Le leggi ottime sono le poche e brevi …
che s’accordano al costume del popolo e al bene comune. Le leggi tiranniche sono molti lacciuoli che ad uno o a pochi sono utili, e non s’accordano col costume pubblico, purché crescano gli pochi autori di esse.
Tommaso Campanella, Aforismi politici, 1607 – Carcere di Napoli
(Ogni riferimento a fatti, circostanze cricche o persone dell’attualità non è affatto casuale)
Leggi anche …
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Speciale
L'Italia unita ed il ruolo del mezzogiorno. Due numeri speciali col contributo della provincia di Catanzaro
Aquista ora
Filippo Curtosi e Giuseppe Candido (a cura di), LA CALABRIA, antologia della rivista di letteratura popolare diretta dal 1888 al 1902 da Luigi Bruzzano - Città del Sole edizioni, 2009
Carceri illegali in Calabria …
lettera aperta di Giuseppe Candido ai Presidenti Giuseppe Scopelliti e Francesco Talarico perché s'istituisca il Garante dei detenuti in Calabria
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Speciale I Maggio con la CISAL,
Care amiche e cari amici di Abolire la miseria, questo nuovo numero, su carta a colori e ancora una volta copia omaggio, grazie all’impegno della CISAL, la Confederazione Italiana dei Lavoratori, è uno speciale sul lavoro ma anche un invito a venire tutti, il I Maggio ovviamente, a Cosenza in Piazza Kennedy con la Cisal [...]
Un’amara e fortemente indignata riflessione, da cittadina calabrese e da malata oncologica
Sellia Marina, 10 febbraio 2012 - Con immenso dispiacere apprendiamo solo oggi che due giorni or sono che è venuta a mancare all'affetto dei suoi cari, nella sua casa di Petronà (CZ), l'insegnante Enza Talarico, docente modello presso la scuola elementare di Belcastro (CZ) e paziente oncologica che, a Settembre del 2010, ci aveva inviato una lettera aperta sulla sua esperienza personale da paziente relativa alla situazione sanitaria calabrese. Lei stessa l'aveva definita “Un’amara e fortemente indignata riflessione, da cittadina calabrese e da malata oncologica” ...
Lettera aperta
L’ultimo regalo fatto dalla Giunta Loiero ai calabresi è una di quelle notizie che non hanno bisogno di commenti, si commentano da sole.
A loro insaputa
di Giuseppe Candido
Non ne sapeva nulla Scajola mentre gli compravano l'appartamento; non ne sapeva nulla Penati e, con estrema disinvoltura, anche Francesco Rutelli non ne sapeva niente mentre il suo amico Lusi si fregava i soldi dalle casse del partito della Margherita. Davvero una vergogna d'abolire. Se alla Fiat o alla General Motors avessero fatto sparire 13 milioni di euro se ne sarebbero accorti la mattina dopo: alla Margherita no. Rutelli ha candidamente ..
L’esempio di Antonino Anile per i giovani
“Cittadino onesto, generoso, cattolico, colto e assai leale”
L’esempio di Antonino Anile per i giovani
“Errammo in politica, perché errammo nella scuola, ed oggi noi abbiamo l'ambizione di riparare a questo errore fronteggiando la concezione esclusivamente utilitaria che domina il contrasto delle classi e spinge con livore caino l'una contro l'altra ed agendo in guisa che la vita, mediante la scuola, si consacri e l'uomo si umanizzi un'altra volta”
di Filippo Curtosi
Antonino Anile, scienziato, ministro della Pubblica Istruzione “Poeta di Dio” che, nonostante molteplici referenze,
Il sequestro del Re
di Maria Elisabetta Curtosi
Gli uomini hanno fatto il 14 luglio, le donne il 6 ottobre; gli uomini hanno preso la Bastiglia reale, e le donne hanno imprigionata la regalità stessa, l’ hanno messa nelle mani di Parigi, ossia della Rivoluzione.
Carceri illegali e criminalità di Stato
La detenzione anziché rieducativa diviene afflittiva e la pena inumana non scritta in sentenza ma reale. Una pena che, come ha scritto Patrizio Gonnella sul blog di Micro Mega, “umilia, lede la dignità, trasforma i detenuti in numeri, li rende non persone, li induce alla malattia e alla morte”. ... E il sovraffollamento delle carceri che è sì, come ha sottolineato il Papa, “una doppia pena” non è però l'unico problema: mancano spesso acqua calda, cibo degno di questo nome e condizioni igienico sanitarie minime essenziali oltreché lo spazio stesso per respirare.
La fiera dei miracoli
di Maria Elisabetta Curtosi
L’ incanto della poesia ci rende la vita più sopportabile e più lieve.
Questione meridionale, la storia del pane, la rivoluzione di Tommaso Campanella e uno speciale di 4 pagine sul terremoto in Calabria del 1905
Sono questi i contenuti dell'ultimo numero di Abolire la miseria della Calabria che, da oggi, uscirà solo in versione pdf e, a breve, completamente rinnovato nella grafica
Abolire la miseria forse non conviene
di Giuseppe Candido
Articolo pubblicato il 15/12/2011 su "Il Quotidiano della Calabria"
Abolire la miseria, ci dicono, ch'è un sogno, una visione. Già Ernest Bloch sosteneva che, “porre fine alla miseria per un tempo incredibilmente lungo non suonò per nulla normale, al contrario era una favola … ”. La possibilità di creare un mondo più giusto o, quanto meno, uno Stato più equo abolendo la miseria, come sostiene però lo stesso Bloch, può entrare nel nostro campo visivo “solo come sogno a occhi aperti”.
Scorsese: De Seta fu veramente un grandioso, dinamico artista, e io piango la sua scomparsa
di Martin Scorsese
Pubblicato su Calabria Ora il 01.dicemnre 2011
Sono rimasto scioccato dalla notizia della morte di Vittorio De Seta. La sua vita è stata lunga e sana, e l’ultima volta che lo vidi, solo qualche anno fa, sembrava che
Ciao Vittorio: senza di te il mondo è più vuoto
di Luigi M. Lombardi Satriani
Pubblicato su "Il Quotidiano della Calabria" del 6 dicembre 2011
Ora che De Seta ci ha lasciato il mondo appare più silenzioso. Ci manca la sua voce che ha così lungamente parlato dei “muti della storia”, di quanti non hanno voce, perché è stata loro negata dai detentori del potere, che li ha confinati nella marginalità, nel silenzio, nella dimenticanza. Non è un caso che uno dei documentari di De Seta sia intitolato “I dimenticati”
Vittorio De Seta …era anche cittadino di Briatico
di Franco Vallone
Era arrivato a San Costantino di Briatico in un assolato pomeriggio d'estate, accompagnato dal suo fidato amico Giuseppe Candido, intellettuale e suo compaesano di Sellia Marina. Lui, il regista siculocalabrese Vittorio De Seta , il mitico maestro del cinema documentaristico, uomo taciturno, schivo e assai riservato ma con gli occhi sempre vispi, attenti, con uno sguardo aperto a 360 gradi, in quella serata da mito di due anni fa avanzava sicuro con passo veloce, salutava cordialmente e velocemente tutti coloro che erano arrivati fin qui per conoscere
Doveva essere più equa
di Giuseppe Candido È stata subito positiva la reazione dei mercati alla manovra del Governo Monti: nella mattinata di lunedì, mentre il Presidente del Consiglio annunciava i provvedimenti alla stampa estera, lo spread è sceso sotto la quota psicologica di 400 punti base e il Mib Ftse, l’indice che da qualche anno caratterizza la borsa [...]
Abbiamo i politici più vecchi d’Europa
di Giuseppe Candido
pubblicato domenica 4 dicembre 2011 nella rubrica "lettere al quotidiano" de Il Quotidiano della Calabria
Teniamoci stretti i nostri vecchietti. Mentre la pesante manovra prende corpo è forse questo, in sostanza, il concetto chiave che sembra suggerire la composizione del Governo Monti che, con il suoi 64 anni d'età media, la più alta in Europa e la più alta anche in Italia dal 1948, indica che l'autorevolezza perduta della politica italiana necessaria per affrontare la crisi possa essere recuperata nell'esperienza e nella saggezza dei 17 ministri stessi. Il mini rapporto “I Tecno-Professori” curato dall'Associazione Openpolis non soltanto evidenzia come il Governo presieduto dal neo Senatore sia quello con l'età media più alta in Europa ma che “ordinando tutti i ministri europei per età, nelle prime 10 posizioni troviamo 3 italiani e il ministro Giarda con 75 anni risulta essere il più anziano dell’Unione”. Dall’altro capo ...
Vittorio De Seta: si è spento un grande regista
Antico e aspramente contemporaneo, la forza delle immagini riusciva a far parlare alberi, animali, vento, mare, a tradurre in racconto il rumore, ora lieve ora travolgente della vita
di Giuseppe Candido
articolo pubblicato su "Il Quotidiano della Calabria" del 1 dicembre 2011
Quandu nescisti tu, spingula d'uoru
Quattru tuorci a lu cielu s'addumaru
“Ancora una volta resto colpito, ammirato, dalla bellezza, vastità, importanza della nostra cultura popolare, dallo zelo, dalla tenacia di quei pochi che si preoccuparono di registrarla, salvarla”. Vittorio De Seta amava la Calabria, la sua cultura popolare ed aveva usato proprio queste parole per descrivere la sensazione che aveva avuto nello scorrere e leggere i canti, le novelle e le leggende popolari raccolte da Luigi Bruzzano nella rivista “La Calabria” (Monteleone, 1888-1902).
Viva la patrimoniale
Già nel 1952 qualcuno scriveva che il libero mercato, la libera concorrenza e la stessa libertà di accesso al mercato sono “condizioni permanentemente a rischio”, che vanno create e mantenute da “apposite regole, il cui rispetto deve essere garantito da organi pubblici dotati di poteri penetranti di vigilanza e di sanzione”. Il Governo presieduto dal [...]
La voce del diritto e della libertà: le gazzette nemiche dei tiranni
La nascita e l'evoluzione di una nuova, importante, esperienza culturale
di Giuseppe Candido e Filippo Curtosi
Da quando furono impiantate le prime officine tipografiche anche la Calabria ebbe allora i suoi giornali e il primo di essi fu stampato a Monteleone Calabro.
E proprio a Monteleone di Calabria, oggi Vibo Valentia dove a breve si ricostituirà il circolo della Stampa Vibonese, cominciò una nuova, importante, esperienza culturale, che, “dopo aver conosciuto momenti di fortuna alterna nel periodo del Regno borbonico, si affermò in modo notevole solo dopo il conseguimento dell'Unità d'Italia”.
Rinasce il Circolo Vibonese della Stampa
Per sabato 5 novembre 2011 alle ore 11.30 presso l’Hotel 501 di Vibo Valentia sono state convocate l’assemblea straordinaria ed ordinaria per approvare il nuovo statuto del circolo della stampa vibonese ed eleggere le cariche statutarie. A dare la notizia, in un comunicato ufficiale, sono stati Giuseppe Soluri, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, e [...]
Black bloc, indignados e la rivolta nonviolenta
di Giuseppe Candido
L'introduzione del metodo gandhiano in qualsiasi sistema sociale politico effettuerebbe necessariamente modificazioni di quel sistema. Altererebbe l'abituale esercizio del potere e produrrebbe una ridistribuzione e una nuova strutturazione dell'autorità.
“Nell'esercito della nonviolenza c'è posto per tutti coloro che vogliono arruolarsi. Non ci sono distinzioni di colore, non ci sono esami da sostenere né garanzie da dare, senonché, come un soldato degli eserciti della violenza deve controllare e tener pulito il suo fucile, così i soldati della nonviolenza sono tenuti a esaminare e a rendere belle le loro armi: il cuore, la coscienza, il coraggio e il senso della giustizia”.
Il Grande dittatore: Discorso all’umanità – Charlie Chaplin
di Maria Elisabetta Curtosi
"Quindi in nome della Democrazia usiamo questa forza! Uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore che dia a tutti gli uomini un lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! "
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Tags: aforisma, Tommaso Campanella
































Mon, May 9, 2011
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