procuratore Di Landro per dire no alla 'ndrangheta, la criminalità organizzata ci mostra come reagisce a chi dice no davvero. Chi dice no alle convivenze e si rifiuta di far avvicinare le criminalità organizzate, mafia camorra o 'ndrangheta che siano, alle decisioni della politica, alle scelte urbanistiche. (...) Purtroppo oggi si tagliano i fondi sia alla scuola sia alla sicurezza e, con essi, anche la speranza di sconfiggere la criminalità più potente del pianeta.
Precari in rivolta e il libro verde della scuola calabrese
di Giuseppe Candido
“I tagli all'istruzione (di scuole, di classi, di posti di lavoro, di finanziamenti per il normale svolgimento delle attività) pur iniziati anche con governi precedenti hanno raggiunto oggi – spiega Rino Di Meglio, segretario nazionale della Gilda - un punto che non esitiamo a definire scandaloso”. Sono saliti sui tetti. Sono andati in piazza, con studenti e genitori. Si sono persino incatenati. Adesso, la nuova frontiera della protesta dei precari nella scuola, alle prese con la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, è lo sciopero della fame. I primi a varcarla sono stati tre insegnanti palermitani. Ma la mobilitazione a colpi di digiuno si sta diffondendo in tutta Italia tra i precari della scuola ...
Abolire la miseria della Calabria per dire NO alla ‘ndrangheta
di Giuseppe Candido* e Filippo Curtosi**
Anche dal nostro piccolo di un giornale, “Abolire la misera della Calabria”, periodico nonviolento di storia, arte, cultura e politica laica e liberale calabrese, intendiamo aderire alla manifestazione che si terrà a Reggio Calabria nel mese di Settembre per dire NO alla 'ndrangheta. Dopo le minacce ai politici, dopo l'escalation di attentati che, da quello del 3 gennaio passando per le armi sul tragitto di Napolitano sino alla bomba davanti al portone del Procuratore Salvatore Di Landro, è senz'altro da con dividere l'iniziativa del direttore de Il Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza, nel chiedere di andare oltre gli attestati di solidarietà ai magistrati e di sdegno contro una 'ndrangheta sempre più feroce, potente ed organizzata, e di dare vita, nel mese di Settembre, ad una grande manifestazione che, già da subito, ha trovato ampi consensi sia nel mondo della politica, sia dell'imprenditoria che in quello della cultura calabrese.
La ‘ndrangheta che alza il tiro e il transatlantico della rivoluzione
di Giuseppe Candido -
Dopo le minacce ad esponenti politici in Calabria la 'ndrangheta ha alzato il tiro. Per questo vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Di Landro e a chi come lui, compiendo il proprio dovere, subisce intimidazioni dalla criminalità organizzata più potente del pianeta. Non solo tracotanza economica e spregiudicatezza nel gestire gli appalti. Oggi siamo giunti al livello di un vero e proprio attacco allo Stato, alle Istituzioni di cui già, con una presenza “pervasiva” nelle amministrazioni locali - come ha avuto modo di definirla il Presidente della Banca d'Italia Mario Draghi - ne dispone il controllo.
L’acqua che evapora in Basilicata
Articolo di Eric Jozsef, Le Temps, Svizzera. Tradotto su la rivista settimanale “Internazionale” n°861 27 Agosto/2 Settembre 2010 In Italia si spreca il 37 per cento dell’acqua. In alcuni quartieri di Potenza le perdite sono del cento per cento. Ma qualcosa comincia a cambiare Non ci sono limiti territoriali né cartelli stradali. “Stiamo entrando in [...]
Eleonora e il fallimento della sanità calabrese
di Giuseppe Candido Pubblicato su “il Domani della Calabria” del 24.8.2010, P1 La sanità calabrese è il paradigma del palese fallimento della partitocrazia nel gestire la cosa pubblica al fine di spartirsi poltrone piuttosto che a quello istituzionale di dare un servizio sanitario efficiente. Mentre d’ovunque si fanno sagre, passerelle culturali dove sfilano sculettanti veline, [...]
Baarìa…anche le pietre sanno… parola di Tornatore
di Franco Vallone “scoprire di essermi potuto ispirare ad un libro che non conosco neanche per raccontare la mia autobiografia, mi sembra una cosa veramente bizzarra” Più che una conferenza stampa è stata una vera e propria lezione di cinema quella tenuta dal grande maestro del cinema Giuseppe Tornatore che questa sera (lunedì 23 agosto) [...]
Il paese dove i muri “parlano”
di Franco Vallone Favelloni, “il paese dei murales dove i muri parlano” Favelloni, frazione del comune di Cessaniti, è denominato il “paese dei murales”. Dal 1985 un dinamico imprenditore del luogo, Demetrio Rosace, ha prima ideato e poi realizzato questo bel progetto artistico. Da allora a Favelloni, su invito dello stesso Rosace e dell’associazione della [...]
Il ritorno a Tropea dell’attrice Claudia G. Moretti
Da “Un posto al sole” a un posto al mare di Franco Vallone Claudia G. Moretti Claudia ritorna. Claudia ogni anno arriva in Calabria per presentare il Tropea Film Festival al porto della Perla del Tirreno ed anche per incontrare tutti i colori cangianti del suo splendido mare. La Claudia in questione è Claudia G. [...]
Perché Pannella avrebbe voluto portargli le arance
di Filippo Curtosi Cossiga in tutte le salse: bizzarro, mattacchione, picconatore, imprevedibile, statista, profetico. A Marco Pannella toccherà la stessa sorte. Succede ai geni, agli eretici, agli anarchici e comunque alle persone sole. Kossiga chiama Paolo Guzzanti dall’aldilà per un suo ultimo commento e parla malissimo della stampa. “Un disastro. Mi hanno impagliato come un [...]
Cossiga, il ricordo di Donato Veraldi
VERALDI in ricordo di KOSSIGA “Un grande statista, che ha ripercorso una carriera politica come pochi”; ”Ho sempre apprezzato la sua grande cultura”. Nella sua carriera anche punti scuri. Articoli correlati :Perché Pannella avrebbe voluto portargli le ... Cossiga è morto e Marco Pannella non potrà ...
Cossiga è morto e Marco Pannella non potrà portargli le arance
dal sito RadioRadicale.it “Io ho ammazzato Moro” “Chi, secondo Cossiga, “come me ha fatto la scelta di non trattare, doveva sapere che era altamente probabile, anzi quasi certo, che da questa scelta fosse derivata la morte di Moro”, in questo senso – conclude – “io ho ammazzato Moro”, anche se “non ne sento la responsabilità [...]
I Nomadi, non solo musica
di Franco Vallone 17 agosto, hall di un albergo raffinato a pochi passi dall’aeroporto, dalla stazione ferroviaria, dall’autostrada, nei dintorni di Lamezia Terme, un incontro ravvicinato con i mitici Nomadi e con Beppe Carletti in particolare. Beppe è cordiale e disponibile, “noi Nomadi non siamo mai stati inavvicinabili”… è una sua frase. A parlare con [...]
Alessandria del Carretto: la conca d’oro dei suoni tradizionali
Giunge alla settima edizione “Radicazioni, il festival delle culture tradizionali”
di Francesco Lesce
Alessandria del Carretto (Cs) Radicazioni, che anche quest’anno si svolgerà ad Alessandria del Carretto dal 20 al 22 agosto, non è solo un festival di musica popolare, come i tanti che da tempo invadono lo scenario estivo calabrese. È un progetto nato dal desiderio di aprire un dialogo fra le culture vicine e lontane nell’era della mondializzazione. L’intento è ...
Trasparenza sullo stato patrimoniale delle cariche elettive: appello per riportare la Calabria nell’alveo della legalità
di Mario Staderini e Giuseppe Candido Prendiamo atto dell’impegno personale assunto dal Presidente del Consiglio regionale Talarico. Non soltanto la legge 441 del 1982 reca tassative “Disposizioni per la pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e di cariche direttive di alcuni enti”, ma è scritto a chiare lettere anche nello Statuto della [...]
Accesso agli atti: il Consiglio Regionale ci restituisca il diritto di conoscere lo stato patrimoniale dei nostri eletti
di Giuseppe Candido*
Si parla tanto di trasparenza, di costi della politica e di tagli agli stipendi degli eletti. Ma quanto guadagna esattamente un Consigliere regionale? Non è semplice saperlo in questa terra di Calabria.
Anche per la stessa Regione una normativa che dia attuazione al diritto dei cittadini "appare improrogabile, attenendo il diritto di accesso amministrativo ai livelli essenziali di prestazioni sui diritti civili, la cui violazione sarebbe tale da leggittimare in ipotesi addirittura un intervento sostitutivo da parte dello Stato"
Giganteschi raduni …
Il 13 agosto a Vibo Valentia, il 16 a Sciconi e Conidoni di Briatico, il 18 agosto a Vibo Marina...
Sono le date di tre distinti Raduni processionali di Giganti da Corteo per un totale di più di sessanta coppie di giganteschi simulacri provenienti da tutta la Calabria, dalla Sicilia e dalla Puglia
di Franco Vallone
Vibo Valentia e la sua provincia si riconferma “Capitale dei giganti processionali”.
Sellia Marina, visita ai depuratori
Dopo le analisi di goletta verde che hanno dichiarato fortemente inquinato, tra gli altri, il tratto di costa antistante il t. Frasso in località Sena di Sellia Marina e i numerosi bagnanti che nei giorni scorsi hanno accusato malori e affezioni alle vie urinarie, abbiamo voluto vederci chiaro e ci siamo recati sul fiume Uria e sul [...]
SELLIA MARINA – Mare sporco, turisti in corsia
Vacanzieri in rivolta a Sellia Marina, tra villette invase dai topi e strade al buio Numerosi bambini sono finiti in ospedale con infezioni alle vie urinarie di Brunetto Apicella pubblicato su “Il Quotidiano della Calabria” di martedì 3 agosto 2010 a pagina 18 Bimbi con infezioni alle vie urinarie. Topi negli appartamenti. E ancora: viali [...]
Briatico: Prima Fiera Agroalimentare e Artigianale
di Franco Vallone Briatico: grande successo per la “Prima Fiera Agroalimentare e Artigianale”. Verrà allestita ogni sabato, per tutto il mese di Agosto L’assessore al Turismo e all’Ambiente del Comune di Briatico è entusiasta ed emozionato per il grandissimo successo conseguito dalla Prima Fiera Agroalimentare e Artigianale. Assieme al sindaco, Francesco Prestia e con la [...]
Presentazione del volume “S. MARIA A SACRA LITTERA”
Care amiche e cari amici, l’Associazione di volontariato culturale “Non Mollare” già editore di “Abolire la miseria della Calabria” esordisce come casa editrice calabrese anche nel settore del libro. Oggi, lunedì 02 agosto 2010 alle ore 18.30 a Pannaconi, Città di Cessaniti (VV), ci sarà la presentazione del libro “S. MARIA A SACRA LITTERA” di [...]
Altro che mille euro al mese
di Giuseppe Candido pubblicato su “Il Domani della Calabria” del 29.07.2010 La Camera ha approvato con voto di fiducia la manovra fiscale e, assieme alle misure di austerity con cui si bloccano gli stipendi al pubblico impiego per tre anni e con cui si tagliano i fondi agli enti locali che saranno costretti ad aumentare [...]
Ricordati a Briatico Giuseppe Grasso e Giuseppe Conocchiella
di Franco Vallone Serata davvero importante quella che si è svolta a Briatico in occasione dell’apertura ufficiale del programma di iniziative, culturali, ludiche e spettacolari, dell’estate 2010. L’idea del neo sindaco di Briatico, Francesco Prestia, che si è realizzata con successo, è stata quella di portare sul palco cittadino di Piazza IV Novembre due memorie [...]
I veleni di Crotone sulla tv fondata da Al Gore
di Giuseppe Candido L’ex insediamento industriale di Crotone è una striscia di terreno di forma rettangolare che, a nord della Città di Pitagora, si estende per circa 5 km per una larghezza di 1,5 km circa e che, in passato, ospitò le fabbriche della Pertusola Sud, della Montedison e, dagli anni ’60, la Cellulosa Calabra [...]
Le radici di Zio Luciano… Rispoli
a Pannaconi di Cessaniti in provincia di Vibo Valentia
Giornalista calabrese colto e raffinato inventore di tanti programmi radiotelevisivi di successo
di Franco Vallone
Luciano Rispoli
La grande casa nobiliare di Pannaconi di Cessaniti, denominata “Palazzo Mantella”, esiste ancora oggi e spicca nella parte alta del paese del vibonese.
Suo nonno, Francesco Mantella, classe 1873, era I° Presidente della Corte d'Appello di Bologna mentre la nonna era una nobildonna dei Giffone, (ramo di Tropea, come ci conferma il ricercatore Salvatore Libertino).
Cose del vecchio mondo
Sellia Marina è diventato comune autonomo nel 1956. Nel 2003 è stato citato dall'ente montano di Sellia, da cui si era staccato, perché restituisse una porzione di territorio sul mare. Il Tribunale di Catanzaro ha accolto l'atto, per cui l'ente marino dovrebbe cedere il fondo in località Don Antonio.
Al di sotto della soglia di povertà. Una telenovela italiana che dura da 15 anni
di Margherita Giardino* Il “nuovo” accordo Italia-Canada su assicurazione sociale firmato a Roma il 23 maggio 1995 e mai ratificato. La Storia infinita Lorenzo De Seta, Olio su Tela, 2005 Sono stata emigrante in Canada per 26 anni ed ora [...]
Potenzoni (VV), “Infiorata” alla XVIII edizione
L’appuntamento è per domenica 6 giugno 2010, dalle ore 11.00, ovviamente a Potenzoni di Briatico in provincia di Vibo Valentia, il “Paese calabrese dell’Infiorata artistica“, al pari di Genzano, Noto e Poggio Moiano, presenta alla gente, per il diciottesimo anno consecutivo, le sue strade infiorate create per essere solcate dal Santissimo. Ad affermarlo è Daniela Calzone, segretaria [...]
Continuità e attualità del Risorgimento
di Vittorio Emanuele Esposito Giuseppe Garibaldi 1870 Nadar La proclamazione del Regno d’Italia (17 marzo 1861) segnò la fine di una lunga attesa, la ‘realizzazione di un sogno’, avvenuta in tempi e modi in gran parte fortunosi e largamente imprevisti, ma fortemente voluta da quelli che ne furono i più diretti promotori e ne prepararono [...]
Gli affari del Vaticano, l’Istituto per le opere religiose
Tutto quello che l'otto per mille alla chiesa ... le case di Propaganda Fide date agli amici e agli amici degli amici ... Balducci e lo I.O.R. ... l'Ici non pagata. Craxi, quando firmò il concordato, chiese perdono all'immagine di Garibaldi ma non aveva immaginato si potesse arrivare a tanto. Vi siete persi Report di domenica 30 maggio 2010? Eccovi l'audio integrale. Ci riserviamo commento e analisi ma, intanto, ascoltate l'audio e fatevi un opinione voi. Se questa è misericordia allora la carità è una truffa e il Santo Spirito tra gli uomini è solo una Banca.
Prima che la partitocrazia trasformi la povertà in miseria
di Giuseppe Candido Le considerazioni finali del governatore Mario Draghi illustrate nell’importante relazione presentata all’Assemblea annuale della Banca d’Italia hanno provocato il plauso unanime non soltanto dei partiti ma anche dei sindacati. Eppure sono proprio quei partiti e quei sindacati, che da anni si mostrano restii a fare le necessarie riforme strutturali quali l’abolizione di [...]
I sepolcri imbiancati vogliono far tacere Radio Radicale
Nel nome del Popolo Italiano o del diritto alla privacy? a cura di Giuseppe Candido Mentre si discute sulle intercettazioni scopriamo che sono a rischio anche le registrazioni radio dei processi. Scandaloso, tutto ciò è una vergogna. Ma il dibattimento in un processo è pubblico o no? Non avevo mai sentito Massimo Bordin così evidentemente [...]
La forbice poteva tagliare altrove
di Giuseppe Candido Il Governo approva le misure di austerità per risanare i conti pubblici. L’Italia è uno dei paesi europei con il più alto debito pubblico e il consistente pacchetto voluto da Tremonti è necessario per evitare che l’Italia affronti lo stesso destino della Grecia. Una manovra con oltre 24 miliardi di euro di [...]
Il Gruppo Folk “Città di Tropea” festeggia i 102 anni di Francesca
di Franco Vallone TROPEA – Si chiama Francesca Magliolo ed è, senza ombra di dubbio, la donna più anziana di Tropea. Ieri, mercoledì 26 maggio 2010, ha compiuto ben 102 anni. Nata il 26 maggio del 1908, la signora Francesca oggi vive presso la casa di riposo don Francesco Mottola della stessa cittadina. Il giorno [...]
Nel carcere di Rossano Calabro, “malnutrito, sporco, un barbone”, Ciro non parla più
Suicidati da un sovraffollamento incostituzionale di Giuseppe Candido Mentre la casta si approssima a farci pagare la crisi con 24 miliardi di euro di manovra fiscale “lacrime e sangue” e mentre la corruzione dei colletti bianchi continua ad emergere con le inchieste di questi giorni, in Italia è ancora tragica l’emergenza nelle carceri e il [...]
SELLIA MARINA, Presentata una petizione popolare per l’istituzione dell’anagrafe pubblica degli eletti
“La trasparenza, se attuata, ci aiuterà ad uscire dalla crisi morale e a liberarci da cricche di rapaci e clientele ad ogni livello”. Comunicato di Giuseppe Candido, segretario dell’associazione Radicale calabrese per la resistenza nonviolenta. “E’ stata presentata nei giorni scorsi al Sindaco, ai Consiglieri membri di Giunta e ai Consiglieri Comunali di maggioranza e [...]
Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Presagi e moniti di Benedetto Musolino
“E’ ben giusto che chi gode i maggiori privilegi, sia sottomesso ai maggiori sacrifici” Un calabrese dalla “costante fede italiana” che “amava aguzzare l’occhio nell’avvenire della Patria” Per una riforma radicale: l’imposta progressiva per combattere la lussuria irrompente del capitale di Giuseppe Candido e Filippo Curtosi Quando la politica, anche quella calabrese, sembra perdere il [...]
Ancora la trappola afgana
di Giuseppe Candido Lo scorso 14 luglio un militare italiano era rimasto ucciso e altri tre sono stati feriti in un attentato in Afghanistan. A circa 50 chilometri a nord-est di Farah una pattuglia di paracadutisti della Folgore e del Primo Reggimento Bersaglieri era stata attaccata con un ordigno posizionato lungo la strada. Poi avevano [...]
La trasparenza: un’arma contro i rapaci
di Giuseppe Candido Ancora non sappiamo con certezza se il malaffare che sta emergendo con i fatti della cricca sarà considerata una nuova tangentopoli, ma un fatto è certo: oggi come nel ’93 la corruzione in Italia dilaga come male endemico, culturale, cui gli Italiani stanno abituandosi. Gli indicatori internazionali ci pongono in coda alle [...]
Lucia Grillo: da Cannes, a New York… a Cosenza
di Franco Vallone Ancora successo internazionale per la giovane attrice e regista calabroamericana Lucia Grillo Lucia Grillo, l’attrice regista italoamericana figlia di calabresi di Francavilla Angitola emigrati a New York è a Cannes! Uno dei suoi film, Ad Ipponion, è stato accettato al Cannes Short Film Corner (l’importante mercato dei cortometraggi) e A pena do [...]
La Sindone è il vero lenzuolo di Gesù, parola di Natuzza Evolo
di Franco Vallone Natuzza Evolo Adesso è certo ed anche confermato da autorevoli esponenti della Chiesa. Natuzza Evolo, recentemente scomparsa, si era espressa ed aveva risposto ad alcuni quesiti riguardanti proprio il lenzuolo della Sacra Sindone, tanto attuale in questi giorni di ostensione. La mistica di Paravati ne aveva parlato con monsignor Luigi Renzo, vescovo [...]
Le immagini di un inedito backstage di un calabrese di Tropea
di Franco Vallone “La tenda in piazza” film diretto da Gian Maria Volonté Dopo quaranta anni escono fuori da un cassetto le immagini di un inedito backstage, girato in 8mm a Piazza di Spagna, da un calabrese di Tropea Il film, girato in 35 mm nel 1970 a Roma, per la regia, sapiente regia, di [...]
Eco tasse: un rivoluzione ambientalista, sociale e liberista
di Marco Cappato e Elisabetta Zamparutti (Radicali italiani) Pubblicato su “Il Foglio” del 01.05.2010 A 16 anni di distanza dal tremontiano “spostare le tasse dalle persone alle cose”, è necessario non solo passare dalle parole ai fatti, ma anche prendere in considerazione l’immenso patrimonio delle risorse naturali finora fiscalmente trascurato. Spostare le tasse “dal lavoro [...]
Il lavoro, la Calabria e l’emigrazione
di Giovanna Canigiula La prima pagina dell’Avvenire Vibonese del 18 marzo 1893 è interamente dedicata al fenomeno dell’emigrazione, in preoccupante ripresa dopo un breve rallentamento della corsa. La grave crisi agraria di fine secolo, infatti, colpisce la Calabria e, in particolare, il settore agricolo. Si calcola che, tra il 1870 e il 1915, abbia lasciato [...]
Considerazioni demografiche
di Salvatore Colace La popolazione mondiale sta invecchiando in maniera abbastanza rapida: in Europa gli ultra sessantacinquenni rappresenteranno nel 2020 più del 25% della popolazione totale. In Italia la situazione è ancora più critica: gli ultrasessantenni sono già al livello del 34%. Questo netto cambiamento demografico- legato all’allungamento della vita e a una riduzione della [...]
Gli africani di Rosarno, moderni figli della gleba
di Filippo Curtosi Richiamano alle labbra una voce in uso tra i Greci dell’età classica che significa seme e quando patteggiando col proprietario fa inserire nel contratto il suo diritto al “paraspolo”, fa ritornare al pensiero la parola dei suoi avi ellenici come pure li fa rivivere quando nella stagione propizia si reca con la [...]
Festa del lavoro, ma in realtà c’è poco da festeggiare
“Il Sud dell’Italia, è stato abbandonato dagli abitanti, partiti in cerca di lavoro. Ma altri immigrati, ancora più poveri, arrivano al prenderne il posto.” Festa del 1° maggio, festa del lavoro e dei lavoratori. Ma stando alla crisi economica che sta incrementando la disoccupazione e considerando il numero dei morti (oltre mille all’anno) e degli [...]
Abbandonato? Non è omicidio quello di Cucchi?
di Giuseppe Candido “Se davvero ci si abitua ad avere dentro di sé – come orizzonte – la morte, a questo punto poi la si crea e la si produce”. E’ il caso dell’emergenza delle carceri coi suicidi di disperazione ed è il caso Cucchi pestato e morto perché abbandonato dallo stesso Stato che ne [...]
Telai, fucine e folklore giuridico
di Filippo Curtosi La vera cultura”, sostiene lo scrittore Juan Manuel de Prada, è quella che nasce da ciò che i romantici tedeschi chiamavano Volkgeist, “lo spirito del popolo”; deve essere una emanazione naturale della gente, che canta, balla, racconta, dipinge, perché sente il bisogno di esprimere qualcosa che le appartiene nel profondo, qualcosa che [...]
Emigrare e immigrare
di Franco Vallone Le due statue, policrome e inghirlandate di tutto punto, di San Basilio Magno, protettore di Cessaniti, e della Vergine Santissima della Lettera, venerata nella frazione Pannaconi, avanzano lentamente assieme, tra la gente, in una processione un poco più corta del solito. La marea di gente in movimento prosegue lenta, in un itinerario [...]
Crisi economica e fine del lavoro
di Francesco Santopolo Sebbene la civiltà umana si sia strutturata attorno al concetto di lavoro e il lavoro rappresenti una componente essenziale dei processi economici, il mercato, assunto a feticcio ideologico, lo sta escludendo dal processo e oggi si contano oltre 200 milioni di disoccupati e un tasso di esclusione vicino al 7%. La cosa [...]
Questione di padri
di Giuseppe Maria Matina Un buon padre di famiglia è colui che, capace di osservare attentamente il presente, riesce a vedere dove esso si diriga, quali tempeste o bonacce si preparino e si dispone al peggio per affrontarle, costruendo fortificazioni e mettendo da parte il necessario. E se, invece o nello stesso tempo, intravede opportunità [...]
Molestie, tentate violenze e maltrattamenti sul posto di lavoro per ottenere favori sessuali: rinviato a giudizio un ex preside
Buon 1° maggio, se potete di Giuseppe Candido Stop violenze sulle donne Molestie e maltrattamenti sul posto di lavoro per ricevere piaceri sessuali. Oggi sappiamo che denunciare si può e si deve. A seguito di indagini durate oltre due anni e su richiesta del Pubblico Ministero Simona Rossi, durante l’udienza preliminare dello scorso 30 aprile [...]
Quando l’unanimità conviene
Giovane Calabria: Rinviata dalla nuova giunta Scopelliti l’entrata in vigore della nuova normativa antisismica regionale calabrese di Giuseppe Candido In Calabria – è bene ricordarlo – oltre al terremoto del 1908 vi furono periodi sismici prolungati per mesi, addirittura per anni, e con terremoti di intensità considerevole e distruttrice. Nel periodo sismico connesso con il [...]
SULLA «SERRA», LA COLLINA DEI FANCIULLI E DELLE NINFE, POTREBBERO SORGERE ORRIBILI PALE
di SERGIO D’ELIA Salento, i giganti possono tomare Il forte rischio di un mostruoso impianto eolico Riceviamo da Elisabetta Zamparutti la segnalazione dell’articolo di Sergio D’Elia pubblicato su Gazzetta del Mezzogiorno del 26 aprile 2010 e volentieri pubblichiamo questo intervento-racconto sul rischio che corre uno scorcio del Salento magico. L`intervento è scritto in collaborazione con Oreste [...]
Se prevale l’indifferenza
di Giuseppe Candido Pubblicato su “il Domani” il 26 aprile 2010 Ha ragione da vendere Bersani nell’affermare che ci sono molti modi per tradire una costituzione, per tradire, cioè, quei “valori che sono fioriti” durante la resistenza “nel sangue di tante sofferenze” e che hanno portato alla liberazione. Ed ha ragione quando individua nell’indifferenza e [...]
“I Radicali si trovano oggi a un bivio”
L’intervento di Mario Patrono al Comitato di Radicali Italiani Bisogna guardarsi alla specchio e fare una scelta chiara: se assumere, nel campo della politica una posizione libertaria o di un liberalismo sensibile ai problemi sociali come avevamo fatto scegliendo la Rosa nel Pugno I Radicali al bivio: “Un’alternativa è che i Radicali continuano ad essere [...]
Le pressioni su Perfidia. Intervista di Radio Radicale ad Antonella Grippo
“La ‘ndrangheta è più garantista di certa editoria” ascolta l’intervista ad Antonella Grippo di Andrea Billau il 13 aprile 2010 Contenuto originale sito internet www.radioradicale.it con licenza creative commons 2.5 Italia (www.Radio Radicale.it) Ascolta l’intervista Articoli correlati :Diretta dalla Camera 16 ottobre 2010. Dieci anni dalla morte di An... Cossiga è morto e Marco Pannella [...]
Affruntata, metafora, simbolismo e segno
di Franco Vallone Affruntata – Foto: Franco Vallone La devozione popolare delle nostre genti meridionali ha creato e scritto, con la sua religiosità popolare e con varie esternazioni folkloriche, un vangelo delle apparizioni del Cristo alla Madonna, detto comunemente Affruntata, Svelata, Cumpruntata, Cunfrunta o Cumprunta. L’Affruntata si svolge annualmente a Vibo Valentia ed in molti [...]
Tragica verità sulla morte di Stefano Cucchi: “Omicidio preterintenzionale”
di Giuseppe Candido Ora finalmente ci sono le perizie medico-legali della procura che iniziano a delineare la verità su ciò che è avvenuto al povero Cucchi dopo essere stato arrestato. Stefano, geometra di 31 anni, morto in carcere sette mesi fa dopo essere stato arrestato, si sarebbe potuto salvare. Il pool di medici legali nominati [...]
Se anche il PD dimentica Wojtyla
di Giuseppe Candido Pubblicato su “il Domani della Calabria” P.1 il 12/04/2010 Anche la comunità di Sant’Egidio si mobiliterà per affrontare l’emergenza delle carceri italiane. E’ un’ulteriore suicidio, il diciottesimo di quest’anno, nelle nostre patrie galere ad obbligarci a riflettere ancora: un giovane di 39 anni a Benevento si è tolto la vita impiccandosi. Poi [...]
Pannela a Perfidia: “Speriamo non ti facciano fuori perché mi hai invitato”
Anche Pannella sulla chiusura di Perfidia vuole saperne di più. di Giuseppe Candido Intervenendo al termine della consueta trasmissione-conversazione domenicale con il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin, anche il leader radicale Marco Pannella si interroga sulla vicenda di Perfidia e ricorda la sua amicizia con il Tony Boemi senior, fondatore della TV calabrese: “Sono [...]
Natuzza Evolo il miracolo di una vita
Il volume di Luciano Regolo verrà presentato a Paravati di Mileto (venerdì 9 aprile), a Vibo Valentia (sabato 10 aprile), a Lamezia Terme (domenica 11 aprile) e a Guardia Piemontese (il 12 aprile) di Franco Vallone Storia…! si, Natuzza Evolo è già storia. La dolce storia di una semplice donna di Calabria che, senza volerlo, [...]
Radicali: Pasqua con sorpresa … nelle carceri
E' ancora emegenza
di Giuseppe Candido
Pubblicato su "Il Domani della Calabria" del 7.4.2010
Lo ha detto chiaramente il Presidente Napolitano nel suo discorso di fine anno: non sono più tollerabili carceri in cui non ci si rieduca e dove troppo spesso si muore. Lo ha fatto notare “Ristretti Orizzonti”, il giornale dalla Casa di Reclusione di Padova e dell'Istituto di Pena Femminile della Giudecca: “Con la morte del detenuto Emanuele Carbone salgono a 50 i detenuti morti nelle carceri italiane, di cui 15 per suicidio”. Lo scorso anno – ricorda sempre il mensile – i decessi furono 175 di cui 72 per suicidio. Spesso parliamo di abolire la pena di morte nel mondo ma è la pena, così disumana, così afflittiva e insopportabile, che trasforma l'intollerabile detenzione operata in condizioni di ristrettezza disumana, nel suicidio, suicidio di liberazione.
La Pasqua nella tradizione popolare calabrese: Canti e suoni della Settimana Santa
di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido
Canti e suoni della Settimana Santa nel teatro della Fede in Calabria tra riti cattolici e Greco-Bizantini.
“Maffiusu i Pasca” era inteso (e forse lo è ancora) colui che con eleganza esagerata alla domenica mattina di Pasqua per la messa o alla sera della stessa giornata andava in giro odoroso di lavacri e rifulgenti di “panni novi di Montalauni” coi capelli inchiodati all’indietro sulla testa cosparsa di brillantina “Linetti”.
RU486: Euforie elettorali e la corona degli imperatori
di Giuseppe Candido Luca Zaia – Giuseppe Scopelliti – Roberto Cota Pubblicato su “Il Domani della Calabria” del 4.4.2010 Mentre Berlusconi “scende in campo” anche on line su face book, e mentre nei retroscena dei giornali aleggia ancora la vicenda dei preti pedofili dei “Legionari di Cristo” e di come il Vaticano insabbiò tutto, Benedtto [...]
I 150 anni dell’unità d’Italia e Giuseppe Mazzini, precursore del nuovo diritto pubblico europeo
L'apostolo che ci ha mostrato il cammino verso un nuovo mondo
Uno di quegli eroici veggenti. “Mentre l’Italia dormiva, egli vegliava pensava e agiva”
Per l'Unione dei partiti radicali. Per “la sovranità del popolo, libero di ogni laccio di chiesa costituita e militante”
per cura di Giuseppe Candido e Filippo Curtosi
“Foste schiavi un tempo,
poi servi,
poi salariati:
sareste fra non molto,
purché lo vogliate,
liberi produttori e fratelli nell’associazione.”
Prima l'unione della Lombardia al Regno di Sardegna, la fusione con l'Emilia, la Romagna e la Toscana sino al loro congiungimento alla Sicilia, al Mezzogiorno, alle Marche e all'Umbria e, nel 1861, venne proclamato il Regno d'Italia. L'embrione era stato generato. "Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbiano sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Da Torino addì 17 marzo 1861".
Pannella a Perfidia per la chiusura della campagna elettorale
Pannella chiude la camnpagna elettorale per le regionali del 2010 in Calabria e conclude da Antonella Grippo, la giornalista che conduce la trasmissione Perfidia di Telespazio tv
“Avanti figliuoli, per la vittoria o la morte”.
di Giuseppe Candido e Filippo Curtosi
In memoria di Antonino Scalfari, giornalista politico e uomo di grande cultura calabrese
di Giuseppe Candido
*A Nino Scalfari
Troppo alta la meta, troppo alta la stella/che a te folgorava dai celi profondi,/ veemente il tumulto di giovani mondi,/ creati da te, nell'anima bella. (...) Nelle prime ore del mattino del 28 marzo del 1921, si sparse in Città fulminea la notizia ferale che Nino Scalfari, il valoroso Soldato, il mutilato eroico, il professionista esimio, “avea cessato di vivere nella vicina Bivona”. Sono passati quasi novant'anni ma il suo esempio, l'esempio di un politico giornalista e di un uomo di cultura che combatte per la libertà e per la sua terra, può essere utile a noi calabresi che, da sempre, ricerchiamo il “riscatto” dalla nostra condizione subalterna. “La triste nuova corse di bocca in bocca e Monteleone tutta rimase scossa, incredula della sciagura e con la speranza viva che la notizia non fosse vera. Avvenne un vero pellegrinaggio”. Poi il trasporto della salma e l'annunzio ufficiale alla cittadinanza da parte dell'amministrazione Comunale di cui pure faceva parte per il bene del Paese. Nel trigesimo dalla morte di Nino, il 27 di Aprile del 1921, l'Azione, periodico “politico amministrativo del circondario” di Monteleone (oggi Vibo Valentia), una delle tante testate edite nei primi decenni del secolo trascorso in Calabria, pubblicava un intero numero monografico (A. I n°5), un'edizione straordinaria, interamente dedicata al ricordo dell'“eroico Scomparso” di cui tutti, oggi, conoscono il famoso nipote giornalista e a cui pure Gabriele d'Annunzio aveva porto l'omaggio estremo inviando, in gentil dono, un' “aulente rosa”. ...
Pannella a Catanzaro al Casalinuovo
"Solo con Callipo, in Calabria, si può fare una rivolta nonviolenta sociale, politica e morale". Con queste parole Marco Pannella, storico leader dei radicali, ha confermato la sua presenza per la chiusura della campagna elettorale a Catanzaro con Pippo Callipo candidato presidente della Regione Calabria. L'appuntamento è all'auditorium Casalinuovo su via Pugliese a Catanzaro alle ore 18.00 di venerdì 26 marzo.
Pannella in Calabria per chiusura campagna elettorale
Notiziola per liberali doc. Lo ha annunciato lo stesso Marco Pannella ieri sera, 21 marzo, durante la conversazione settimanale a radio radicale: il prossimo 26 marzo terrà IL comizio a Catanzaro, presso l'auditorium Casalinuovo, per la chiusura della campagna con Pippo Callipo candidato a presidente della Regione Calabria
Politica e informazione
di Giuseppe Candido
pubblicato su "Il Domani della Calabria" del 20 marzo 2010
Definire democratiche le prossime elezioni regionali è un eufemismo. Soprattutto se si considera un dato: soltanto 5 milioni di Italiani, rispetto ai 52 milioni di aventi diritto al voto, leggono almeno un quotidiano al giorno. Dopo l'approvazione da parte della Commissione parlamentare di vigilanza del regolamento della par conditio, la Rai ha addirittura inteso sospendere le trasmissioni di approfondimento: annozero, porta a porta, ballarò hanno lasciato il campo alle tribune politiche “truffa” mandate in onda il mattino alle 9 e 30, quando anche le casalinghe sono uscite per fare la spesa. Il Regolamento della Commissione parlamentare di vigilanza obbligava la tv di stato, per la quale i cittadini pagano il canone, a trasmettere nelle ultime 4 settimane prima del voto, in condizioni di parità di spazi a tutti i partiti, conferenze stampa dei leader, messaggi autogestiti, tribune elettorali.
Giuseppe Berto, Renato Castellani, il brigante
di Franco Vallone
Pubblicato su Calabria Ora il 18.03.2010
Castellani
Giovedì 18 marzo 2010, alle ore 20,00, presso la Casa del Cinema di via Fiorentini a Catanzaro, per “Opera a sud” ancora un interessante incontro, curato dalla Cineteca della Calabria, con "La Calabria gli scrittori, il cinema" della stagione cinematografica 2009-2010 denominata “Mezzogiorno tra documentario etnografico e cinema antropologico”. Oggi è la volta di Giuseppe Berto e “Il brigante” di Renato Castellani. Molti, ancora oggi, a Tropea ricordano Castellani il regista che “camminava con Berto” perchè Castellani nella città “Perla del Tirreno” ha abitato per diversi anni. Lui, come Berto, era nato lontano dalla Calabria, in provincia di Savona a Finale Ligure, il 4 settembre 1913 e, fino a dodici anni, aveva vissuto in Argentina dove i genitori erano emigrati da tempo.
Pannella: la Rai Calabria da denuncia penale. Callipo: lo specchio di questa brutta politica
MARCO PANNELLA HA COMMENTATO QUESTA MATTINA A RADIO RADICALE L’ESCLUSIONE DI PIPPO CALLIPO DALLA TRIBUNA POLITICA DEL TG CALABRIA. CALLIPO: LA RAI CALABRIA SPECCHIO DI QUESTA BRUTTA POLITICA CHE I CALABRESI DEVONO AVERE IL CORAGGIO DI BOCCIARE CON IL VOTO IL 28 E 29 MARZO “Di quello che è successo a Callipo bisogna informare immediatamente [...]
Giovanna Fiumara: “Giù le mani dei partiti da ASL e sanità”
“I disabili sono abbandonati”. Giovanna, che parla da malato dritto al cuore della politica, è candidata a Crotone, la sua città: “Scusi, le serve il riluzolo? Ma cchi de ch'è (cos'è che è)? Una cosa che si mangia o si beve?” No, – continua Giovanna Fiumara che coi radicali si batte per i diritti di tutti i disabili come lei - “il rilazolo è una medicina di base per il trattamento della SLA, spiega la dottoressa che con la malattia convive da tre anni e, “fino ad oggi è senza questa medicina”... “Agazio Loiero parla solo dei 280 punti che ha fatto ma di quello che non ha fatto, del disastro economico e dell'inefficienza sanitaria in cui lascia la Calabria e i calabresi, soprattutto i disabili, di tutto questo perché non ne parla? Perché, da politico, non si assume le sue responsabilità politiche?”
Dal corpo dei malati al cuore della politica: l’intervento di Giovanna Fiumara
Malata di SLA, la sclerosi laterale amiotrofica, e candidata con la lista Marco Pannella alle regionali della Calabria. Il programma politico, i diritti dei disabili, legalità e trasparenza ... Guarda il video
il video delle denunce di Giovanna Fiumara, malata di SLA e candidata per la lista Marco Pannella in Calabria
Giovanna Fiumara dallo scorso 18 febbraio può finalmente parlare, dopo tre anni di malattia, con il comunicatore. Le sue parole dirompono nella sala del dopolavoro ferroviario dove si è presentata la Lista Marco Pannella che, in Calabria, sostiene la candidatura di Pippo Callipo a presidente.
Le regole e il consenso
di Giuseppe Candido
Pubblicato domenica 07 marzo 2010 su "Il domani della Calabria"
Può il consenso fare a meno delle regole? Forse è proprio questo il punto. Può la democrazia fare a meno della sua stessa legge, del “patto che ci lega”, e crollare, collassare, al minimo controllo di legalità? E' sempre di strage di legalità che si parla nella battaglia politica che i Radicali della lista Pannella stanno portando avanti. La vicenda delle liste in Lombardia e nel Lazio sono assai diverse tra loro. Come diverso è il caso “Calabria” sollevato con il ricorso di Franco Corbelli e dove le elezioni sarebbero, il condizionale è d'obbligo, a rischio annullamento per la mancata previsione dei meccanismi per l'assegnazione dei nove seggi del Consiglio, del quota maggioritaria, non più assegnati col listino del presidente perché abolito. L'accesso agli atti richiesto dal Radicale Marco Cappato in Lombardia con la conseguente esclusione, per ora confermata dai giudici della Corte d'Appello di Milano, della lista di Formigoni e con irregolarità sulle firme riscontrate pure sulla lista di Penati, candidato del PD, è una vicenda assai diversa da quanto accaduto nel Lazio dove il PdL non ha presentato la lista in provincia di Roma per un panino o un candidato dell'ultimo momento e per cui si pretendeva di accedere per la presentazione ben tre quarti d'ora dopo l'orario di chiusura.
Dal corpo dei malati al cuore della politica
Care amiche e cari amici di abolire la miseria della Calabria,
vi ricordo che domani, sabato 6 marzo alle ore 17.30 presso la sala del dopolavoro ferroviario adiacente al liceo classico Pitagora di Crotone, si terrà la presentazione della lista Bonino Pannella che a Crotone ha per apri lista, Giovanna Fiumara, medico internista malata di SLA e che, come Luca Coscioni, ha deciso di portare la sua battaglia nella politica.
Ancora frane in provincia di Vibo Valentia
di Franco Vallone
Ancora importanti eventi franosi stanno interessando la provincia di Vibo Valentia. Si sono aperte in questi giorni vere e proprie fenditure che squarciano il terreno, le strade, i muri e le case. Il fatto inedito che emerge in queste ore è veramente inquietante: gli squarci, le ferite della terra, sono lunghi molti chilometri e passano da un paese all'altro sulla stessa linea.
Strage di legalità è strage di popoli
di Giuseppe Candido.
Pubblicato su "Il domani della Calabria" del 01.03.2010 pag.6
Maierato a Vibo Valentia, Ianò a Catanzaro sono soltanto gli ultimi nomi, in ordine strettamente temporale, di un un lungo elenco di disastri idrogeologici cui sicuramente sono destinati ad aggiungersene altri e che hanno, come vera causa, non già l'eccezionalità dell'evento meteorico quanto, piuttosto, l'incapacità di fare previsione e prevenzione.
Vicende religiose di Zambrone
di Franco Vallone il nuovo libro di Corrado L’Andolina Sono solo cinquanta pagine ma sono vere e proprie “pagine-tesoro” per il paese di Zambrone e per le sue frazioni, un contenitore di tante memorie che erano, ormai da anni, rimaste sepolte in polverosi manoscritti ecclesiastici. Corrado Antonio L’Andolina ha risolcato l’antico tratto della scrittura, aiutato [...]
Debito pubblico a 1,7 miliardi di euro. Il buco nero della Calabria
comunicato stampa dell’associazione Calabria Libre In un momento politico di poca chiarezza, e soprattutto di crisi morale diffusa dalle Alpi a Lampedusa, la società civile si indigna, alza la testa e non solo reagisce ma si dimostra in grado di assumersi le sue responsabilità, confrontandosi con la politica anche sul piano elettorale. Consci dei potenti [...]
Abolire la miseria della Calabria è in stampa
tra qualche giorno sarà in distribuzione presso le edicole calabresi al costo di un euro. In piccolo contributo alla cultura, alla storia e alla politica laica e liberale calabrese
La prima pagina
Welby, l’uomo che scriveva da Dio
“Ocean Terminal”, romanzo postumo, ricorda Bukowski e Kafka
di Alessandro Litta Modignani
Piergiorgi Welby, Ocean terminal
C’è molto Bukowski nel romanzo postumo di Piergiorgio Welby, il malato terminale che appellandosi al Presidente Napolitano e scrivendo “Lasciatemi morire”, sconvolse i sonni di politici clericali e alti prelati nell’autunno del 2006.
Le persone reinventano l’informazione: Nasce Net1News
Care amiche e amici di “Abolire la miseria della Calabria”,
Nettuno, dio delle acque correnti e del mare
a seguito dell'invito riservato ricevuto, come direttore editoriale, ho il piacere di annunciarvi che, anche il nostro periodico nonviolento di storia, arte, cultura e politica laica e liberale calabrese ha inteso aderire al progetto di Net1news, la prima rete italiana di blog d'informazione libera il cui principio di base è molto semplice: Unire le forze.
Il progetto parte dal Veneto ma ha già contagiato molti siti d'informazione libera in tutta Italia con l'obiettivo comune di creare un'area compartecipata – non un semplice aggregatore di notizie – su cui far convivere diverse aree tematiche e categorie geografiche.
Net1News verrà presentato ufficialmente al prossimo Festival Internazionale del Giornalismo in programma a Perugia dal 21 al 25 aprile 2010. L'appuntamento, intitolato Le persone reinventano l'informazione e organizzato dal giornalista Vittorio Pasteris, è per sabato 24 aprile. Il relatore sarà Giacomo Vizzotto, project manager di Net1News assieme a Massimo Romanello. All'incontro parteciperanno Salvatore Aranzulla blogger, Alessandro Bonino blogger, Robin Good di Masternewmedia.org, Emanuele Menietti blogger e lo stesso Vittorio Pasteris.
Senza un cambiamento di rotta appare appare inevitabile l’ “Appello al Cielo”
di Vittorio Emanuele Esposito
pubblicato il 17 febbraio su Rivoluzione Democratica, noterelle di politica e cultura su Blogspot
Quando, in un regime costituzionale, le regole che disciplinano la formazione della volontà, la libera scelta dei rappresentanti del popolo, il processo democratico delle decisioni, la funzione di controllo sugli atti del governo, vengono reiteratamente messe in discussione, eluse, forzate e alterate da una maggioranza parlamentare che, non riconoscendo il ruolo e le ragioni dell’opposizione e ignorando quella consistente parte di elettorato che non si è espressa esplicitamente con un voto, mostra di voler interpretare solo se stessa e non l’interesse generale del popolo che le consente di governare;
La scomparsa a Briatico di Alfonso Prostamo
di Franco Vallone
Si chiamava Alfonso Prostamo ed era, ormai da tempo, la vera memoria storica del mare di Briatico, e di quella marineria costituita da pescatori che detenevano gli antichi saperi dei mestieri del mare. I Prostamo, assieme agli Accorinti, sono stati infatti i componenti delle famiglie più antiche legate al mondo del mare a Briatico.
Frane e responsabilità politiche
di Giuseppe Candido
L'incuria umana e di una classe dirigente che, ai vari livelli, non è stata in grado di governare l'utilizzo del territorio. A Maierato gli sfollati li conta la cronaca. La Calabria frana e paga oggi il prezzo dell'intervento umano – dissennato e distorto – sul territorio. E' accaduto già in passato in Calabria, a Sarno e Quindici nel salernitano a Messina e, in generale, nel mezzogiorno d'Italia dove alluvioni e frane assieme ai terremoti hanno provocato danni e morti. L'allarmante situazione idrogeologica, dalla Sicilia alla Campania passando per la Calabria e Basilicata, è sotto gli occhi di tutti. Meno di un anno fa sulle cronache era la frana sull'autostrada Salerno Reggio Calabria. Prima ancora un susseguirsi di eventi: l'alluvione e il disastro del Camping Le Giare sul torrente Beltrame a Soverato, le frane di Cavallerizzo e Cerzeto, l'alluvione dell'Esaro di Crotone e chi più ne ha più ne metta. Il Presidente Giorgio Napolitano ha parlato di “Situazione di diffuso dissesto idrogeologico, in gran parte causato dall'abusivismo edilizio, nel messinese e in tante altre parti d'Italia”. E ancora più chiaramente ha detto: “O c'è un piano serio che investe, piuttosto che in opere faraoniche, per garantire la sicurezza in queste zone del Paese, o si potranno avere altre sciagure”.
Maierato e la sua “terra ferita”
di Franco Vallone
A Maierato questa mattina non c'era nessuno in giro per le sue strade, per i suoi vicoli. Un vero paese fantasma con vecchiette, avvolte nello scialle più scuro, traslocate con poveri fardelli e sguardi persi nel vuoto, materassi spostati dalla più solida staticità quotidiana. Un paese oggi ripieno di simboli di svuotamento e annullamento e da tanti mezzi di soccorso che illuminano di lampeggianti blu le belle stradine del centro storico, le chiese arroccate sulle scalinate e le case con il basilico nelle lattine dei pelati sull'uscio.
sembra di essere tornati indietro nel tempo, a quando l'acqua piovana e le frane si portarono via Papaglionti di Zungri, altro paese calabrese ferito, centro interamente trasferito per frana, paese drammaticamente spaesato per sempre. Frana o non frana la Statale 522 a Pizzo? Frana o non frana a Vibo Marina? e a Longobardi? e Stefanaconi? e la strada di Pannaconi e quella di Sciconi, franerà o non franerà?
Asilo politico per l’illegalità patente delle Istituzioni
di Giuseppe Candido
“Se non si rimuovesse immediatamente la situazione di patente, totale illegalità della situazione politico-elettorale in Italia”, Pannella rinuncerà ad essere cittadino italiano e chiederebbe asilo politico ad uno degli altri Stati membri dell’Unione europea.
Mentre nei talk show di Rai e Mediaset si discute della protezione civile e del suo super man che va a mignotte, nella consueta conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella alla radio radicale non si parla di Bertolaso ma di altri scandali. Si parla del problema che i radicali pongono sulla questione delle liste e della raccolta delle firme prescritte. Del fatto che la Rai, il servizio pubblico televisivo, non informa i cittadini come avrebbe dovuto. Un problema pratico, quello della raccolta delle firme, ma anche un problema di legalità, che investe i fondamenti della legge, e lo stato di diritto.
...
Massimo Villone, intervistato da Claudio Landi ai microfoni Radio Radicale sul discorso delle firme, alla domanda del giornalista che chiedeva se le firme siano, o meno, diventate – di fatto - uno strumento del regime per cercare di controllare le varie forze politiche, così si esprime: “Si, può darsi che lo sia diventato. Storicamente, la prescrizione che richiedeva la raccolta di firme in occasione delle elezioni, valeva per le forze politiche che non avessero una rappresentanza parlamentare, e si giustificava con l'idea che, mentre con le prime con la rappresentanza parlamentare acquisita era dimostrato il radicamento e la presenza nella comunità e nel sistema politico, per chi volesse, al di fuori da quella rappresentanza già acquisita, uscire nella competizione politica veniva posta la necessità di provare un minimo radicamento e la presenza con la raccolta delle firme. Quindi chi era già rappresentato non li raccoglieva.
Non è il mal tempo a fare paura, ma il malgoverno del territorio
di Giuseppe Candido
Catanzaro e altre città calabresi sono in ginocchio, devono essere sgomberate intere famiglie a causa del dissesto idrogeologico. Ma i cittadini devono sapere che non è l'eccezionalità di un evento meteorico, che di eccezionale non ha nulla, a causare frane, alluvioni, cedimenti e vittime. Ma il mal governo del territorio sul quale non si è saputo prevenire, monitorare, mitigare il rischio. Monitoraggio, interventi di consolidamento dei versanti in frana. Né Peppe Scopelliti, durante la giunta Chiaravalloti, né Agazio Loiero in cinque anni, hanno saputo gestire queste priorità limitando l'intervento all'emergenza.
GUARDA IL VIDEO
Libertà di ricerca e ricerca di libertà
di Giuseppe Candido
Il 20 febbraio di quattro anni fa moriva un alfiere che, al pari di Galileo e di Giordano Bruno, ha condotto la sua battaglia per la libertà di ricerca e per la ricerca di libertà in questo Paese dove, i proibizionismi bigotti e clericali continuano a dettare le linee politiche.
“Se noi vivessimo in un mondo giusto, capace di non confondere ciò che è bene con ciò che è male, la lotta coraggiosa di Luca sarebbe sfociata in un movimento sociale forse inarrestabile. Non è colpa esclusivamente di Berlusconi: c’è anche l’apatia generalizzata delle persone”. E' così che si esprime il Premio Nobel per la letteratura Josè Saramago nell’intervista concessa di recente al mensile dell'associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.
Libertà di parola per Giovanna
Giovanna vuole parlare, chiede soltanto che le venga dato al più presto il comunicatore vocale che le darà la libertà di parola che una malattia come la SLA e l'inefficienza sanitaria non gli consentono più di avere autonomamente. Il diritto di manifestare, con ogni mezzo, il proprio pensiero è sancito dall'Art 21 della nostra Costituzione. E' evidente che tale principio debba trovare la sua piena applicazione in qualsiasi momento della nostra vita. Anche e soprattutto, quando si è malati, affetti da una grave malattia che tende, ogni giorno che passa, ad immobilizzarti sempre di più e ad impedirti di svolgere una vita normale. Ma non è di “caso umano” che si tratta bensì di un caso politico.
Nucleare? Sole e vento, la grande opportunità della Calabria
di Giuseppe Candido
pubblicato su “Il Domani della Calabria” del 15 Aprile 2009
L’annuncio del Governo di un ritorno “alla grande” al nucleare. Sapendo che questa soluzione è già stata scartata dall’Italia mediante un referendum, ci siamo chiesti, sempre nell’ottica di un federalismo fiscale prossimo e imminente, se questo ritorno convenga all’Italia, se convenga alla Calabria, una regione che dovrebbe puntare sulla qualità dell’ambiente. Soprattutto, abbiamo cercato di capire, andando un po’ a documentarci, se effettivamente il nucleare fosse in grado di risolvere i nostri problemi di approvvigionamento energetico.
...un giudice francese ha emesso avvisi di garanzia nei confronti dei capi della sicurezza dell’Edf, la società elettrica francese, per essersi introdotti illegalmente – secondo l’accusa – nei computer dell’attivista ecologista di Greenpeace, Yannick Jadot, che in Francia è leader capolista per le prossime elezioni europee per il movimento “Europe Ecologie”. Nel computer – secondo l’attivista ambientalista – i vertici della sicurezza Edf stavano cercando “i dossier che documentano le loro menzogne”. Le menzogne sarebbero quelle della “nuova propaganda sull’atomo” che – sempre secondo le dichiarazioni rese alla stampa da Jadot – cerca di far passare l’idea che sia pulito, sicuro ed economico. Gli studi fatti ...
Le regole per i talk show: domande, risposte & i tuoi commenti
dichiarazione dell'On Marco Beltrandi
parlamentare radicale, membro della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai-tv
In queste ore sono volate dichiarazioni di condanna da ogni parte nei confronti del regolamento sulla par condicio che ho proposto e fatto approvare dalla Commissione di Vigilanza sulla Rai. Questo testo rappresenta una conquista storica per il movimento radicale, e per le battaglie condotte sul fronte dell'informazione degli ultimi 40 anni.
Primarie meridionali
di Giuseppe Candido
Primarie si, primarie no, primarie per legge e poi legge abrogata. Niente primarie: c'é l'accordo con l'UDC poi non c'é più e riecco spuntare le primarie. La vicenda del PD calabrese fa venire il mal di testa dell'elettore e sta sfuggendo di mano anche al povero Bersani. Prima le primarie si dovevano tenere per legge e sarebbero dovute essere primarie di coalizione: “Il decreto di indizione l’ho firmato” – dichiarava Agazio Loiero - “ed è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione. Le primarie si svolgeranno regolarmente il 10 gennaio. La macchina organizzativa è già in moto secondo le previsioni della legge che porta la mia firma e quella del presidente del Consiglio Bova”.
Dopo di ché l'assemblea del consiglio regionale, nell'ultima seduta del 2009, rinviò alla prossima legislatura l'entrata in vigore del regolamento
PANNELLA: L’ASSASSINIO DI PIPPO CALLIPO SAREBBE ISCRITTO NELLE COSE, CALABRESI E ROMANE
Anche abolire la miseria della Calabria si associa al comunicato diramato da Marco Pannella e conferma, ancora una volta se ce ne fosse bisogno, il sostegno a Pippo Callipo e alla rivoluzione che egli prospetta e che, parlando di merito in sanità, sconvolge l'ambiente delle nomine partitocratiche in Calabria
"Occorre scongiurarlo anche perché questo è l'apparente cruna d'ago attraverso la quale è necessario vitalmente passare".
Roma, 4 febbraio 2010 • Dichiarazione di Marco Pannella
"È bene non commettere l’enorme errore di sottovalutare le minacce di morte a Pippo Callipo. Il problema ci appare semplice: la partitocrazia calabrese, come quella romana, non può permettersi di far gestire ad una personalità come Pippo Callipo (...)
INCONTRO CON VITTORIO DE SETA
il Sistema Bibliotecario Vibonese
e l'Associazione di volontariato culturale “Non mollare”
Venerdì 5 febbraio 2010 ore 17.30 Auditorium del Sistema Bibliotecario Vibonese vi aspettano per un "INCONTRO CON VITTORIO DE SETA* E la Presentazione del volume “La Calabria: antologia della rivista di letteratura popolare La Calabria” diretta da Luigi Bruzzano
A cura di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido
Intervengono: Vittorio De Seta, Filippo Curtosi, Giuseppe Candido, Giuseppe Braghò
Seguirà la proiezione del cortometraggio "I Dimenticati" Di Vittorio De Seta
*Vittorio De Seta
Nato il 15 ottobre del 1923 a Palermo, ha esordito come autore di documentari di ispirazione neorealista incentrati sulle condizioni dei lavoratori in Sicilia e Sardegna ( Isole di Fuoco, Primo Premio per il documentario al Festival di Cannes 1955; Sulfarara, Targa d’argento al Premio David di Donatello 1956/ 57 e numerosi altri).
Banditi a Orgosolo del 1961, di cui cura anche produzione, montaggio,
fotografia e sceneggiatura, è il suo primo film non documentario: un’opera scarna, essenziale e di forte contenuto sociale interpretata da attori non protagonisti che si aggiudica il Premio Opera Prima alla Mostra di Venezia, il Nastro d’Argento per la miglior fotografia in bianco e nero ed altri prestigiosi riconoscimenti.
Gli altri suoi film non documentari sono Un uomo a metà, di carattere più intimista ed introspettivo (1966), L’invitata, unico film prodotto da De Seta nell’ambito di una produzione “regolare” (1969), Diario di un maestro che è una protesta del regista contro lo “spreco” (l’espressione è di Danilo Dolci) che l’Italia fa degli Italiani (1972, per la Rai Radiotelevisione Italiana).Negli ultimi anni il cinema di De Seta è stato anche centro di una serie di omaggi negli Stati Uniti. Nel 2005 Martin Scorsese ha introdotto i suoi film al Full Frame Festival e al Tribeca di Robert De Niro.
Il MOMA (Museum of Modern Art di New York) lo ha inoltre celebrato
quest’anno come maestro del cinema del reale con una retrospettiva dal 24 al 30 giugno. Per la prima volta è stato presentato negli Stati Uniti anche Diario di un maestro. Gli altri titoli di punta della rassegna sono stati Banditi a Orgosolo e Un uomo a metà e dieci documentari tra cui quelli girati in Sicilia e Sardegna prima del boom economico.
Chiare, fresche e dolci acque
Avevano detto è tutto a posto: le acque degli invasi sono pure come acqua di fonte. Queste affermazioni sembrano non trovare riscontro nei risultati emersi dalle analisi commissionate dai Radicali. Verrebbe quasi da invocare l’intervento dell’OMS. Di certo occorrerà nuovamente interrogarsi sul ruolo dell’Arpab ed è altrettanto certo che, al più presto, sarà necessario far effettuare analisi ad ampio spettro da parte di organismi indipendenti. La Procura della Repubblica di Potenza farebbe bene a procedere alla nomina di un CTU. Leggendo i risultati e i dati, finalmente chiari, pervenuti dal laboratorio accreditato a cui abbiamo consegnato alcuni litri di acqua proveniente dagli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno, siamo rimasti attoniti.
Nelle prossime ore renderemo pubblici i risultati delle analisi sulle acque della Camastra, Pertusillo e Montecotugno
“Presentazione dei risultati emersi dalle analisi commissionate sulle acque degli invasi della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno”
Quella guerra si poteva evitare
di Giuseppe Candido
Una bella domanda per Blair, Berlusconi e Bush: “Come mai Blair decise di boicottare l'unica vera alternativa alla guerra al dittatore iracheno rappresentata dalla possibilità concreta che questi andasse in esilio?” Una domanda che, però, è rimasta inevasa anche all'audizione di Tony Blair, lo scorso 29 gennaio alla commissione d'inchiesta sulla guerra in Iraq. Bugiardo e assassino urlano i familiari dei caduti britannici in Iraq e, secondo la Bbc, l'urlo scatta quando l'ex premier ha affermato di avere “responsabilità ma non rimorsi” per aver deciso di abbattere Saddam Hussein. Ma la guerra in Iraq poteva essere evitata. Saddam Hussein era pronto ad andare in esilio, ma si preferì il conflitto.
Carne da Lavoro
di Giovanna Canigiula
Ce n’est qu’un debut
Il Rapporto Italia 2010 dell’Eurispes racconta un paese sull’orlo del collasso: viviamo in un ‘cantiere aperto’ con costi altissimi per l’economia e un rischio concreto per la ‘tenuta stessa della democrazia’, in cui non c’è capacità progettuale, gli stipendi sono i più bassi dei paesi industrializzati, è costante il peggioramento delle condizioni di vita di fasce sempre più ampie della popolazione, si continuano a perdere posizioni nelle graduatorie internazionali della competitività e del reddito.
Elezioni senza democrazia
di Giuseppe Candido
L’interesse della sussistenza dello stato – scriveva quasi cento cinquant'anni fa Giuseppe Mazzini - è comune: “Ivi i migliori per ingegno e virtù hanno dovere e diritto al raggiungimento dei pubblici negozi, e vengono eletti da tutti, rimanendo sindacabili, amovibili, responsabili”. Ma oggi di responsabilità la politica non ne vuole sentir parlare più e spesso cambia le proprie leggi a convenienza per rimanere inamovibili, per restare irresponsabili dell'operato svolto durante il mandato. La degenerazione della democrazia, la sua involuzione dei costituenti, oggi accelera in Italia. E' dal 2006, da tre anni, che tutte le elezioni si tengono, in Italia, in condizioni di completa illegalità. Una regola semplice del diritto pubblico, che è anche una regola del Consiglio d'Europa, vorrebbe che non si cambino le leggi elettorali a meno di un anno prima del voto. La ragione è molto semplice, chiara anche ai più sprovveduti: così facendo, il diritto elettorale “del popolo sovrano” viene manipolato dal potere, dal governo e dai partiti, per fare in modo che, gli elettori, non abbiano, in realtà, la piena sovranità popolare esercitata col voto.
La sagra di Piscopio. “Sorrideva nell’azzurro la dolcezza maliosa”.
di Filippo Curtosi
Pubblicato su Calabria Letteraria (Anno LVII N°1-2-3 Genn./Febb./Mar. 2009)
Il giovane professore Ausonio Dobelli, mandato ad insegnare nel regio liceo di Monteleone di Calabria dove insegnava pure Luigi Bruzzano direttore della rivista di letteratura popolare “La Calabria”, scrisse una lettera ad un suo amico di Milano, per fargli sapere alcune usanze osservate nei paeselli calabresi e che Luigi Bruzzano, appassionato di tradizioni popolari della Calabria, pubblicò sulla sua Rivista di letteratura popolare. Con un linguaggio un po’ arcaico e forse per questo ancor più bella e trattandosi di una lettera che ci riguarda; che riguarda la vita popolare calabrese di un tempo, una lettera che come un affresco dipinge il paesaggio colorito della nostra terra, dell’abito locale, delle feste, crediamo anche noi sia quantomai opportuno pubblicarla sul nostro periodico a distanza di oltre centodieci anni.
Filippo Curtosi
Monteleone Calabro, 2-12-1899
Caro Edoardo,
.... E davvero, oltre alla radiosa lucidezza del cielo e del mare – azzurro sorridente nell’immenso sole – oltre alle vedute mirabili che l’altopiano ci affaccia ne’ pianori e ne’ poggi folti delle morbide selve degli ulivi, e ci apre nei lenti valloni rivestiti di orti e vigne e frutteti, di quanti altri spettacoli belli o nuovi l’osservatore più superficiale pasce la mia curiosità!
Sono radicale nell’animo
Intervista di Radio Radicale a Pippo Callipo sull'accordo con la lista Bonino Pannella e sul programma elettorale
Dopo che pubblicamente avevamo preso chiara posizione nel sostegno a Pippo Callipo contro la partitocrazia dei veleni calabresi, sia personalmente sia come associazione di volontariato culturale “Non Mollare”, siamo oggi felici nell'apprendere che anche la lista Bonino Pannella e i Radicali sosterranno Pippo Callipo come presidente per la Calabria.
Una vera rivoluzione, pacifica, nonviolenta, ovviamente, per portare la Calabria nella normalità. La gente vuole aggiustata la sanità, vuole il mare pulito … bisogna avere il coraggio di fare le scelte. Qui da noi è mancato il coraggio, si è guardato alla poltrona. Oggi sono sguinzagliati a fare preferenze. Sanità nell'interesse del malato e non nell'interesse del primario, nell'interesse dell'amico o dell'amico dell'amico. In Calabria dobbiamo abolire il “compare”.
Rosarno e dintorni
di Francesco Santopolo
È successo non per caso. Nel 2008 a Rosarno e Castel Volturno. Ancora a Rosarno, nei primi giorni del 2010. L’Africa ha detto no alla criminalità organizzata che vuole prendersi le vite dei migranti, dopo essersi presa le nostre, anche se fingiamo di non essercene accorti, nascosti dietro la nostra ingorda indifferenza.
La “grande magia degli immigrati- l’ha definita Roberto Saviano (Nigrizia, 9/09)-” che “arrivano disperati, accettano assurde condizioni di lavoro …” Poi accade che le organizzazioni criminali tolgano loro ciò per cui hanno lottato fino in fondo: cioè la vita, il lavoro, il respiro, la possibilità di avere una famiglia. Quando questo accade, l’intera comunità africana si ribella” (ibidem).
È stato così anche a Rosarno? Certo, e lo dice con chiarezza un corsivo di Montecristo (Calabria Ora, 9 gennaio) dal titolo significativo, “Se gli stranieri si ribellano alle ‘ndrine”. Certo se il patriarca della famiglia Pesce è stato “costretto a sparare col fucile da caccia per disperdere gli assedianti” (ibidem). E perché con un fucile da caccia? Probabilmente perché in Calabria, per un pregiudicato, è meno complicato avere la licenza di caccia che il porto d’armi.
Carnovalaccio: tra il sacro e il profano
Il fantoccio di Carnevale e l’antica tradizione carnascialesca in Calabria
di Franco Vallone
Un’antica tradizione popolare carnascialesca si rappresenta, in quasi tutto il territorio calabrese, e prevede la costruzione di un fantoccio, dalle sembianze umane, di un personaggio chiamato “Carnalavari” o “Vicenzuni”. Perché Carnevale, nella tradizione popolare, si chiamava proprio Vincenzo. Ed ecco cosa si scriveva nel 1598 nell'Avviso a certi curati contra uno abuso del principio della Quaresima. "…intendiamo che tuttavia per coteste parti, non ostante altri nostri avisi, nel principio della Quaresima et anche nelle Domeniche di essa, si commettono varii inconvenienti ancora in luoghi sacri sotto nome di Carnovalaccio
Istituito nel 1923 chiude l’ufficio postale di San Costantino di Briatico
Intervista all'assessore comunale alla cultura, Agostino Vallone, sulla chiusura dell'Ufficio Postale di San Costantino di Briatico.
di Franco Vallone.
Dopo ben 87 anni cala il sipario, anzi la serranda, su un altro ufficio postale storico della provincia di Vibo Valentia. L’ufficio di San Costantino di Briatico è stato uno dei più longevi della provincia di Vibo Valentia se non dell’intera Calabria. Istituito infatti nel 1923 serviva una utenza che apparteneva non solo alla più popolosa frazione di Briatico, ma anche a Potenzoni, a Mandaradoni e, anche se per un periodo di tempo limitato, perfino al Comune di Zungri: è ancora vivo tra la popolazione il ricordo del “postale” che si fermava a San Costantino per scaricare i sacchi della posta. Purtroppo, oggi, sotto i colpi della scure della legge del profitto e della speculazione economica, Poste Italiane ha abbattuto l’ultimo baluardo nella frazione di San Costantino. I “rami secchi” sono stati recisi con prevaricazione del relativismo e capitalismo estremo sull’aspetto sociale.
In prima linea
di Giuseppe Candido
“Bisogna che sia chiaro che la Calabria è in prima linea nella lotta contro la criminalità, è in prima linea per la sicurezza e per la libertà del nostro Paese, e tutti, lo Stato nazionale, le sue istituzioni le sue forze, dobbiamo tutti essere in prima linea con la Calabria”.
I fatti di Rosarno dove “non si è saputo prevenire”, l'integrazione e la 'ndrangheta che dà dimostrazione di forza. Dopo quanto accaduto dall'inizio dell'anno Giorgio Napolitano è a Reggio Calabria ed ha incontrato tutte le istituzioni, un vertice coi Magistrati, l'incontro con il Presidente della Regione Agazio Loiero e con il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. “La mafia in Calabria blocca lo sviluppo”. ...
Ma ... la lotta che ci chiedono di combattere è una lotta impari perché, se anche si considerano i 6 miliardi di euro sequestrati alle mafie nell'ultimo anno, pure quest'importo astronomico rappresenta solamente un misero 10% degli oltre 60 miliardi di euro che la 'ndrangheta porta a casa ogni anno come proprio “fatturato”. (...)
Forse dovremmo guardare come sta cambiando la lotta al narcotraffico nei paesi che spesso invochiamo ad esempio.
L’attualità del socialismo liberale di Carlo Rosselli
Dalla prefazione di Antonio Landolfi.
Piero Lacaita Editore, 2006. (pag. 219) € 15,00.
Gli antecedenti storici del “liberalsocialismo”, o “socialismo liberale” che dir si voglia (ai nostri tempi considerati pressoché sinonimi, anche se sul piano teorico sono state riscontrate divergenze tra le due espressioni) si fanno risalire all’incirca alla seconda metà dell’Ottocento, ed alla figura ed all’opera del pensatore inglese John Stuart Mill.
Fu infatti questi ad operare la più incisiva analisi critica del limite costituito dal liberalismo tradizionale, muovendosi però sempre da una posizione coerentemente liberale. Una posizione puramente conservatrice rischiava infatti, a suo giudizio, di annullare la coerenza con i suoi stessi presupposti.
Per Stuart Mill la sfera dei diritti di libertà realizzata grazie al pensiero ed all’azione politica liberale non poteva considerarsi completa e soddisfacente, se non si ampliava a quei diritti politici, elettorali, civili e sociali rispondenti alle esigenze di ceti e di realtà che non venivano rappresentate e realizzate dalla classe dirigente. Il liberalismo, per lui, non avrebbe dispiegato mai pienamente i suoi effetti se non accogliendo in sé queste istanze che una posizione conservatrice tendeva a negare, ed in parte consistente rappresentate dalle istanze socialiste che si andavano affermando: la richiesta di ampliamento del diritto di voto, il riconoscimento dei diritti di uguaglianza dei sessi, la libertà di associazione, un’equa distribuzione della ricchezza prodotta, ivi compresa la proposta di un’economia solidaristica, cooperativa e partecipativa aperta ai lavoratori, un’istruzione diffusa rivolta all’emancipazione delle classi più deboli.
4 riflessioni sui fatti di Rosarno: il documento sottoscritto da docenti universitari e politici
1)Esistono in Calabria condizioni di sfruttamento della mano d’opera bracciantile extracomunitaria incompatibili con la permanenza dentro i confini dello stato di diritto. Ad essere fuori da questa cornice non sono però, come crede qualcuno, soltanto i protagonisti della vicenda in atto, cioè le vittime dello sfruttamento e i loro carnefici, ma l’intera porzione di territorio nazionale che trasforma in denaro per gli occidentali lo sfruttamento degli immigrati extracomunitari. Mai come in questo momento diviene chiaro il legame tra la rottura del “diritto” e la crisi dei “diritti”.
2)Il ripristino della “legalità” non consiste nell’allontanamento degli immigrati africani o nella loro espulsione, ma nella critica politica e sociale della pratica del loro sfruttamento (...)
Illustrissimo Signor Presidente Napolitano: “LA CALABRIA RISCHIA DI DIVENTARE LA SOMALIA DELL’OCCIDENTE”
LETTERA APERTA DELL’INDUSTRIALE PIPPO CALLIPO, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE, AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO: “LA CALABRIA RISCHIA DI DIVENTARE LA SOMALIA DELL’OCCIDENTE”
Illustrissimo Signor Presidente Napolitano,
dopo i terribili fatti di Rosarno, che anzitutto chiedono il rispetto per l’umanità delle persone, intervenga Lei per la Calabria abbandonata. La Sua decisione di venire in Calabria in qualche modo è rincuorante. La reazione di alcuni Ministri, l’inesistenza della Regione persino sul fronte dell’assistenza socio-sanitaria, l’impotenza del volontariato e di tutte le benemerite “agenzie” in favore degli immigrati, dopo il fuoco e le fiamme di Rosarno nella Piana di Gioia Tauro, ci dicono che vi è una sottovalutazione drammatica del “caso” Calabria. Rosarno non è che un punto critico di un quadro regionale che oggi è già fuori dalle regole democratiche. Chi Le scrive non è una “Cassandra” ma un imprenditore che vive ed opera in Calabria. Non soltanto Rosarno è un problema grave, ma la Calabria intera è una polveriera sociale. Se le Istituzioni nazionali, compresi i vertici dei partiti, non interverranno per tempo, la Calabria ha il destino segnato: sarà un’area senza sviluppo, senza regole, con un’infima qualità della vita, con ampie sacche del territorio inquinate e con una delle mafie più pericolose; e la Calabria è Italia, Europa.
L’Occidente, egregio Presidente, sta lasciando che la Calabria diventi la sua Somalia. (...)
Vite al Nero
di Giovanna Canigiula
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camicie americane.
Subito i Calabresi diranno,
come da malandrini a malandrini:
«Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!»
(Pasolini P.P., Profezia, in Alì dagli occhi azzurri, 1964)
In uno dei tanti ghetti neri del Sud d’Italia è scoppiata, per la seconda volta nel volgere di un anno ma forse imprevedibile nella forma, la rivolta. Degli africani ribelli, ridotti nelle nostre campagne in stato di schiavitù, sappiamo ormai quasi tutto tranne il numero esatto, non essendo possibile un censimento: a Rosarno, dove fino a ieri si contavano ufficialmente circa duemila presenze, sono arrivati nei primi anni Novanta e sono stati impiegati nella raccolta invernale delle arance. Da ottobre ad aprile si radunavano, tutte le mattine alle cinque, sulla Nazionale e qui venivano caricati e portati nei campi. Dopo 14 ore di lavoro, per 20- 25 euro al giorno nel migliore dei casi, tornavano in ricoveri di fortuna, come il vecchio capannone poco fuori il centro abitato dove un tempo si lavoravano le arance.
Clandestini nella terra promessa
di Giuseppe Candido
Quando si lascia la propria terra in cerca di un futuro migliore di quello che l'Africa o altre parti del mondo ti prospettano non lo si fa per diventare criminali o violenti rivoltosi. Si emigra, si lascia la propria patria spinti dalla miseria e, soprattutto noi calabresi dovremmo ricordacelo bene, visto che migranti lo siamo stati pure noi. La Calabria ha cominciato “bene” il nuovo anno: prima l'ordigno esplosivo alla procura di Reggio Calabria. Poi, dopo la befana, al posto del carbone i migranti di Rosarno in rivolta. Quei migranti che normalmente coltivano i nostri campi e fanno quei lavori che noi calabresi non vogliamo più fare, si sono scatenati dopo essere stati presi a colpi di carabina con fucili ad aria compressa.
Un decennio senza Bettino
di Filippo Curtosi
Occorre ancora “una radicale ristrutturazione del sistema politico italiano in conformità con il modello delle grandi democrazie europee”
Il 19 gennaio ricorre il decimo anniversario della morte di Bettino Craxi in Tunisia, ad Hammamet. Per il mio amico Giuliano Ferrara Craxi “è stato un uomo di stato, un uomo politico enorme, leale, morto in esilio secondo la volontà farisaica dei suoi nemici. Un socialista autonomista, scrive Ferrara sul Foglio, cresciuto alla scuola disordinata e generosa di Pietro Nenni”. Insomma secondo il Direttore del Foglio e amico del leader del vecchio Psi, questi ha rappresentato come dire il genio tattico, il Socialismo garibaldino con una visione liberale. Nel 1989 in occasione del 45 congresso nazionale socialista, Bettino Craxi pubblicò l’introduzione di un volume “I socialisti verso il 2000” nella quale dichiarò che occorreva “una radicale ristrutturazione del sistema politico italiano in conformità con il modello delle grandi democrazie europee, dove i partiti socialisti sono la forza trainante dello schieramento riformatore”.
Salvemini, bastian contrario e sincero democratico. Solo Commemorazione?
di Filippo Curtosi
Meglio arruolare e mobilitare: Emergenza democrazia in Italia? Il Processo farsa di Anna Politkovskaya.
La figura di Gaetano Salvemini, nel cinquantenario della sua scomparsa viene restituita alla luce grazie ad un saggio di Gaetano Quagliarello (Gaetano Salvemini, il Mulino, Bologna 2007,pp 313) che ripercorre in modo organico l’intero arco della sua esistenza dal 1873 al 1975, soffermandosi su temi di scottante attualità come la morte della patria e sulla partitocrazia. Salvemini, dopo l’uscita dal Partito socialista,all’indomani della prima guerra mondiale ed in particolare di fronte al delitto Matteotti che inquieta Salvemini tanto che diventa uno dei principali propagandisti dell’antifascismo in campo internazionale e per questo fortemente osteggiato da Mussolini. Il fascismo nella lettura salveminiana non è visto come reazione al pericolo di una rivoluzione bolscevica che, come afferma lo stesso Salvemini non è mai esistito se non come” forma di agitazioni e disordini senza scopo provocati da una sinistra massimalista e inconcludente”. Il fascismo assume nella lettura dello storico pugliese i connotati di un fenomeno antiparlamentare. Antifascista de anticomunista tanto e vero che accostava fascismo italiano e comunismo sovietico e fu proprio Gaetano Salvemini a far da guastafeste nel “ Congresso internazionale antifascista degli scrittori per la difesa della cultura” che si svolge a Parigi nel 1935, presieduto da Gide e Malraux ed è li che denuncia il caso dell’arresto di Victor Serge per” trozkismo”. "Esiste una polizia segreta sovietica come la Gestapo e come l’Ovra che tiene prigioniero un intellettuale come Serge”. Scoppia il finimondo e tutta l’intellettualità è costretta a chiedere la liberazione di Serge. Togliatti nel 1945 lo ricorderà come “ un provocatore trozkista che deve la vita alla campagna di stampa borghese per la sua liberazione dalla Lubianka aizzata da Gaetano Salvemini”.
CENSURA E LIBERTA’ DI STAMPA
di Marilisa Curtosi
È la stampa, bellezza, e tu non puoi farci niente
In questo periodo la domanda che frequentemente viene da porsi è se esiste la di libertà di stampa in questo Paese che definiamo come “democratico”.
Possiamo veramente parlare di “parole in libertà” o è rimasto solo un logo della corrente del Futurismo? (...)
La libertà di stampa venne ufficialmente proclamata a Parigi con la DICHIARAZIONE DELL’UOMO E DEL CITTADINO il 26 Agosto 1789. Vi si stabiliva che << la libera comunicazione del pensiero e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo: ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo rispondere degli abusi nei casi determinati dalla legge>>
Come ben ricorda Mario Infelise, insegnante di Studi Storici,ne ”i libri proibiti” . Uno dei più famosi è quello del 10 maggio 1933 , di fronte all’Università d iBerlino, dove bruciavano le opere degli autori liberali e democratici, perché doveva risultare chiaro che< la presa del potere nazista sulla Germania non si limitava alle istituzioni, ma doveva incidere in profondità sulle coscienza>.
Il capodanno radicale … nel carcere di Padova
Ch'altri l'appella antro di Polifemo,
palazzo altri d'Atlante, e chi di Creta
il laberinto, e chi l'Inferno estremo
(che qui non val favor, saper, né pietà),
io ti so dir; del resto, tutto tremo,
ch'è rocca sacra a tirannia segreta.
E' Chiaro
Marco Pannella, Michele Bertoluzzi e Rita Bernardini nel carcere di Padova
I rigori delle Banche e le fauci degli usurai
di Giuseppe Candido
E' ormai certo: il 2009 sarà ricordato come l'anno della crisi. Crisi delle banche, crisi dell'economia, crisi dell'occupazione. E a ricordare che “La crisi si supera se le banche fanno credito” è stato il Presidente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet. Ma i rigori delle banche già in passato avevano gettato nelle mani degli usurai piccole e medie imprese. E' la storia ad insegnarcelo. Al sud e in Calabria, in particolare, la disoccupazione tocca oggi tassi a due cifre raggiungendo record storico negativo per i giovani che, se non s'interviene, saranno destinati, per fame e per miseria, al “brigantaggio” moderno. Servirebbe un rilancio dell'economia, servirebbero riforme ma il sistema creditizio, nel mezzogiorno, è ancora quello maggiormente oneroso, un sistema che agli imprenditori in crisi chiede il rientro immediato dei fidi.
Buon anno
La redazione di RadioRadicale.it augura buon 2010 offrendo i discorsi dei Presidenti degli ultimi trent'anni. Noi vi linkiamo i contenuti e ci associamo nell'augurio per un Buon anno carico di giustizia, pace, nonviolenza.
Da Sandro Pertini fino a Giorgio Napolitano, dal 1980 al 2008, tutti i messaggi di fine anno dei Presidenti della Repubblica sono stati registrati integralmente da Radio Radicale, e sono da oggi disponibili online nella loro versione integrale, in audio o video sul sitoRadioRadicale.it.
Buon 2010
La Redazione di Radio Radicale mette a disposizione augurando a tutti un buon 2010. Nell'archivio di Radio Radicale sono conservate le registrazioni integrali dei messaggi di fine anno degli ultimi 30 anni, che spesso sono stati oggetto di autorevoli ricerche di carattere scientifico, linguistico o politologico, ed oggi sono a disposizione dei nostri utenti, alla vigilia dell'atteso messaggio del Presidente Napolitano. Noi di Abolire ringraziamo la Radio Radicale e pubblichiamo i contenuti offerti anche sul nostro sito per diffondere, offrire conoscenza.
Buon 2010
Campanella vero riformatore anche per la Chiesa. Intervista a Germana Ernst
di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido
Il carcere è una metafora fortissima in Campanella … che consente di apprezzare e far capire veramente che cos'è la libertà
Germana Ernst, ordinaria di Storia della filosofia presso l'Università Roma Tre, lo scorso 3 dicembre 2009 è intervenuta al convegno “Calabria, Italia, Europa – Immagini della Cultura del Rinascimento” organizzato dalla Provincia di Vibo Valentia in collaborazione col Sistema Bibliotecario Vibonese e dal Comune di Francica. La professoressa Ernst, che è intervenuta sull'autobiografia di Tommaso Campanella e su “Natura, profezia e politica nelle poesie di Campanella”, oltre ad essere un'insigne filosofa il cui parere rappresenta “giurisprudenza”, è una persona semplice che da sempre “ama” Tommaso Campanella e la Calabria. Filippo Curtosi, il nostro direttore responsabile, l'ha intervistata a margine del convegno proprio sull'eretico penitente e ostinato Tommaso Campanella che pagò col carcere la libertà del suo pensiero, sulla poesia e sull'attualità della politica di Campanella.
La forza della verità e l’apostolo della nonviolenza
di Giuseppe Candido
Pubblicato il 27 dicembre su "Il Domani della Calabria"
La parola satyagraha significa "forza della verità" e deriva dai termini in sanscrito satya (verità), la cui radice sat significa "Essere", e Agraha (fermezza, forza). Il satyagrahi è il “rivoluzionario” non violento che fa proprio il compito di “combattere la himsa – la violenza, il male, l'ingiustizia – nella vita sociale e politica, per realizzare la Verità”. Egli dà prova di essere dalla parte della giustizia mostrando come la sua superiorità morale gli permetta di soffrire e ad affrontare la morte in nome della Verità: «La dottrina della violenza riguarda solo l'offesa arrecata da una persona ai danni di un'altra. Soffrire l'offesa nella propria persona, al contrario, fa parte dell'essenza della nonviolenza e costituisce l'alternativa alla violenza contro il prossimo.»
Il 30 gennaio di sessantadue anni fa, Mohandas Karamchand Gandhi, il Mahatma, grande anima, politico ma anche guida spirituale del popolo indiano, veniva ucciso a Nuova Delhi. Mentre si recava nel giardino per la consueta preghiera pomeridiana, un fanatico indù con legami con il gruppo estremistra Mahasabha lo fredda con tre colpi di pistola.
S.P.Q.V. Senatus Populusque Vibonensis
di Giuseppe Candido
Giovan Battista Marzano (Laureana di Borrello RC, 1842-1902) fu un calabrese studioso di storia e delle tradizioni popolari, linguista. Tra le sue numerose pubblicazioni di cui ricordiamo qui soltanto, a puro titolo esemplificativo, il “Dizionario etimologico sul dialetto calabrese”, “Una pagina della nostra storia Municipale, ossia la Città di Monteleone di Calabria dal 1420 al 1508” e “Delle origini calabre, ossia studi storici intorno agli Osci”, ve ne una pubblicata nel 1904, oltre cent'anni fa, specificatamente dedicata all'emblema araldico della Città di Vibo Valentia dove allora ci si chiedeva, nella discussione in seno al civico consesso, se inserire o meno la sigla S.P.Q.V. denotante l'acronimo di Senatus Populusque Vibonensis.
“A me, che in quel momento capitavo in mezzo a loro – spiega lo studioso – vollero anche porre il quesito e dimandare come la pensassi; ed io fui sollecito a dichiararmi per l'affermativa, e n'assegnai le ragioni, precipua che Vibo Valentia, cui successe l'odierna Monteleone, era stata Municipio Romano, e come tale reggevasi con le sue leggi, nominava i suoi magistrati, aveva il suo Senato, batteva le sue monete”.
Il nuovo numero di Abolire la miseria
Periodico nonviolento di storia, arte, cultura e politica laica liberale calabrese
Care amiche e cari amici di Abolire
Abbiamo chiuso ieri, 18 dicembre, alle ore 23.00, il nuovo numero che, in queste ore, è in stampa. Piombo su carta dunque e, ancora per questo numero unico del 2009, sarà distribuito ai nostri sostenitori e, in copia omaggio, con tiratura di 10.000 copie, nelle cinque città calabresi capoluoghi di provincia, nella provincia di Catanzaro a Lamezia Terme, a Soverato e nei principali comuni della fascia ionica catanzarese. Registrato presso il Tribunale di Catanzaro col n°1 il 9 gennaio 2007, Abolire la miseria della Calabria giunge dunque al suo terzo anno di esistenza. Sia pur con pubblicazioni sporadiche, in relazione alla scarsità di fondi, e con vicissitudini ingrate, siamo ancora qui. Completamente rinnovato nei contenuti e, parzialmente nella grafica, Abolire la miseria della Calabria si propone, quale organo d'informazione dell'associazione di volontariato culturale “Non Mollare”, il fine di promuovere la diffusione della storia e della cultura della nostra regione per aumentare il livello di consapevolezza e di coscienza critica, attraverso la collaborazione volontaria degli autori, cui va uno specifico ringraziamento. Siamo cambiati assumendo la dizione di “Periodico nonviolento di storia, arte, cultura e politica laica e liberale calabrese” perché crediamo che, nel periodo che viviamo, che il nostro Paese sta vivendo, di cambiamento ci sia una forte necessità, soprattutto in Calabria, ma crediamo pure che, la rivoluzione necessaria e urgente, debba essere nonviolenta e di tipo culturale.
Abolire la miseria, abolire la povertà degli strati più in difficoltà della popolazione, nazionale e mondiale, è sempre di più cosa urgente e di straordinaria attualità. In Calabria, per farlo, abbiamo bisogno di riappropriarci della nostra storia perché conoscere cosa si è stati significa comprendere meglio ciò che si è e ciò che è l'altro.
L'associazione “Non Mollare” per questi motivi intende promuovere il recupero delle tradizioni popolari e della cultura calabrese attraverso azioni formative, informative ed editoriali anche multimediali, volte ad ampliare la conoscenza e la diffusione delle ricchezze della nostra regione in Calabria, in Italia e nel Mondo. Cercheremo di pubblicare una collana di studi di livello scientifico e che attingono all'ordine culturale del nostro territorio calabrese, con l'intento di riproporre editorialmente le zone meno esplorate del patrimonio culturale calabrese e, allo stesso tempo, affrontare argomenti e aspetti inediti della storia non solo locale. Rivolgendoci ai migranti e, nello specifico, al migrante calabrese, in realtà il progetto culturale che abbiamo in mente prevede il recupero e la valorizzazione editoriale delle tradizioni popolari calabresi e non calabresi, dei migranti di oggi e di ieri, come strumento “politico” in grado di promuovere l'integrazione delle identità culturali di un popolo e quindi di tutti i popoli. Nello specifico il progetto di “Integrazione delle diversità col recupero della cultura e delle tradizioni popolari calabresi” prevede studi, ricerche, pubblicazioni anche multimediali e/o web supportate, l'organizzazione di convegni, seminari di studio, manifestazioni volte alla pro- mozione, qualificazione e sviluppo delle seguenti tematiche: (...)
Su e giù per Monteleone
di Filippo Curtosi
Il giovane professore Ausonio Dobelli, mandato ad insegnare nel regio liceo di Monteleone di Calabria dove insegnava pure Luigi Bruzzano direttore della rivista di letteratura popolare “La Calabria”, scrisse una lettera ad un suo amico di Milano, per fargli sapere alcune usanze osservate nei paeselli calabresi e che Luigi Bruzzano, appassionato di tradizioni popolari della Calabria, pubblicò sulla sua Rivista di letteratura popolare. Con un linguaggio un po’ arcaico e forse per questo ancor più bella e trattandosi di una lettera che ci riguarda; che riguarda la vita popolare calabrese di un tempo, una lettera che come un affresco dipinge il paesaggio colorito della nostra terra, dell’abito locale, delle feste, crediamo anche noi sia quantomai opportuno pubblicarla sul nostro periodico a distanza di oltre centodieci anni.
Filippo Curtosi
Monteleone Calabro, 2-12-1899
Caro Edoardo,
.... E davvero, oltre alla radiosa lucidezza del cielo e del mare – azzurro sorridente nell’immenso sole – oltre alle vedute mirabili che l’altopiano ci affaccia ne’ pianori e ne’ poggi folti delle morbide selve degli ulivi, e ci apre nei lenti valloni rivestiti di orti e vigne e frutteti, di quanti altri spettacoli belli o nuovi l’osservatore più superficiale pasce la mia curiosità!
Nell’ultima mia, parlando degli usi comuni, m’impegnai pure di offrirti il disegno colorito dell’abito locale e degli abbigliamenti; in questa cercherò di radunare brevemente e disporre in quadretti (di quale efficacia poi?) le memorie di alcuni episodi, che mi occorsero nelle frequenti passeggiate.
“Finanza creativa” del dottor Stranamore
Martedì prossimo, 15 dicembre, ricominceranno i lavori sulla manovra fiscale con il Governo che, molto probabilmente, chiederà un'ennesima fiducia sul provvedimento prevedendo il disco verde sia al disegno di legge di bilancio e sia a quello sulla finanziaria per giovedì. La manovra che, al netto di sorprese dell'ultimo secondo, dovrebbe essere licenziata a Montecitorio senza modifiche, passerà poi in Senato, per la terza ed ultima lettura, la settimana prima del Natale. L'opposizione ha ridotto a soli 49 gli emendamenti presentati con il fine, dichiarato, di togliere “l'alibi dell'ostruzionismo” e consentire una discussione sul provvedimento “normale”, senza “l'esautorazione delle prerogative del Parlamento rappresentata dal voto di fiducia” e garantendo di arrivare al voto finale del provvedimento entro giovedì, con gli stessi tempi, in pratica, in cui verrebbe approvata qualora il Governo decidesse di porre la fiducia. Davvero una situazione paradossale. Per essere più chiari, Dario Franceschini, intervistato da Giovanna Reanda, ai microfoni di Radio Radicale ha dichiarato che “Difronte ad un'opposizione che – tutta insieme – presenta 49 emendamenti soltanto e garantisce di far approvare la finanziaria negli stessi tempi in cui verrebbe approvata col voto di fiducia è chiaro che, se a questa offerta la maggioranza dicesse no, il governo pone la fiducia perché ha paura che non ci sia tenuta politica tra i propri parlamentari”. E che tra la maggioranza vi siano delle crepe è evidente. In effetti, il Professore Giuliano Cazzola, economista riconosciuto e deputato del PdL, pure lui intervistato dalla giornalista, ha evidenziato le sue perplessità sulla manovra che, tra le risorse in entrata, vede soltanto la variabile rappresentata dallo scudo fiscale per il rientro dei capitali e l'utilizzo del TFR, il trattamento di fine rapporto dei lavoratori dipendenti, destinato per i fabbisogni dello Stato. In pratica niente aiuti alle imprese, niente investimenti per infrastrutture o per il rilancio dell'economia ma destinazione del TFR per coprire la spesa corrente della sanità col rischio, non infondato considerata la situazione della Sanità nelle diverse regioni, che diventi strutturale con l'impossibilità futura di destinare l'uso di tali risorse per gli scopi di sviluppo cui erano destinati in precedenza. Un aspetto, questo, se non altro originale considerati i tempi di crisi che invece richiederebbero, con questi chiari di luna, un'aiuto alle imprese sia come sgravi promessi e sia anche con la realizzazione e l'ammodernamento della rete infrastrutturale. “Non c'è traccia di aiuti neanche come sgravi IRAP. Una mossa di dottor Stranamore, una battuta simpatica – conclude Cazzola – che in qualche modo esprime la situazione”.
Chiesa: “istituzione anacronistica”. Lo scisma è qui?
di Alessandro Litta Modignani
Nel suo lungo viaggio fra i cattolici adulti (“Lo scisma – Cattolici senza Papa”, 300 pagine, Longanesi) Riccardo Chiaberge si reca in visita a una cospicua lista di quei credenti, quasi tutti cattolici praticanti, che mandano puntualmente il cibo di traverso alle gerarchie vaticane. Sono personaggi noti e meno noti, laici ed ecclesiastici, storie di vita e di fede che non rientrano nello stereotipo che vorrebbe il “buon cristiano” ligio ai dettami della Chiesa.
La carrellata parte dal frate eremita che si oppone “alla concezione anticristiana della vita e della famiglia diffusa dal berlusconismo”, non risparmia Radio Maria (“Per me è un veleno.... Un fanatismo lontano anni luce dal messaggio evangelico”) e osserva acutamente: “Celibe dev’essere il monaco, non il prete”. Poi è la volta della cosiddetta “secessione viennese”, con il suo cupo corollario di scandali a sfondo pedofilo. Sfilano i parroci di base, le suore comboniane, i gesuiti non allineati, i “missionari in Padania” – e naturalmente quelli in Africa, che distribuiscono preservativi per limitare la diffusione dell’Aids. Un apposito capitolo è dedicato ai “Preti in amore”, i vari Bollettin, Milingo, don Sante e molti altri.
La Rossa di Tropea sul calendario Agip Gas 2010
di Franco Vallone
E' il nuovo Calendario AgipGas 2010, patinato, colorato e stampato in tiratura altissima, in distribuzione in questi giorni gratuitamente in tutta Italia. Il calendario, denominato "Terra Mater" e sottotitolato "Dalla nostra terra, i sapori dell'Italia", presenta, nelle sue dodici facciate, il meglio della produzione tipica nazionale. C'è il Prosciutto di Norcia per gennaio, il radicchio di Treviso per febbraio, il pane di Altamura per marzo, il carciofo Romanesco ad aprile, a giugno la carota del fucino, il fico d'India dell'Etna a luglio e il peperone di Senise ad agosto, il fungo di Borgotaro a settembre, mentre, rispettivamente, i mesi di ottobre, novembre e dicembre sono dedicati alla mela della Val di Non, alla Castagna di Montella e al famoso pecorino sardo. Una intera pagina del calendario, quella relativa al mese di maggio è dedicata alla Cipolla Rossa di Tropea, "famosa nel mondo, si legge testualmente, per il suo profumo e per la sua leggerezza, si distingue dalle altre varietà per la sua dolcezza. Definita per le sue qualità "Oro Rosso di Calabria", la cipolla rossa di Tropea viene coltivata lungo la costa medio alta tirrenica calabrese, su appezzamenti assolati prospicienti il mare, che si affacciano sullo Stromboli, il leggendario vulcano delle Eolie. I suoli dove si coltiva sono di natura vulcanica, freschi, profondi e ricchi di potassio, responsabile della particolare fertilità. (...)
Dai “professionisti” ai docenti dell’antimafia
di Giuseppe Candido
Pubblicato su "Il Domani della Calabria" il 10.12.2009
Quando Leonardo Sciascia scrisse “I Professionisti dell'antimafia”, il famoso articolo pubblicato il 10 gennaio 1987 sul Corriere della Sera, non avrebbe mai immaginato che le cose, in Italia, potessero evolvere come invece hanno fatto regalandoci un Paese in cui, alla notizia dell'arresto di un paio di boss siciliani latitanti, ministri e politici della maggioranza esultano e cantano vittoria, autoproclamndosi, addirittura, dei veri e propri “docenti dell'antimafia”. Dai magistrati “professionisti dell'antimafia” di cui parlava Sciascia, oggi siamo ai politici “docenti dell'antimafia”. “La Mafia è già in ginocchio” dice Alfano. Ma la mafia, la 'ndrangheta, sono sempre li, anzi la 'ndrnagheta si espande più forte che mai e rappresenta, nel mezzogiorno, un problema enorme.
Ascoltare le parole degli altri. Frammenti di vita
di Franco Vallone
Il prossimo 12 dicembre 2009, presso la Sala delle Laudi del Vescovato di Mileto, si terrà la presentazione del volume di Carmela Cocciolo dal titolo “Frammenti di vita”. Il fermarsi ad ascoltare le parole degli altri, l'osservare la natura ed i piccoli-grandi protagonisti, gli uomini, che credono, illudendosi, di poter cambiare il corso della loro vita senza l’aiuto quotidiano di Dio; sono, questi, gli argomenti del volume postumo di poesie di Carmela Cocciolo, pubblicato dalle Edizioni Ursini di Catanzaro. Per la poetessa, scrivere è stata durante la sua esistenza quasi una necessità vitale e quotidiana. Stimolata com’era a captare, con grande sensibilità, ogni più piccola pulsione, interna ed esterna, ha composto versi che il silenzio le ha consegnato. Nata a San Calogero, in provincia di Vibo Valentia l’8 giugno del 1927 e scomparsa a Paravati nel gennaio del 2006, Cocciolo ebbe in vita una forte passione per la poesia; passione che, malgrado la poetessa abbia frequentato solo la scuola elementare, si è trasformata in vera e propria attività creatrice. La Cocciolo ha infatti pubblicando ben due raccolte, la prima nel 1994 dal titolo “Parole allineate” e la seconda nel 2000 con il titolo “Parole e sogni”, edite con una bella veste tipografica dallo stesso editore Ursini. “La sua poesia – scrive oggi il figlio della Cocciolo, Angelo Varone - è soprattutto intrisa di sprazzi di vita vissuta e, comunque, sempre arricchita con delicatezza dai suoi genuini sentimenti. Parlando della famiglia amava definirla una ricchezza. Schietta e diretta nel comunicare non amava le mezze misure”.
un acaro ci ha demolito il sito ma noi
Stiamo ricostruendo il sito che è stato attaccato da un acaro (lipidico) ma noi non molliamo
Su e giù per Monteleone
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Aspettando il Natale… a tavola
di Franco Vallone
Nel Meridione, ed in particolare in Calabria, la festa del Natale veniva celebrata con profondo senso religioso e con sentita partecipazione da parte di tutto il popolo. Dall'analisi degli atteggiamenti ritualizzati legati al periodo natalizio emergono elementi che sono da inserire in quello che viene comunemente chiamato folklore, ma che, in effetti, era ed è comportamento e costume delle culture popolari. Il tempo e lo spazio assumono, con l'avvicinarsi del Natale, una diversità, diventano luoghi e tempi speciali. La quotidianità veniva abbandonata, si costruivano spazi sacri, diversi, dove tutto si trasformava e si circondava di un alone di mistero e d'irripetibilità. Il paese stesso cambiava aspetto, o meglio, diventava un altro paese, si rinnovava nell'attesa della Santa Notte. (...) Le anziane tramandavano rituali magici alle giovani. Le affascinazioni, le magarie, le parole, le formule rituali, le cose di magia di un mondo sotterraneo.
Da Tropea il Calendario di Enzo 2010
di Franco Vallone
Dedicato a tutti coloro che con gli euro non arrivano alla fine del mese
S’intitola “Il Calendario di Enzo 2010” e, come sottotitolo, riporta: ‘Sorridi… sei a Tropea!’. Un calendario tutto particolare dove, tra le sue colorate pagine, manca l’ultima e inutile settimana del mese. Infatti il curioso calendario è dedicato a tutti i tropeani, e agli amici di Tropea, che con gli euro non riescono ad arrivare alla fine del mese. L’Enzo raffigurato nel calendario è invece, a Tropea, un vero e proprio mitico personaggio. All’anagrafe si chiama Enzo Taccone è uno scrittore, pubblicista, musicista, intrattenitore, e altro ancora. Basso toracico e armonicista nel Coro Polifonico “Giosuè Macrì”, presentatore ufficiale, ballerino e musicista del “Gruppo Folk Città di Tropea”, Enzo Taccone è animatore dell'organizzazione della festa più antica tropeana, “Il tre della Croce”, nonché delle Associazioni “Terza Liceo” e “L’antico sentiero” per le escursioni “Tropea trekking”
Acqua pubblica … ma il servizio privato
di Giuseppe Candido
Questa settimana si è parlato tanto di privatizzazione dell'acqua e del così detto “decreto Ronchi”, il decreto 135, che ha introdotto alcuni elementi per disciplinare e razionalizzare l'erogazione dei servizi pubblici locali e le bandiere dei “no” alla privatizzazione dell'acqua hanno cominciato a sventolare. In particolare, con la nuova normativa, è stata introdotta la gestione privata per il servizio idrico integrato, per il servizio dei rifiuti e per il servizio di trasporto su gomma locale. Si tratta di servizi importanti che riguardano la qualità della vita quotidiana dei cittadini ma che riguardano anche la qualità dei conti pubblici e le tasche dei cittadini perché, come sappiamo, è su questi servizi che si annidano scarsa efficienza ed enormi sprechi delle pubbliche amministrazione locali. Nel decreto non sono state inserite alcune materie altrettanto importanti che necessiterebbero, per offrire convenienza ai cittadini, di una maggiore concorrenza come la distribuzione dell'energia elettrica, la distribuzione del gas naturale, del trasporto locale su rotaia e delle farmacie comunali. Quello dei servizi pubblici locali, vale la pena ricordarlo, è un settore assai in deficit delle pubbliche amministrazioni sul quale si è tentato, più volte, di mettere mano. E in effetti non sfugge a nessuno come, ad esempio, il servizio pubblico integrato dell'acqua e della depurazione sia obsoleto non soltanto nelle regioni del mezzogiorno e come, per fare un altro esempio, alcuni comuni calabresi non paghino neanche le bollette alla società che, per loro, gestisce il servizio idrico. Acquedotti comunali colabrodo che perdono oltre il 50% della risorsa, fognature e depuratori inefficienti, caratterizzano attualmente il servizio fornito
Nel centenario della morte di Mario Pannunzio
di Vittorio Emanuele Esposito
Ricordare Mario Pannunzio oggi, in occasione del centenario della sua nascita, significa, almeno per i giovani e per quanti non l’hanno conosciuto di persona, richiamare alla mente l’esperienza de “Il Mondo”, il settimanale da lui fondato e diretto dal 1949 al 1966, l’ opera’‘, cioè, di maggior impegno e rilievo culturale e civile, in cui la sua individualità si è –crocianamente- concretizzata e totalmente risolta.
Mario Pannunzio è “Il Mondo”, l’organo e la sede di elaborazione della cultura politica antifascista, democratica e progressista che per quasi un ventennio ha trovato spazio nelle pagine e nelle rubriche che il suo direttore, come abile, quanto discreto, regista, alieno da tentazioni di protagonismo e deciso a rimanere sempre dietro le quinte, componeva e curava nei minimi dettagli, anche grafici, avendo sempre di mira la congruenza e l’efficacia dell’insieme.
Eutelia “Agile”, l’Alcoa e il “capitalismo inquinato”
Il caso Eutelia venduta per un euro alla Agile e quello dell'Alcoa, azienda sarda cui si toglierebbe oggi la cassa integrazione per evitare di mantenere un'azienda che non sta più, senza interventi statalisti, sul mercato testimoniano che l'inquinamento non solo persiste, ma anzi, dilaga ed è contagioso. Parmalat vendeva bond senza valore, Eutelia vende un'azienda di 1192 dipendenti ad un euro ad una società che, come le scatole cinesi, si suddivide in otto società “regionali” per poi prevedere il licenziamento dei dipendenti ci dimostrano che si tratta non di “un caso” isolato ma di un sistema diffuso e fallimentare di “non controllo” del libero mercato che, come ricordava quasi sessant'anni or sono lo stesso Rossi, se regolato dal solo desiderio individualistico di accumulare profitti può fare danni anche maggiori di quelli che facevano i regimi collettivistici comunisti.
Pensioni e Welfare. Un’idea semplice: posticipare volontariamente il pensionamento dei lavoratori
di Giuseppe Candido
Qualche volta, nelle analisi delle notizie economiche ci si limita solamente alla presentazione dei dati senza però formulare ipotesi o tenere conto di specifiche proposte politiche che sarebbero utili per la risoluzione dei problemi che emergono. Lo scorso 24 novembre l'Imps, Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, ha presentato il bilancio preventivo relativo all'anno 2010 i cui numeri e dati venivano spulciati con dovizia da Enrico Marro sul Corriere della Sera in un articolo dal titolo: “I conti della previdenza? Salvati dai precari”. Dall'analisi dei conti della previdenza, oltre che un attivo vertiginosamente in calo da 6,8 miliardi di euro del 2008 ai 2,8 miliardi previsti per il 2010, emergeva chiaramente che l'unica gestione separata dell'Imps in attivo è quella dei lavoratori parasubordinati, cioè di quei lavoratori con contratto a progetto già meno tutelati sotto altri punti di vista. (...) Al giornalista sarà sfuggito che su questo argomento esiste anche la nuova proposta di legge che porta le firme del Professor Pietro Ichino e del Professor Giuliano Cazzolla che è in corso di sperimentazione da parte dell'Imps e cui ha preso parte, nella stesura, anche Marco Pannella. Una proposta di legge che ha messo insieme, su un progetto di riforma radicale, due massimi esperti della materia del PD e del PdL. Si tratta di applicare un'idea semplice: posticipare il pensionamento dei lavoratori su base volontaria. Depositata sia alla Camera e sia al Senato lo scorso mese di agosto, il nuovo regime delineato dalla proposta di legge bilancia adeguatamente gli interessi di tutte le parti in causa e configurando un risparmio pubblico per le casse dell'Imps. (...)
La Basilicata avvelenata dalla malapolitica
di Maurizio Bolognetti
L’avvelenamento coperto dal segreto istituzionale. Il Caso Fenice/Arpab. I veleni di Tito: un’immensa discarica abusiva per rifiuti tossici garantita dall’omertà della Regione Basilicata. “Un contesto ambientale ancora caratterizzato da una pesante contaminazione da tricloroetilene in elevatissime concentrazioni tali da ipotizzare la presenza del prodotto libero in falda”. Lo stesso Ministero aggiunge che “a distanza di tre anni e mezzo le aziende e gli altri soggetti interessati hanno dimostrato limitato interesse e volontà nell’adoperarsi per conoscere e quindi, ove possibile, limitare la diffusione dell’inquinante che rappresenta un rilevante pericolo per la salute umana”. La Daramic. Val Basento. Pattumiera d’Italia. Record di malattie Tumorali in Basilicata
Poggiare la prima pietra: la bretella per il ponte che verrà
di Giuseppe Candido
Pubblicato su "il Domani della Calabria" del 24 novembre 2009
Secondo molti sostenitori del ponte sullo stretto, le principali motivazioni addotte per spiegarne la necessità è che il Sud, Calabria e Sicilia in testa, sarebbe miracolato da un “rilancio delle condizioni economiche e sociali dell'area interessata oltreché da una riduzione infrastrutturale che colpisce il Mezzogiorno sin da prima dell'Unità. Il Ponte dovrebbe favorire l’integrazione tra le diverse modalità di trasporto così da “soddisfare la domanda di un crescente bisogno di un più efficiente collegamento tra il continente e la Sicilia”. Ciò nonostante le recenti statistiche definiscano il traffico in diminuzione. E poi se fosse solo questo il vero problema, il traffico, verrebbe facile pensare che col sistema degli aerei cargo e delle “vie del mare” incentivati dall'unione europea, anche dal punto di vista economico la costruzione del ponte sembrerebbe poco consigliabile. Giulia Maria Mozzoni Crespi presidente del FAI, il fondo per l'ambiente italiano, è intervenuta alla trasmissione del 21 novembre scorso di “ambiente Italia” su Rai tre definendo il ponte sullo stretto un'opera non solo inopportuna ma anche contraria al buon senso. Oggi molti calabresi sono impegnati a tentare di bloccare i lavori della “bretella” che, nel progetto in variante, è opera necessaria alla costruzione del ponte. Stiamo parlando quindi della prima pietra o, quantomeno, della prima opera funzionale a quello che sarà il ponte sullo stretto. Poi arriveranno anche i piloni. La bretella è necessaria per la costruzione del ponte ma, ci chiediamo: il ponte è necessario alla Calabria e alla Sicilia? E' questa forse la vera domanda cui dovremmo, noi calabresi, siciliani, darvi risposta perché è di Scilla e Cariddi che si discute.
La Costituzione di Florestano I del 1848
di Antonino G. E. Antonino
Il Principato di Monaco territorialmente era costituito oltre che dalla capitale Monaco anche dalla città minore di Roccabruna e da quella maggiore di Mentone.
Sin dal 10 febbraio 1848 si ebbe notizia della costituzione data a Torino da Sua Maestà Carlo Alberto Re di Sardegna, suscitandosi entusiasmo ed esibendosi la bandiera reale.
Una delegazione “mentonese” raggiunse la residenza di “Carnolese” dove soggiornava la famiglia principesca per reclamare analoga concessione.
Sua Altezza Serenissima il Principe Sovrano Florestano I ne fece la promessa e fece leggere due giorni più tardi da un console al popolo riunito davanti al Palazzo del Municipio, il progetto di costituzione da Lui stimato, poiché nel Principato, considerato da Principe non come uno Stato ma e come una grande famiglia, non era possibile applicare le leggi reggenti un ampio Stato quale la Sardegna.
L’oro nero sulla nostra testa
di Giuseppe Candido
Fra pochi giorni i grandi della terra si riuniranno a Copenaghen per discutere dei cambiamenti climatici in corso, di ambiente e di politiche energetiche mondiali. Produrre energia senza inquinare è diventata un'esigenza mondiale non più rinviabile.
Ciò nonostante lo scorso 16 novembre le agenzie hanno battuto la notizia secondo cui la quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico che sarebbe dovuta servire a stabilire nuovi vincoli per le emissioni di gas inquinanti, superando il precedente Protocollo di Kyoto, i cui obiettivi di riduzione delle emissioni arrivano al 2012, non prevederà invece nulla di tutto ciò a causa del “Patto di ferro fra Usa e Cina” in base al quale nessun accordo sui tagli alle emissioni di CO2 potrà essere raggiunto al prossimo vertice di Copenaghen. A Berzano S. Pietro, fra le colline a est di Torino, a settembre è stato testato il primo prototipo per lo sviluppo di una centrale eolica d'alta quota. Si chiama Kite Wind Generator, e invece delle lente e ingombranti torri a turbina, basa la produzione di energia su enormi aquiloni collegati a una turbina ad asse verticale.
STALKING e CYBERSTALKING
di Antonino G. E. Vecchio
I Criminologi conoscono oramai da tempo il fenomeno del “molestatore assillante”. Già nei primi del 900 infatti, lo Psichiatra De Clèrambault aveva descritto una topologia di soggetti con disturbi mentali che assediavano le loro prede con finalità sessuali, incuranti del loro diniego, in un quadro di vero e proprio delirio di passione erotica e di gelosia.
Se questa è sicurezza
Intervista a Felice Romano, segretario generale SIULP
di Giuseppe Candido
Poliziotto in rivolta: “Investire sulla sicurezza vuol dire risparmiare sugli effetti nefasti del crimine”
14 nov. 2009, Chianciano Terme. Felice Romano, segretario del SIULP è intervenuto al congresso dei Radicali Italiani a Chianciano. Dopo la manifestazione di tutte le forze di polizia del 28 ottobre scorso in Piazza Navona a Roma alla quale avevano partecipato quarantamila poliziotti per lanciare un “segnale netto, inequivocabile preciso, che non lascia scampo alcuno a chi di mestiere fa l'anguilla”, Felice Romano è intervenuto al congresso dei Radicali per portare la sua testimonianza e far conoscere gli obiettivi di quella manifestazione che, intrisa di una straordinaria umana unitarietà, è stata ignorata largamente da quasi tutti gli organi di stampa e informazione e che, come al solito, soltanto Radio Radicale ha ripreso e trasmesso integralmente. Il tutto, ovviamente, rivedibile e riascoltabile sul sito radioradicale.it per consentire ai cittadini di conoscere e deliberare. “Investire sulla sicurezza vuol dire, ha spiegato Romano, risparmiare sugli effetti nefasti del crimine giacché, è ora di ricordarlo, il danno arrecato annualmente dalla criminalità, organizzata e non, al Paese è quantificabile in una percentuale superiore di oltre due volte alle spese per la sicurezza: il 23% del PIL contro l'11,2% che viene investito annualmente. Se in un qualsiasi supermercato aumentano i furti, il responsabile aumenta gli addetti alla sicurezza e, a fine mese, riduce il danno”.
Migrazione, una sfida per la democrazia
di Mario Patrono (*)
Fino a tempi non troppo remoti, la maggior parte dei movimenti transnazionali avveniva dai Paesi più sviluppati a quelli meno sviluppati. Nel corso dell’ultima parte del secolo scorso, invece, è iniziato un movimento contrario. Il primo movimento ha corrisposto al processo di colonizzazione, il secondo si riferisce invece a un contro-movimento che vede gli ex colonizzati muoversi verso i centri dai quali le passate colonizzazioni erano partite. Mi riferisco al fenomeno epocale delle migrazioni dai Paesi poveri verso le società ricche e democratiche.
Per la verità, si è anche avuta, nel ‘700, nel ‘800 e nei primi decenni del ‘900, una migrazione di massa di gente povera dai Paesi europei. Però, con una differenza. La migrazione dai Paesi europei si dirigeva verso territori sterminati e a bassissima densità abitativa: l’America del Nord, l’Australia, la Nuova Zelanda, l’Argentina e altri Paesi del Sud America. La migrazione dei giorni nostri ha invece determinato una inondazione sociale di enormi proporzioni su un’area geografica ristretta e densamente popolata.
Stefano Cucchi, un caso su cui riflettere
di Mario Patrono
Abbiamo oggi molte ragioni per riflettere sul caso di Stefano Cucchi, il giovane di 31 anni morto di morte violenta dopo essere “transitato” nelle celle di sicurezza di Piazzale Clodio.
Osservo di sfuggita, per chi non lo sapesse, che qui parliamo delle celle di sicurezza del Tribunale penale di Roma, parliamo cioè del luogo dove lo Stato garantisce per antonomasia il rispetto della legalità; e lo garantisce nei confronti di chiunque, privati cittadini e pubblici funzionari.
Abbiamo quindi molte ragioni per riflettere sul caso di Stefano Cucchi.
Una è di immediata evidenza. Persiste in Italia una concezione autoritaria dello Stato, che usa il distacco e la prepotenza – e a buon bisogno usa anche la violenza – come strumento per esercitare il controllo sociale. Una concezione autoritaria dello Stato che non accenna a venir meno, malgrado siano trascorsi ben più di 60 anni dalla caduta del fascismo. Una concezione autoritaria dello Stato che sembra anzi essersi rafforzata in questi ultimi anni e mesi.
IL FOLK COME SCIENZA: “Credere in ciò che fu significa credere in ciò che si è”
Luigi Bruzzano, Giuseppe Pitrè e Giuseppe Cocchiara: nasce l’Etnografia
di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido
Luigi bruzzano
Luigi Bruzzano, Giuseppe Pitrè e Giuseppe Cocchiara: nasce l’Etnografia
Sotto la strana e diversa veste della fiaba si troverà adombrata la storia e la religione dei popoli e delle nazioni
La nascita dell’etnologia come scienza, la critica degli illuministi sull’idea di superstizione, il malinconico trasporto per la natura primitiva, la poesia degli umili ed in genere la problematica delle tradizioni popolari largamente intese è insieme la scienza e la coscienza dell’anima collettiva. Una sorta di enciclopedia piena di amore per il documento culturale e filologico questo rappresenta, secondo noi, “La Calabria”, Rivista di Letteratura Popolare” diretta da Luigi Bruzzano, uno dei maggiori demopsicologi italiani dell’Ottocento e stampata a Monteleone di Calabria (oggi Vibo Valentia) dal 1888 al 1902. La rivista del prof. Bruzzano contribuisce a creare l’odierno concetto di folklore che, per usare le parole di Antonio Gramsci, presuppone che non venga studiato come “elemento pittoresco” ma in veste di “una concezione del mondo e della vita, implicita in grande misura, di determinati strati (determinati nel tempo e nello spazio) della società, in contrapposizione (anch’essa per lo più implicita, meccanica, oggettiva) con le concezioni del mondo ufficiali (o, nel senso più largo, delle parti colte della società storicamente determinate) che si sono successe nello sviluppo storico”. (...) Lo storico, che volesse indagare l’origine e lo sviluppo del folklore italiano, indagarlo nel suo aspetto concreto e puro, dovrebbe usare un metodo semplice e considerarlo, per usare le parole del maggiore folclorista del secolo scorso, Giuseppe Cocchiara, “una somma di esperienze e di interpretazioni personali”. Nel suo libro “Storia del folclore in Europa”, Cocchiara, di scuola del Pitrè, sottolinea che: “se le tradizioni popolari vanno considerate come formazioni storiche, il problema fondamentale che, data la loro natura, esse pongono, è un problema di carattere storico. E il compito dello studioso delle tradizioni popolari è quello di vedere come esse si sono formate, perché si conservano, quali sono stati e quali sono i bisogni che ne determinano non solo la conservazione, ma quella continua e direi naturale rielaborazione, dov’è il segreto stesso della loro esistenza, che è un continuo morire per un eterno rivivere”.
Il Brigantaggio politico e i politici briganti
di Giuseppe Candido e Filippo Curtosi
Rileggendo la storia molto spesso ci si trova davanti a fatti, circostanze e situazioni che ricordano in maniera sorprendente quelli che oggi viviamo. Gli avvenimenti del 1799 e del 1806 che trovarono la loro conclusione nel 1815, aprirono un nuovo periodo nella storia della Calabria: il decennio francese e le persecuzioni del brigantaggio politico e sociale.
Presso la biblioteca comunale di Palmi sono conservate le carte della famiglia “Ajossa” tra le quali v'è un manifesto riguardante il periodo dell'occupazione francese nella Calabria Ultra e con il quale venivano pubblicate le taglie fissate sul capo di ben 859 briganti. Nome, Cognome e paese natale. Una lunga lista di ricercati che raffigura la mappa della ribellione nel territorio dove i calabresi si scannavano tra loro per sostenere, a seconda della posizione, i Francesi o i Borboni.
Per una sociologia del brigantaggio: percorsi minori della storia
di Francesco Santopolo
iniziamo un viaggio tra i subalterni, quelli che, secondo la definizione di Amelia Paparazzo, vivono “tra rimpianto e trasgressione”, un’esistenza illuminata dalla luce della storia, solo quando si incontra con quella dei vincenti. Chi sono i subalterni? Ci sono i subalterni di classe: braccianti, contadini senza terra, contadini poveri e, nel nostro tempo, i precari. Ci sono i subalterni politici, almeno fino all’avvento del fascismo: radicali, anarchici, socialisti, comunisti. E, infine i subalterni di status: briganti, banditi sociali e quelli che Marx ha inteso comprendere nel lumpěproletriat, il “proletariato cencioso” che rappresenta i ceti più infimi della società. Di alcune di queste figure vogliamo tentare di tracciare una storia.
Obama, il Darfur e il genocidio nel deserto
di Giuseppe Candido Pubblicato su “il Domani della Calabria” del 18.07.2009 Dopo il G8 dell’Aquila, il passaggio in Africa di Barack Obama è stato salutato come un momento storico. Un discorso, quello tenuto ad Accra nella capitale dello stato del Ghana, di cui gli africani sentivano il bisogno anche se non sono stati affrontati temi [...]
Per non dimenticare Srebrenica
di Giuseppe Candido
Pubblicato su "il Domani della Calabria" del 11.07.2009
11 luglio 1995. I soldati serbo bosniaci comandati da Ratko Mladic uccidono più di 7000 mussulmani, traditi dalle Nazioni Unite e dall'Europa. Nel luglio di 40'anni fa l'uomo metteva piede sulla luna. Una ricorrenza che tutti si affrettano a ricordare. Ma l’11 luglio dovrebbe poter essere occasione anche per non dimenticare quel genocidio che, 14 anni fa nel 1995, fu compiuto a Srebrenica nella Repubblica Serba della ex Jugoslavia. La città in teoria era stata dichiarata area protetta dall'ONU ma diventò il teatro dell'unico caso legalmente provato di genocidio verificatosi sul suolo europeo dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1993, un rapporto dei volontari dell'UNHCR, l'alto commissariato per i rifuggiati delle Nazioni Unite, descrisse l'inferno di Srebrenica: “i profughi erano accampati nelle strade bloccate dalla neve. Intere famiglie soffrivano la fame e sopravvivevano masticando radici e mangiando foglie. La scabbia e i pidocchi imperversavano”. Per proteggere la popolazione civile, Srebrenica era stata designata come area protetta dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che aveva anche chiesto la proclamazione del cessate il fuoco e il disarmo delle unità bosniaco-mussulmane. Un promessa di protezione e un piano che che convinse molti civili, che avrebbero potuto lasciare Srebrenica, a rimanere. Le forze di pace dell'Onu avevano un mandato limitato, ma i bosniaci affamati guardavano a quelle truppe, coi loro giubbotti antiproiettili, i caschi blu e i blindati, come ad un protettore. Ma come avrebbero scoperto, vivere in un'area protetta non comportava alcuna garanzia di protezione.
Una montagna di rifiuti, il ciclo integrato e l’incantesimo degli inceneritori
di Giuseppe Candido
I titoli dei quotidiani non lasciano dubbi: i rifiuti in Calabria sono un bel guaio. Soprattutto con l'avvicinarsi dell'estate, il problema dei rifiuti e della depurazione tornano d'attualità in maniera preponderante. “Quella discarica dimenticata: un vergognoso sipario che deturpa la città” è il titolo di un articolo sul caso di una (ennesima) discarica abusiva a Rossano, ancora abusivamente utilizzata nonostante il sequestro effettuato dalla benemerita in relazione alla presenza di eternit. “Rifiuti pericolosi a cielo aperto” è invece il titolo utilizzato per la notizia del sequestro, a San Gregorio d'Ippona nel vibonese, di una discarica di 300 mila metri cubi in cui venivano abusivamente, manco a dirlo, smaltiti rifiuti pericolosi provenienti dalla demolizione di edifici. Discariche abusive, siti di stoccaggio provvisorio che diventano definitivi e a cui la Regione non riesce a stare dietro con le bonifiche. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 settembre del 1997 dichiarò lo stato di emergenza nella Regione Calabria in ordine alla situazione di crisi socio-economico-ambientale determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Stato di emergenza ambientale che con successivi decreti è stato prorogato sino ad oggi ed allargato anche per la questione della depurazione. Un'emergenza che dura da circa dodici anni e che ancora non vede una soluzione definitiva. (...) Ma se questo è il panorama regionale la domanda è: come uscirne? Come avviare la fine di un'emergenza che dura da dodici anni? Costruendo altre discariche? Nuovi inceneritori? L'alternativa c'è, ma necessita di un salto culturale: si chiama “ciclo integrato dei rifiuti” e prevede, come già accennato, il passaggio da una tassa ad una tariffa sui rifiuti: chi più produce rifiuti più paga. (...) Come scrisse nel 1993 il Wall Street Journal: quello degli inceneritori è (e resta ancora) il metodo più costoso di smaltimento dei rifiuti. Un impianto di trattamento meccanico biologico costa invece il 50-70% in meno di un inceneritore e il materiale che rimane è riutilizzabile come inerte o per produrre combustibile da rifiuti.
Quando eravamo tutti migranti
di Giuseppe Candido
Pubblicato su "il Domani della Calabria" del 14.05.2009
Non opprimerai il forestiero: anche voi conoscete la vita del forestiero, perché siete stati forestieri nel paese d'Egitto (Esodo 23, 9). E' il tema della memoria che s'intreccia con quello dell'alterità e che nella Bibbia si ritrova sovente. L'invito a ricordare, ad avere memoria, in particolare, quando si parla dell'atteggiamento da avere verso gli stranieri, verso coloro che non fanno parte della comunità “identitaria” dovrebbe essere raccolto da chi si occupa di politiche, ancor di più se chiamato a governare. Se non serve ricordare, come ha fatto con l' orda di Gian Antonio Stella, che migranti lo siamo stati anche noi italiani; se non è sufficiente, per noi calabresi, rileggere le pagine dell'Avvenire Vibonese che pubblicava, alla fine dell'ottocento, le notizie sui migranti che dalla Calabria partivano verso le Americhe e i relativi provvedimenti dell'allora Commissario dell'emigrazione, forse è il caso di rileggere la Bibbia che ci rammenta che il primo straniero è stato proprio il Cristiano. E' strano davvero: impieghiamo un sacco di tempo ad imparare qualcosa, ci costa tanta fatica e poi, in breve lasso di tempo, dimentichiamo. Eppure anche noi abbiamo conosciuto la puzza delle stive, l'amaro in bocca del lasciare – forse per sempre – la propria terra, i propri cari, per la ricerca di una vita meno misera. Ci guardiamo allo specchio ma non riusciamo più a scorgere quel figlio, quel nipote, di migranti quali siamo. Se la terra da cui ci sfamiamo si inaridisce dovremmo morire sul posto? Abbiamo piedi o radici? Noi siamo rimasti sul posto quando a “seccare” di miseria era la nostra terra? La nostra Calabria? Non amiamo essere costretti a ricordare e dimentichiamo. Thomas Eliot forse aveva ragione nell'affermare che “il genere umano non può sopportare molta realtà”. E noi italiani vogliamo dimenticare, vogliamo fingere di essere diversi da quello che siamo o da quello che siamo stati. Un bel Paese ma dalla gente immemore che l'Europa e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifuggiati (UNHCR) devono “richiamare”. Proprio mentre cultura e letteratura italiane sono in fiera a Torino sotto il titolo “Io, gli altri” e parlano all'attualità con titoli come “La morte del prossimo” di Luigi Zoja, “Mai senza l'altro” di Michel de Certau, o ancora più espliciti, come “Ricordati che eri straniero” di Barbara Spinelli, proprio mentre fiumi di parole si spendono sul tema delle nuove e vecchie migrazioni, in Italia la politica del Governo è chiara: rispedire a casa lo straniero, senza preoccuparsi neanche se queste persone abbiano, o no, diritto ad asilo perché perseguitati nel loro paese d'origine. Duecento trenta migranti soccorsi dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza italiane nelle acque internazionali di competenza maltese, sono stati “ricondotti” in Libia (paese, tra l'altro, non aderente ai trattati internazionali sui rifugiati) e senza neanche un'adeguata valutazione della loro possibile necessità di protezione internazionale.
Calabria: frane a gogo’ e ci scappano pure i morti
Ma non è Dio ad averli voluti. Il dissesto ideologico la vera causa del disastro idrogeologico.
di Giuseppe Candido
“Calabria imbottigliata”, “Unʼintera provincia in ginocchio”, “Morte e interrogativi”. Sono questi i titoli che hanno campeggiato sui quotidiani calabresi subito dopo lʼevento franoso che la sera del 26 gennaio scorso ha travolto e ucciso due persone sullʼautostrada Salerno Reggio Calabria. Circa 10.000 metri cubi di materiale incoerente hanno travolto e divelto come un grissino un muro di sostegno in cemento armato. Fare però qualche riflessione a mente fredda forse potrà risultare utile.
Vite tra(t)tenute
di Giovanna Canigiula
Vite tra tenute è una testimonianza sulla vita in carcere realizzata dai detenuti dell’Alta Sicurezza della Casa Circondariale di Vibo Valentia. Imputati o condannati per tipi di reati previsti dall’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario, vivono al primo piano di un padiglione inaugurato nel 1997 in condizioni di sovraffollamento: in venticinque celle, che potrebbero ospitare 50 detenuti, sono rinchiuse circa 70/80 persone, con una media di tre per cella, senza nessuna osservanza, al momento dell’assegnazione, degli artt. 27 reg. esec. (osservazione della personalità), 14 e 64 o. p. (separazione imputati- condannati, separazione giovani- adulti, necessità di trattamento individuale o di gruppo). Meno della metà dei carcerati sono definitivi, i più sono giudicabili ed appellanti.
Terremoto del 1908
di Filippo Curtosi
Quando il terremoto cancellò dalla faccia della terra Messina e mezza Calabria. Messina, 28 dicembre 1908, ore 5,20 e 5,25 del mattino: l’Apocalisse.
Cent’anni fa il terremoto fece 150 mila morti in Sicilia e Calabria e scatenò uno tsumani con onde fino a quindici metri.” Vidi una fascia rossa in cielo,verso il mare e come un lampo sullo Stromboli.Ho visto una trave di fuoco che correva sul mare”.Una delle tante testimonianze. Di intensità pari al 10° grado della scala Mercalli( che ne ha 12). Il sisma uccise 150 mila persone sulle due coste dello stretto. Messina fu completamente rasa al suolo, cosi come decine e decine di paesi calabresi: case, chiese, ospedali, strade, ferrovie. Cent’anni dopo i giornali dell’epoca restituiscono oggi la voce dei testimoni; i più importanti avevano brevi servizi provenienti da Palermo, Napoli, Catanzaro. A Napoli, il Giorno di Matilde Serao titolò: “Lo spaventoso terremoto in Calabria e tutta la Sicilia”. Il Mattino di Edoardo Scarfoglio: “La catastrofe di Messina: la città distrutta, migliaia di vittime”. Gaetano Salvemini, docente all’Università di Messina, perse la moglie, i 5 figli e una sorella. Fu l’unico sopravvissuto della sua famiglia. Raccontò la sua esperienza all’Avanti!” Ero in letto allorquando senti che tutto barcollava intorno a me e un rumore di sinistro che giungeva dal di fuori. In camicia, come ero, balzai dal letto e con uno slancio fui alla finestra per vedere cosa accadeva: Feci appena in tempo a spalancarla che la casa precipitò come un vortice, si inabissò, e tutto disparve in un nebbione denso, traversata come da rumori di valanga e da urla di gente che precipitando moriva”. Il quotidiano “Il Mattino”, raccolse il racconto del signor Manforte, telegrafista: “i muri erano sbattuti come foglie; da tutte le case e le finestre una grandine di tegole, di vasi, di parapetti, di davanzali, di cornicioni si abbatteva sulle strade con un frastuono altissimo… mi ricordo che vidi cadere le campane della cattedrale della Madonna della Lettera.
“Tango greco”: l’amore e la donna nella tragedia ateniese del V secolo a.C.
Nella tragedia greca del V secolo a.C. le donne, prima di Euripide, non hanno grande cittadinanza, se è vero che si può sacrificare una figlia per propiziarsi gli dei. Di storie d’amore tranquillo, sia pure su uno sfondo politico od esistenziale drammatico, non se ne vedono granché. Neppure quando il mito prende la struttura di una fiaba. Se, come dice Paduano, la tragedia è fenomenologia del dolore, l’amore ne è indiscutibile testimone.
Il più vecchiotto dei tre grandi tragici, Eschilo, affronta il tema dell’amor sacro e, quindi, della sacralità del matrimonio, nelle Supplici: le cinquanta figlie di Danao, non volendo sposare i cinquanta cugini d’Egitto, chiedono ed ottengono asilo politico dal re di Argo, Pelasgo. O città, o terra, o limpide acque,/ e dei del cielo, e voi, numi sotterranei/ che occupate vindici tombe,/ e tu, o Zeus, salvatore terzo,/ che proteggi le case degli uomini pii,/ accogliete questo femmineo sciame di supplicanti/ al soffio reverente del suolo./ Ma lo sciame brulicante dei maschi,/ lo sciame prevaricante dei figli d’Egitto/ già prima che il piede imponga/ sulla paludosa distesa/ gettatelo a mare col suo vascello veloce […] e muoiano prima di montare sui talami/ che liceità rifiuta,/ prima di far proprie le creature/ che al fratello del loro padre appartengono. Dai frammenti degli Egizi e delle Danaidi, che narrano lo sviluppo della vicenda, si viene a sapere che, ucciso Pelasgo dagli Egizi che reclamano le promesse spose, Danao è costretto a cedere le figlie ma, prima, suggerisce loro di fingere di accondiscendere al matrimonio per poi uccidere i rispettivi mariti durante la prima notte di nozze. Solo Ipermestra, per amore, non partecipa alla strage: imprigionata dal padre, è salvata non a caso da Afrodite. L’amore impuro che non si ricambia è assassino, l’amore impuro felice trova credito. Ma non sempre è così.
Catanzaro mon amour
di Giovanna Canigiula
Catanzaro. Ospedale civile. Quindi pubblico. Per tutti, insomma. Arriviamo questa mattina decisamente prima delle otto per un controllo ambulatoriale di mia madre, circa venti giorni dopo le dimissioni e trentadue dopo un ricovero per una consistente emoriasi. In attesa del medico, si chiacchiera. Di politica dapprima. Domina il berlusconiano doc: accusano il grande capo di essere un imbroglione, che chiuda aziende e televisioni e lo facciano anche i figli, vediamo se Di Pietro e Veltroni trovano lavoro ai due milioni e mezzo di disoccupati che ci saranno in Italia. Vediamo vediamo. Nessuno raccoglie: siamo in ospedale e si parla soprattutto di medicina e di medici, questa specie di piccola e intoccabile casta del sud. C’è il povero cristo al quale, due anni fa, è stato sbagliato un intervento di prostata, sta passando le pene dell’inferno e nessuno che gli abbia chiesto almeno scusa, “passerà” gli dicono “passerà”, ma non passa niente e intanto non ha i soldi per mettere la dentiera, figuriamoci per andare a “villeggiare” in strutture fuori regione. Mah. C’è ancora il berlusconiano che ricorda la via crucis della madre prima di approdare da Veronesi: un intervento andato male, camici da inseguire tra “mi scusi”, “non vorrei”, “se potesse” e mai nessuna risposta se non il manifesto fastidio di chi è stato importunato o l’accondiscendente farfugliare di chi ti fa pesare le due parole che di corsa ti regala. Che sorpresa Milano. Stessa sorpresa delle eccezioni nel sud. Del resto, ha vissuto cinque anni a Mantova: soldatini, dice, ma almeno con pari diritti e doveri. Aleggia tanta rabbia, è tutto come descrivono, partecipo muovendo il capino. Non ho molta voglia di parlare. Ascolto. Rifletto sulle sorprese: nel lessico meridionale è "davvero gentile" il medico che svolge, nella norma, il suo mestiere. Così va il nostro mondo.
Io credo che Gesù sarebbe stato per l’eutanasia. Intervista a Vittorio De Seta
E sul caso Eluana Englaro cita Gesù : "Voglio misericordia e non sacrificio". In Sardegna: "c'era la cabadora"
di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido
22 novembre 2008 Intervista a Vittorio De Seta
".. Sono per l'autentica dottrina di Gesù. Però non credo che Gesù abbia mai espresso i concetti che son riassunti nel credo". ..Gandhi è diventato Gandhi dopo aver letto "il Regno di dio è in noi" di Tolstoj. Con Pasolini ha in comune la formula "Sviluppo senza progresso"
Lo scorso 28 ottobre, Vittorio De Seta, ha voluto farci l'onore di redigere la prefazione per "La Calabria", una raccolta di canti sacri, leggende, canti popolari,tratti dall'omonima rivista di letteratura popolare edita in Monteleone, dal 1888 al 1902 e che gli scriventi stanno curando e stiamo per pubblicare.
Abbiamo pensato al maestro per la prefazione a questa raccolta perché i documentari di De Seta, lodati dalla critica nazionale ed internazionale, non raccontano ma mostrano la realtà e ripercorrono, nel tempo che celebra il culto mediatico, il mondo perduto che fu non per esorcizzare o evadere la realtà ma per recuperare il senso delle cose dai segni, dai simboli ancora carichi di sacralità laica perché vere, umane.
Un silenzio pieno di rumore
di Giovanna Canigiula
Manuel Eliantonio è morto il 25 luglio di quest’anno nel carcere Marassi di Genova. La morte è stata etichettata sotto la voce “suicidio”. Le foto scattate all’obitorio del San Martino evidenziano ferite ed ecchimosi che il ragazzo difficilmente avrebbe potuto procurarsi da solo.
Sulla vicenda:
- 20 ottobre 2008: il parlamentare Pdl Cassinelli, che si occupa di carceri, annuncia un’interrogazione parlamentare al ministro Alfano perché si faccia chiarezza su quanto accaduto a Marassi;
- 27 ottobre 2008: il consiglio regionale della Liguria approva all’unanimità (primo firmatario V. Nesci di Rifondazione comunista) un ordine del giorno che impegna Presidente e Giunta ad intervenire presso le autorità di governo affinché sia avviata una commissione d’inchiesta parlamentare per fare chiarezza “sulle cause della morte di Manuel e sulle eventuali responsabilità delle strutture circondariali della direzione dei dipartimenti di grazia e giustizia e sulle conoscenze dei fatti da parte del ministro e del governo”;
- 31 ottobre 2008: il Provveditorato regionale per la Liguria del Dipartimento della Giustizia respinge ogni illazione “in ordine a comportamenti meno che professionali da parte del personale penitenziario” in relazione al decesso di Manuel, precisa di avere da subito avviato una propria inchiesta amministrativa e di voler collaborare con l’autorità giudiziaria;
- 17 novembre 2008: la parlamentare radicale R. Bernardini avvia un’interrogazione parlamentare sulla morte di Manuel e di un marocchino di venti anni, Hamid Driss, morto l’11 novembre nel carcere Le Vallette di Torino. (Leggi tutto ...)
Vite sospese: sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto
di Giovanna Canigiula
Nel pomeriggio del 15 novembre, mentre la popolazione di Cropani si preparava a manifestare contro il nuovo Cpa, i radicali calabresi hanno promosso un sit in a sostegno dei richiedenti asilo e invitato le parlamentari Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti a visitare la struttura. Il diluvio ha impedito lo svolgimento della manifestazione, la visita invece si è svolta. Il giorno successivo, da infiltrata ben accolta, sono andata con la Bernardini e con Giuseppe Candido, del Direttivo nazionale, nel Cda- Cara di Sant’Anna di Isola di Capo Rizzuto, il più grande d’Europa, a vedere da vicino come stanno le cose. Già informati, ci hanno accolto la direttrice e il suo vice con i quali la parlamentare si è a lungo intrattenuta. (...) La mia idea è che, affrontato un costosissimo viaggio di andata dall’inferno, giunti incolumi in terra straniera, schedati ma di fatto senza vero nome e pochi con possibilità di riconoscimento, questi uomini continuino a viaggiare in un cerchio che, dall’inferno, li rimanda all’inferno. Tutto qui.
Sigari in Paradiso: il mio nome era Manuel Eliantonio
di Giovanna Canigiula
E' qualche giorno che, per ragioni familiari, non frequento Fai notizia né credo di poterlo fare nei prossimi. Mi sono collegata da qualche minuto, giusto il tempo di rilassarmi prima di uscire, e ho trovato un commento a una segnalazione da me fatta poche settimane fa sulla oscura morte, nel carcere genovese di Marassi, di un ragazzo di 22 anni, Manuel Eliantonio. Il visitatore è la mamma di Manuel, che ringrazia tutti coloro che si sono interessati al caso del figlio e chiede che sia tenuta desta l'attenzione prima che cali definitivamente il silenzio. Giro, quindi, a voi tutti la straziante richiesta di una mamma che ha consapevolezza del fatto che chiunque, in qualunque momento, può vedersi rubata o stravolta la vita senza che giustizia sia fatta. (...)
L’idealista della violencia
di Giuseppe Candido
Argentina1923. Un abruzzese e un calabrese contro il fascismo, ma il governo Radicale prese le distanze
Io voglio: Un tetto per ogni famiglia, del pane per ogni bocca, educazione per ogni cuore, luce per ogni intelligenza. Bartolomeo Vanzetti
Corsi e ricorsi storici non finiscono di stupirci. A parlarci di Francesco Barbieri, Severino Di Giovanni e d'immigrazione dei calabresi in argentina è, come al solito, Filippo Curtosi direttore responsabile del nostro mensile indipendente “Abolire la miseria della Calabria”. Tra i libri e fotocopie che ci consegna trovo uno tra i saggi più importanti di Osvaldo Bayer , un anarchico pacifista ad oltranza come egli stesso si definiva, sicuramente importante per i documenti ivi raccolti è quello riguardante l'anarchico abruzzese "Severino Di Giovanni, l'idealista della violenza". Osvaldo Bayer, Ed. Galerna, Buenos Aires, (1970). Bayer, da pacifista ad oltranza ha studiato i movimenti anarchici antifascisti che in argentina si svilupparono negli anni ''20. Purtroppo è tutto in spagnolo. Come associazione di volontariato culturale “Non Mollare!” stiamo curandone la traduzione – grazie alla lodevole collaborazione del Prof. Sergio Iiriti - per gli intrecci che il Di Giovanni ebbe con l'anarchico di Briatico, Francesco Barbieri oggetto di nostro interesse in quanto libertario anarchico calabrese.
il difficile cammino dei senza terra
di Giovanna Canigiula
Ieri pomeriggio, con Giuseppe Candido, siamo andati a Cropani a visitare ilresidence Ale.mia, ora contestatissimo centro di prima accoglienza. Ci ha accolti, all’ingresso, un addetto alla sicurezza al quale abbiamo lasciato i nostri documenti e che ci ha consegnato un pass. Le prime cose che ci hanno colpito sono state la bellezza e la pulizia del luogo: abituati alla vista del Sant’Anna -che tra container e filo spinato dà l’idea del carcere per disperati- i sentieri immersi nel verde, la piscina attorno alla quale sedevano chiacchierando alcuni ospiti, i piccoli appartamenti con terrazze da cui altri si affacciavano, ci sono piaciuti. Ci ha ricevuto il responsabile, Domenico, col quale abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere e che ci ha invitato a ritornare quando avessimo voluto. Gli abbiamo fatto, com’è ovvio viste le polemiche, qualche domanda. Il centro, che ha una capienza massima di 250 persone, ospita attualmente circa 210 richiedenti asilo, tutti africani di aree calde come il Congo, la Costa d’Avorio, la Nigeria, il Gana, la Liberia. La convenzione è stata regolarmente stipulata col Ministero degli Interni, secondo norme previste dalla legge e sulla base, desumiamo, di un calcolo che certamente consente a un residence, inattivo durante la stagione invernale, di garantirsi delle entrate, ma che, a conti fatti, va in direzione del rispetto della persona. “Siamo abituati” dice Domenico “a catalogare secondo criteri di povertà e del minimo di sussistenza e non secondo criteri di dignità. Noi proviamo a fornire un servizio che abbia dei contenuti e speriamo, pian piano, di avviare forme di collaborazione con le autorità pubbliche”. La gestione è affidata alla Cooperativa 29 giugno. Attorno al centro, che offre opportunità di lavoro alla gente del posto, ruota il mondo del volontariato. A formare il personale scendono periodicamente, da Roma, gruppi che hanno esperienza nel settore. All’interno dell’area sono stati individuati due settori, uno per l’alloggio dei maschi e l’altro per quello delle donne. Le coppie sposate sono state separate. Per ogni ospite la convenzione prevede 35 euro, cifra interamente destinata al vitto, all’alloggio, al vestiario di primo soccorso e al presidio sanitario, che garantisce un monitoraggio costante e che smentisce, di fatto, l’allarmismo della popolazione riguardo a presunte malattie che i richiedenti asilo potrebbero avere portato con loro dai luoghi di fuga.
L’amore al tempo dei latini: piccolo contributo al tema
i Giovanna Canigiula
In un mondo in cui l’uomo è anzitutto un civis, l’amore fa capolino tardi nella letteratura latina. E’ la fine della Repubblica, c’è un intero sistema di valori che traballa e si avvia al tramonto, un Cicerone ormai fuori tempo si affanna a cercar soluzioni per salvare il salvabile, ma la crisi è alle porte tanto che, proprio lui, compie lo sforzo di importare la filosofia dalla Grecia, cercando parole che il pratico vocabolario latino non ha.
Non vi credo
di Giovanna Canigiula
Il 20 ottobre scorso, su decisione del Ministero degli Interni, sono stati trasferiti dal CPA di Crotone in un villaggio di Cropani Marina, comune a vocazione turistica del catanzarese, circa 210 richiedenti asilo. Comune, operatori economici e società civile protestano, con tanto di consiglio comunale straordinario, richiesta di incontro col Prefetto e raccolta di firme contro: gli ospiti, in quanto indesiderati, se ne debbono andare alla svelta e questa è la sostanza.
In ricordo di Pierpaolo: “un grande poeta civile”
di Filippo Curtosi
Pubblicato su Calabria Ora il 2 novembre 2008
Il tempo corre davvero in fretta, se è vero che sono già trascorsi trentatrè anni dalla morte che il 2 novembre del 1975 colpi Pasolini e l’intera cultura italiana. Lo scrittore venne trovato ucciso in uno spazio periferico presso Fiumicino tra baracche e rifiuti.
Credo che Gesù sarebbe stato per l’eutanasia. Intervista a Vittorio De Seta
Nato in Sicilia (Palermo, 1923) da nobile famiglia di origini calabresi, il maestro del film documentario italiano vive a Sellia Marina, in provincia di Catanzaro, dove cura le sue tenute. Dopo essersi iscritto alla facoltà di Architettura nel ''41 fu allievo ufficiale dell'Accademia Navale di Livorno. Dopo l'armistizio fu internato in Austria dai nazisti. Liberato nel ''45 ricomincia a studiare e inizia ad occuparsi di fotografia e di cinema. Nel ''53 collabora come aiuto regista ne "Le village magique" di Jean Paul Le Chanois e, sempre nello stesso anno, affianca Mario Chiari in un episodio di "Amori di mezzo secolo". Il suo nome, nel dizionario del cinema dei registi mondiali dei tipi Enaudi, sta tra quelli di De Santis e De Sica. A partire dal ''54 sino al ''59 scrive e dirige una serie di documentari cortometraggi considerati oggi veri capolavori del cinema mondiale
Passeggiando sui rifiuti
La vicenda è nota. Nel crotonese 70 mila m³ di materiale altamente tossico e radioattivo, pari a 350 mila tonnellate, miscelato con polveri provenienti dall’Ilva di Taranto e impastato col cemento, sono stati impiegati, come materiale edilizio, per la realizzazione dei cortili di tre scuole, di alloggi popolari, villette, centri commerciali, strade e perfino di una banchina portuale. Le indagini, avviate nove anni fa, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati, con l’accusa di associazione a delinquere, di sette persone: il legale rappresentante pro tempore della Pertusola Sud, quelli di tre imprese edilizie (due di Crotone e una di Parma), tre funzionari dell’ex Presidio multizonale di prevenzione dell’ex Azienda sanitaria di Catanzaro.
Gli scarti industriali tossici erano prodotti dalla Pertusola Sud, stabilimento dell’Eni nato negli anni Venti su iniziativa della compagnia tedesca Rotschild e addetto alla produzione di zinco, di cui riusciva a coprire quasi la metà del fabbisogno nazionale. La Pertusola, insieme alla Montedison, è stato l’unico vero polo industriale della Calabria. (...)
Leggere chi?
di Giovanna Canigiula
Discutevo quest’oggi con un amico radicale del Decreto Tremonti a proposito dei tagli al finanziamento all’editoria e all’erogazione dei fondi sulla base dell’andamento dei conti dello stato. Il mio amico radicale si diceva d’accordo a sparare nel mucchio e l’assunto del suo pensiero pressappoco è: perché mai dovrei quotidianamente finanziare un’informazione di partito, quindi a priori viziata, per un totale di 700 milioni di euro all’anno? Se fondi pubblici debbono essere erogati, ebbene anche l’informazione deve essere pubblica e non di parte. Esempio di informazione pubblica? Radio radicale, che ospita voci ed opinioni di tutti.
Il merito di Radio radicale è indiscutibile: chi di noi non ha mai seguito un dibattito, un congresso di partito, una conferenza, un’intervista? Chi non ha consultato il suo archivio? Ma questo nobile e indiscutibile esempio, a mio parere, allontana dal tema.
Paternostro liberale dei Calabresi: per il diritto e la legalità istituzionale
Calabria, 28 settembre 2008. Filippo Curtosi, Giuseppe Candido e Francesco Callipo, rispettivamente direttore responsabile, vice direttore e responsabile alla distribuzione di “Abolire la miseria della Calabria” - mensile indipendente di cultura laica, liberale, socialista, federalista, ecologista, nonviolenta, radicale - aderiscono a sostegno dell'iniziativa nonviolenta proposta da Marco Pannella dai microfoni di radio radicale durante la consueta conversazione settimanale con il direttore dell'emittente Massimo Bordin.
Felice Cavallotti: a cento dieci anni dalla sua morte ne è svanita la memoria
di Giuseppe Candido
Un milanese garibaldino, giornalista e radicale dell'ottocento da ricordare: Felice Cavallotti (Milano, 1842-Roma, 1898). Serve ancora il suo esempio: per la politica e i partiti urge una riforma radicale e democratica.
Felice Cavallotti fa parte di quei personaggi italiani di cui le istituzioni e le forze politiche hanno voluto rimuovere la memoria. A 110 anni dalla sua morte se ne è cancellato il ricordo.
“L'Italia ha bisogno, più che di ingegni, di caratteri…rafforzare la tempra morale…Gridare libertà e democrazia, nomi santi, non basta, se il culto loro si chiude nella cerchia di un indifferentismo passivo, o di una inerzia sdegnosa…Noi abbiamo della libertà un concetto diverso; presumiamo maggiormente della forza, della virtù di espansione che è in lei…ogni riforma, per quanto segni un breve passo sulla via del progresso, sarà da noi propugnata; e massimo progresso reputeremo non quello che porta le idee più in alto, ma benanche quello che meglio e più le diffonde fra le moltitudini”
Ernesto Nathan, il sindaco blasfemo
di Giuseppe Candido
Erensto Nathan e il XX Settembre. A cent'anni dal suo mandato serve ancora l'esempio laico?
Parlando del XX settembre con un amico proponevamo di organizzare qualche cosa anche in Calabria per ricordarla e farla diventare festa nazionale di laicità
Pannella addirittura vorrebbe celebrare il prossimo 20 settembre a Londra. Affinché l'evento cancellato dalla memoria delle istituzioni nazionali (il 20 settembre del 1870 la Roma vaticana cadde sotto i colpi dei Bersaglieri e dei Garibaldini) torni ad essere evento nazionale ed europeo. Un evento per la Patria europea.
Emigrazione
di Filippo Curtosi
“La fuga è, dunque, oggi il tema della vita calabrese (…) Ho sentito dire da molti stranieri che è una delle più belle d’Italia. Io non lo so perché l’amo. Ma so che si fugge e si rimpiange la sua pena, si torna e si vuole fuggire, come la casa paterna dove il pane non basta. E una tale fuga il calabrese se la compie anche se sta seduto a un posto, in un ufficio o dietro uno sportello. E’ raro vedere qualcuno che si trovi realmente dove sta. Fisicamente o fantasticamente, la Calabria è oggi in fuga da se stessa. L’Italia meridionale le combatté tutte (le guerre) considerandole un’evasione e una breccia per l’emigrazione …(Continua)Cosi citando Corrado Alvaro da Un treno nel Sud. Il tema: l’emigrazione.
” Eccezionalmente si impiega ancora oggi il lamento funebre in occasione di un equivalente critico della morte, come la partenza per il servizio militare o per la guerra, o per l’America. E anche qui vi sono segni che in un passato relativamente recente l’uso doveva essere molto più diffuso”. Così Ernesto De Martino nel 1958. Luigi M. Lombardi Satriani, sostiene che “anche l’emigrazione, oltre che la guerra ed agli altri eventi è una minaccia perché anch’essa costringe ad un radicale distacco dal proprio paese e recide la continuità emotiva tra gli appartenenti al nucleo familiare e alla parentela, sconvolgendo i quadri di riferimento culturale”. “L’emigrazione -continua l’antropologo calabrese di San Costantino di Briatico- è risposta contro la morte, ma è essa stessa morte, in quanto viaggio, separazione dal noto, rischio della perdita della presenza da controllare anche se essa muta come fenomeno storico nelle sue varie fasi, mete, ritmo, modalità e tempi”.
Cuore nero
di Giovanna Canigiula
Ultimo compito in classe in una quarta ginnasiale, quasi ultima fatica dell’anno. La traccia richiedeva un’opinione sul monito dell’Europa all’Italia per l’ondata di razzismo e xenofobia che dilagano nel nostro paese. Sorpresa! Altro che villaggio globale, intercultura, accoglienza: nella terra dei migranti emarginati, i benestanti nipotini coltivano l’odio. Percepiscono l’indistinto universo degli “stranieri” (marocchini, rumeni, rom) come nemico da scacciare. Gli extracomunitari (ma non gliel’abbiamo detto che i rumeni sono comunitari? Mi sorge il dubbio) sono ladri, stupratori, rapitori di bambini, usurpatori di lavori e diritti. Inducono, addirittura, a lasciare la patria, non foss’altro che per la salvaguardia della prole a venire. O loro o noi. E chi ha la forza, ora, di spiegare agli impermeabili mostri in erba che sarebbero stranieri altrove, comunitari o non, dunque da scacciare perché piccoli neri e mafiosi italiani, italiani del sud, calabresi? Il bello è che premettono: non sono razzista. Ma… Mi arrabbio. (...)
Soffia il vento, infuria la bufera
di Giovanna Canigiula
Rifondazione comunista è cenere al vento, la Sinistra arcobaleno è morta sul nascere, il futuro sa solo di resa dei conti e io non so come perdonarli. Alle ultime elezioni non volevo proprio votare. L’accumulo di retorica, i comunismi, gli anticapitalismi, gli operaismi, i compagnismi, mi avevano sfinito.
Salvemini, bastiancontrario e sincero democratico. Commemorae e arruolare?
La figura di Gaetano Salvemini, nel cinquantenario della sua scomparsa viene restituita alla luce grazie ad un saggio di Gaetano Quagliarello (Gaetano Salvemini, il Mulino, Bologna 2007, pp. 313) che ripercorre in modo organico l’intero arco della sua esistenza dal 1873 al 1975, soffermandosi su temi di scottante attualità come la morte della patria e sulla partitocrazia. Salvemini, dopo l’uscita dal Partito socialista, all’indomani della prima guerra mondiale ed in particolare di fronte al delitto Matteotti che inquieta Salvemini tanto che diventa uno dei principali propagandisti dell’antifascismo in campo internazionale e per questo fortemente osteggiato da Mussolini. Il fascismo nella lettura salveminiana non è visto come reazione al pericolo di una rivoluzione bolscevica che, come afferma lo stesso Salvemini non è mai esistito se non come “forma di agitazioni e disordini senza scopo provocati da una sinistra massimalista e inconcludente”. Il fascismo assume nella lettura dello storico pugliese i connotati di un fenomeno antiparlamentare. Antifascista e anticomunista, tanto e vero che accostava fascismo italiano e comunismo sovietico, fu proprio Gaetano Salvemini a far da guastafeste nel “Congresso internazionale antifascista degli scrittori per la difesa della cultura” che si svolge a Parigi nel 1935, presieduto da Gide e Malraux ed è lì che denuncia il caso dell’arresto di Victor Serge per “trozkismo”.
La Patria Europea o l’Europa delle Patrie? Intervista a Marco Pannella a Brussel
di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido
Incontriamo Marco Pannella con Giuseppe Candido nel suo ufficio al nono piano del Parlamento Europeo in una di quelle giornate dove si sogna il mare calabrese e noi là all’ombra di un costume rosa. Non ci sono energumeni all’ingresso, solo signori beneducati e senza eroici gesta e sprezzo del pericolo ci facciamo avanti …(Continua)Pannella materializzato in una sorte di immagine sacra che ha funzione evangelizzatrice, materia che rimanda quasi al trascendente e invita all’adorazione perché come diceva in mattinata il leader dei socialisti europei, Glean? anche la creatività e l’originalità di Marco esprimono anelito al divino laico; scrutando il suo sguardo scorgiamo il caos e l’ordine, la saggezza e la santità, ma anche il rimprovero severo.
In mattinata si è parlato nell’aula “Spinelli” del Manifesto europeista firmato da Spinelli, Colorni ed Ernesto Rossi. Marco Pannella non è un gran narciso, non, come dice Marcenaro uno insopportabile, prepotente, individualista, logorroico, eccessivo, provocatore. Non è un Urano che divora i suoi figli, un mangiafuoco, un cannibale, un politico dell’antipolitica, un antipolitico della politica, uno che calcola, uno che innalza la Bonino e poi la stronca, che la riinnalza e la ristronca. Non è l’ultimo leninista o l’ultimo stalinista. Non è uno che si è fatto un partito su misura, che lo comanda a bacchetta, che finge di lasciarti le briglia sul collo e al primo strattone ti lacera la bocca da qua a là.
Il nostro obiettivo è approfondire il tema della mattina: la Patria Europea o l’Europa delle Patrie.
La Calabria e il libro bianco di Marco Biagi
di Filippo Curtosi
Roberto Villetti piomba alla manifestazione di Piazza Navona e la gente, numerosa, lo accoglie con simpatia. Il capogruppo alla Camera dei Deputati della Rosa nel Pugno esordisce: “Noi come Rosa nel Pugno poniamo delle questioni concrete e specifiche per migliorare l’Italia che è in evidente affanno e riesce a competere in pochi settori. E’ in gravissimo ritardo nel campo delle alte tecnologie e la qualità delle nostre università non è delle migliori, abbiamo come modello la Gran Bretagna dove le università sono le migliori d’Europa”.
On.le Villetti, Le pesa l’etichetta di mangia preti?
E’ una semplificazione di voi giornalisti, molti dei nostri militanti aderiscono alla dottrina sociale e liberale della Chiesa ma non possiamo accettare che le gerarchie della Chiesa entrino a gamba tesa in questioni che riguardano lo Stato e la laicità dello Stato.
Davvero vede la laicità dello Stato in pericolo?
Intervista a Marco Pannella che ai calabresi dice: “siate radicali”
di Filippo Curtosi
Troppe nefandezze sono oggi compiute; gli uomini sono considerati come cose; ucciderli è un rumore, un oggetto caduto. Bisogna amarli come singoli esistenti, coma fa la madre. Se non tutti faranno cosi sarà pur bene che qualcuno lo faccia: il fuoco viene sempre acceso da un punto. Marco Pannella questi versi…
“Complimenti hai imparato a memoria dei versi di Aldo Capitini, grande personalità radicale, laica, nonviolenta, ghandiana. Certo dobbiamo sempre tenere alto il canto dell’amore, della giustizia e della pace”.
Perché?
“Per un insopprimibile canto dell’anima”. …(Continua)
Piazza Navona, 12 maggio 2007. “Orgoglio Laico”. Foto di gruppo con striscione. “Calabresi di Sellia Marina: Franco, Patrizia, Giuseppe, siamo qui perché vogliamo pari dignità e pari diritti”. Marco Pannella dispensa parole e sorrisi a giornalisti e curiosi.
Giorgiana Masi: A trent’anni dalla sua uccisione, una strage di verità.
di Filippo Curtosi
È trascorso tanto tempo da quei lontani anni ′70 che segnarono la data di nascita del così detto “Movimento studentesco” in Italia. “Strategia della tensione”, Piazza Fontana e Piazza della Loggia, Italicus, rogo di Primavalle. Furono gli anni della morte di Giorgiana Masi, di Francesco Lo Rosso, dell’agente Custrà e poi di Guido Rossa, sindacalista, di Fulvio Croce, presidente degli avvocati e delle piazze incendiate dagli estremisti. Il lancio di pietre verso il palco dove parlava Luciano Lama alla Sapienza, il ferimento di Indro Montanelli e poi I Volsci, C.l., Radio Alice, Radio Onda Rossa.
La P38 era il simbolo della sinistra rivoluzionaria. Nudi dati anagrafici, dietro ai quali si celava tuttavia un lungo processo di incubazione. Le lotte operaie con pochi operai e studentesche. I no global, i movimenti ambientalisti e la sinistra radicale e libertaria non nascono dal nulla, ma hanno il loro epicentro, storicamente significativo, nel Lazio, Lombardia, Emilia, Calabria. Regioni chiave per lo sviluppo di una coscienza libera, per i diritti, per la lotta politica e ideale, per un messaggio che viene raccolto in ogni contrada del paese, dagli operai agli studenti, agli intellettuali. Numerosi intellettuali affluiscono in queste fila fluiscono con un folto stuolo di giovani e di donne. Dario Fo, Felix Guattari, Alain Guillaume, Sartre.
QUEI RIVOLTOSI DI “NON MOLLARE”
di Filippo Curtosi
L’acqua distillata è il laicismo, il credo socialista liberale. Il cantiere è la continuità Salveminiana”
“Non ci è concessa la libertà di stampa? Ce la prendiamo”. Da ottant’anni, questo giornale e questo monito sono leggenda.
Marco Pannella ha dato un giudizio assolutamente positivo del congresso dello Sdi . Si vuole fare l’Unità socialista che non è riuscita prima. “Sembra che le cose vanno benissimo dice Pannella rispetto ad un offensiva vetero clericale”.
Il cantiere è la continuità Salveminiana” . Cosa significa ciò? Per comprendere questo passaggio bisogna andare indietro nel tempo.
Anno 1925: La pattuglia dei “salveminiani” che comprende Ernesto Rossi, i fratelli Rosselli, Carlo e Nello, Traquandi, da vita ad un giornale: “Non Mollare”. Il titolo del giornale lo trova Nello Rosselli che, racconterà Salvemini, ha la meglio su chi propone “Il Crepuscolo”. Ernesto Rossi di cui quest’anno si celebrano i 110 anni dalla nascita, studioso di economia e insegnante nelle scuole statali, mutilato dalla grande guerra, si professa subito “liberista”; i fratelli Rosselli, ebrei,di famiglia ricca; Tramandi di professione faceva il ferroviere. Si trattava di distinti borghesi dalle radici culturali “risorgimentali” che avevano partecipato al conflitto della grande guerra del 15-18. Erano rivoltosi perché si mettevano contro il fascismo che aveva soppresso la libertà di stampa. “Volete che sparisca la stampa clandestina”? era la parola d’ordine che questo giornale fiorentino diffondeva. “Rispettate la libertà di stampa”. “Non ci è concessa la libertà di stampa? Ce la prendiamo”. Da ottant’anni, questo giornale e questo monito sono leggenda. Qualunque semplificazione sta stretta, anche se, come ogni storia complessa come quella di cui “Non Mollare” (...)
Calabria: prepensionamenti d’oro ai dirigenti regionali. Reato plitico e morale
di Giuseppe Candido
Un piccolo quotidiano regionale "il domani della Calabria" in questi giorni ha condotto una interessante inchiesta sui costi della politica. Nello specifico, l'inchiesta si è occupata di circa 300 prepensionamenti di altrettanti dirigenti regionali ai quali è stato riconosciuto un'incentivo di circa 570.000 euro oltre a buonuscita e pensione. Risultato: più di 150 milioni di euro come danno alle casse della regione. L'industriale del tonno calabrese, Filippo Callipo ha affermato che se un imprenditore facesse con i propri dirigenti di azienda ciò che la regione calabria ha fatto con i suoi sarebbe considerato un PAZZO. Questo è uno schiaffo al comune senso della decenza istituzionale diciamo noi. Dopo i porta borse assunti con legge speciale anche i dirigenti prepensionati con incentivi che un qualsiasi laureato oggi, minimamente nenanche sogna al momento di un suo futuro pensionamento che invece è sempre più aleatorio e affidato a fondi integrativi. W l'Italia.
Moratoria esecuzioni capitali: In sciopero della fame ad oltranza
di Giuseppe Candido
Essere contrari alla pena di morte è, per noi italiani una cosa così ovvia e scontata che forse a volte rischia di diventare retorico colui che si batte per ottenerla, subito, durante l’assemblea generale dell’ONU in corso. L’associazione Nessuno Tocchi Caino e il Partito Radicale si battono per questo sin dal 1993. Come si legge nella sintesi del dossier sulla pena di morte dell’associazione [Nessuno Tocchi Caino](http://www.nessunotocchicaino.it/): “*La moratoria si è rivelata essere una via ragionevolmente pragmatica ed efficace contro la pena di morte. In questi 14 anni, 45 paesi hanno deciso di non praticare più la pena di morte e moratorie (spesso seguite da abolizioni) ovunque nel mondo hanno potuto salvare dal patibolo migliaia di persone. Sin dal 1994 e a più riprese nel corso di questi anni e mesi, l’Unione europea e il Governo italiano hanno di fatto dissipato la forte probabilità di un pronunciamento dell'Assemblea generale dell’Onu a favore di una moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista dell’abolizione della pena di morte. Nel 1994, ad esempio, tale proposta italiana fu battuta perché mancarono i voti di alcuni Governi europei. Nel 1999, poi, come precisamente testimoniato e ribadito di recente dall'allora ambasciatore italiano al Palazzo di Vetro, Francesco Paolo Fulci, venne da Bruxelles l'ordine di ritirare la risoluzione già depositata perchè non vi sarebbe stata la certezza assoluta di avere una forte maggioranza. Nel 2003, il precedente governo dovette affrontare durissime polemiche anche in sede di Parlamento europeo e di parlamento italiano per non aver ottemperato all'impegno e al mandato di depositare all’Assemblea generale dell’Onu, finalmente, la risoluzione a favore della moratoria.
Non bene… Di.Co. : il lungo travaglio delle coppie di fatto
di Giovanna Canigiula
n origine erano i Pacs, patti civili di solidarietà. Il fronte congiunto di Vaticano e cattoparlamentari di entrambi gli schieramenti li ha trasformati in Di.co., sigla che traduce l’impegno a riconoscere i diritti delle coppie di fatto, obbligando le ministre Bindi e Pollastrini a virtuosismi che hanno finito con lo scontentare un po’ tutti. Il disegno di legge, infatti, è frutto di un compromesso tra le due anime del Paese, quella laica e quella cattolica, caldeggiato anche da Napolitano dopo le sortite delle alte gerarchie ecclesiastiche. Il presidente si è richiamato all’art. 7 della Costituzione, che vuole Stato e Chiesa “indipendenti e sovrani” ciascuno nel “proprio ordine” e con rapporti regolati dai Patti Lateranensi, sperando in una sintesi che tenesse conto delle diverse posizioni ed evitasse la rigida contrapposizione. Molti rappresentanti del governo si dicono soddisfatti del buon esito del testo, pur riconoscendogli dei limiti dovuti proprio alla necessità di coniugare le indicazioni del programma dell’Unione e la sensibilità cattolica. Critici, invece, ampi settori della sinistra e le associazioni Arcigay e Arcilesbica, che denunciano un atteggiamento ancora una volta discriminatorio, soprattutto nei confronti degli omosessuali. In Europa i Pacs non sono una novità: in diversi paesi le unioni civili tra conviventi dello stesso sesso o di sesso diverso sono riconosciute in varie forme; in Belgio, Olanda e Spagna sono ammessi i matrimoni tra coppie omosessuali. Il terremoto italiano è stato provocato dalla ...
Figli di nessun Dio e neanche dell’uomo
di Giovanna Canigiula
Milioni di animali, ogni anno, maltrattati e uccisi. In aumento le denunce ma la situazione resta grave
Sellia Marina e la Calabria dovrebbero affrontare il fenomeno del randagismo con maggiore serietà e rispetto per i diritti degli animali. Il randagismo è un fenomeno diffuso ed è, sostanzialmente, di due tipi: per nascita o per abbandono. Fra malattie, denutrizione, rischio di finire sotto una macchina, maltrattamenti, avvelenamenti, uccisioni, l’età media degli animali di strada è breve. In genere le amministrazioni decidono di legalizzare l’eliminazione per avvelenamento o stipulano convenzioni con canili, spesso gestiti da persone senza scrupoli e per le quali l’ospite rappresenta un affare: il contributo per ogni cane può variare da 2 a 7 euro al giorno e gli appalti possono raggiungere cifre altissime. (...)
“Un funerale non si nega a nessuno tranne che a Welby. CHIESA VERGOGNA”
di Giuseppe Candido
Roma 24.12.2006 Così un cartellone di uno dei tanti partecipanti alla cerimonia laica svoltasi oggi in Piazza San Giovanni Bosco a Roma per dare il saluto al leader radicale Piergiorgio Welby. Testualmente la scritta su un cartellone era: “Un funerale non si nega a nessuno tranne che a Welby. Lui si è rifiutato di continuare a soffrire. Per questo voi lo punite. CHIESA VERGOGNA!”. Dopo il diniego da parte della chiesa, oltretutto mediante un burocratico e freddo comunicato del Vicariato di Roma, di celebrare i funerali religiosi di Piergiorgio Welby presso la chiesa Don Bosco così come avrebbe desiderato, non Piergiorgio, bensì la mamma di Piergiorgio – Luciana Cirquitti – e la moglie Mina, si sono svolte nella Piazza San Giovanni Bosco le esequie civili per e con Piergiorgio Welby, leader politico radicale e copresidente dell’Associazione Coscioni, morto per sua volontà il 20 dicembre, con l’aiuto del medico, dott. Antonio Riccio che ha assecondato la richiesta di Piergiorgio di spegnere il ventilatore polmonare che lo manteneva in vita. Il feretro con Piergiorgio accompagnato da Marco Cappato, Marco Pannella e Mina Welby è stato accolto da un lungo applauso dalla piazza.
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