Anche per la Calabria serve una legge elettorale uninominale | Abolire la miseria della Calabria
A A
RSS

Anche per la Calabria serve una legge elettorale uninominale

Sun, Feb 20, 2011

Attualità, Candido Giuseppe, Politica

Ascolta con webReader

di Giuseppe Candido

Articolo pubblicato su “il Domani della Calabria” del …/febbraio/2001

Di modificare la legge elettorale se ne parla da agosto ma ancora non si giunge a farlo e le elezioni sembrano sempre più vicine. Leggendo i giornali, la possibilità che i Radicali entrino nella maggioranza viene ventilata da più parti. Non sempre però le notizie prospettano ai lettori il senso di ciò che Pannella sostiene realmente. Se Silvio Berlusconi si dimettesse oggi come da più parti gli richiedono per il suo rinvio a giudizio il risultato che si otterrebbe, spiega il leader dei Radicali, “sarebbe quello di andare a votare con l’attuale legge elettorale”, il così detto porcellum, “voluto nel 2005 dalla Lega”, ma “sostenuto da Veltroni e dal PD nel 2008” e che ci regalerà un’altro “parlamento di nominati” “fedele” non già agli elettori ma al segretario del partito di turno che, di volta il volta, prometterà al deputato la certa rielezione.

Paradossalmente, le liste bloccate piacciono anche alla partitocrazia calabrese che, mentre si discute di come abolirle a livello di Camera e Senato, vorrebbe introdurle per eleggere il parlamentino nostrano.

In una democrazia avanzata, o che tale si ritenga, la legge che regola il rapporto tra eletto ed elettore non è certo una cosa secondaria. Dovrebbe consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti sulla base del merito, della competenza, della loro storia. Come avvenne nel 2006 e poi ancora nel 2008, se Berlusconi si dimettesse e si andasse a votare con questa legge elettorale avremmo di nuovo un Parlamento di nominati, avremmo sempre nuovi “Responsabili” e nuovi “Futuristi” pronti a fondare nuovi partiti, pronti ad essere fedeli a un nuovo leader ma mai coerenti verso il proprio elettorato. L’assenza di vincolo di mandato del Parlamentare, concepita per garantire piena autonomia di giudizio al Deputato, si trasformerebbe nuovamente in libertà opportunistica di allearsi, di volta in volta, non già con chi si condivide un progetto politico ma con chi offre di più o con chi meglio assicura, per la prossima volta, la tua rielezione. Le liste bloccate convengono ai partiti, soprattutto a quelli più grossi come PD e PDL, perché consentono ai loro segretari e ai loro dirigenti di eseguire vere e proprie nomine di parlamentari con il rischio che, tra le pieghe delle liste, si nascondino personaggi che con la buona politica hanno davvero poco da spartire. Ma soprattutto le liste bloccate ci regalano istituzioni bloccate, un sistema politico partitocratico in cui le gerarchie dei soliti noti si sostituiscono alle scelte democratiche e non permettono il rinnovo della classe dirigente. E pensare che, paradossalmente, il sistema elettorale con liste bloccate lo si vorrebbe estendere anche per le regionali in Calabria con lo scopo, dichiarato dal Presidente Scopelliti, di evitare il fenomeno del “voto di scambio” e le infiltrazioni di personaggi vicini alle ‘ndrine. Siamo sicuri che possa essere questa la soluzione? Siamo sicuri che, anche per la Calabria, non ci siano vere alternative che sostituiscano quel mercimonio delle preferenze che scatena visite dai mafiosi per accattivarsene il sostegno? Bisogna ricordarlo ancora: nel ’93 i cittadini avevano scelto. Con un referendum gli italiani si espressero chiaramente a favore del sistema elettorale maggioritario. Ma poi quel voto referendario – è utile ricordarlo ancora – fu tradito dalla partitocrazia che approvò il famigerato “mattarellum”, la legge che prevedeva non solo un quarto del parlamento eletto ancora con sistema proporzionale ma che, mantenendo la supremazia partitocratica nelle liste proporzionali consentiva di fatto di scegliere e quindi “nominare”, in ciascun collegio, il “rappresentante” dei partiti e non già degli elettori. Forse si potrebbe pensare su una riforma elettorale che, anche per le regionali, consenta ai cittadini di scegliere ma, al contempo eviti il mercimonio delle preferenze. Il sistema elettorale che consentirebbe tutto questo si chiama uninominale maggioritario. Pensiamolo applicato alla Calabria per l’elezione del parlamentino regionale. I sessanta consiglieri regionali sarebbero eletti con sistema maggioritario a turno unico (chi prende più voti sale) in altrettanti collegi in cui verrebbe suddiviso il territorio. Per garantire le minoranze, il sistema dovrebbe prevedere l’elezione dei migliori secondi eletti nei vari collegi. Il risultato sarebbe quello di avvicinare l’eletto all’elettore e contenere il potere delle ‘ndrine che non avrebbero, per i singoli collegi, la forza numerica per garantire l’elezione di nessuno a loro vicino. Nei singoli collegi dove ci si conosce tutti e dove si conosce la vita e la storia personale di ciascuna persona, il piazzamento di candidati vicini ai poteri criminali organizzati, come oggi invece avviene, sarebbe praticamente impossibile.

Questo sistema andrebbe benissimo anche per l’elezione della Camera e del Senato. L’adozione di un sistema elettorale fondato sul principio dei collegi uninominali, cioè sulla regola, ritenuta fondamento democratico nei Paesi di antica democrazia, che ogni collegio elettorale avrà un solo rappresentante in Parlamento. Con questo sistema la votazione avverrebbe non già tra liste concorrenti ma tra candidati singoli. L’eletto è colui che, semplicemente, nel collegio ha raccolto il maggior numero di consensi. Ogni comunità ricadente nel collegio ha quindi un rappresentante parlamentare unico la cui selezione avverrebbe con un sistema che valorizza il rapporto tra eletto ed elettore, riducendo il peso di intermediazione dei partiti. Il collegio uninominale nel sancire, infatti, la proclamazione diretta del candidato, sul quale sia confluito il maggior numero dei voti validamente espressi nell’ambito di una circoscrizione, consente a tutti gli iscritti nelle liste delle sezioni della medesima a considerarlo, nel bene e nel male, precipuamente come il loro rappresentante e non solo del contrassegno sotto il quale sia stata espressa la candidatura. L’eletto farebbe gli interessi degli elettori di tutto il collegio in cui è stato eletto e dove dovrà ritornare per chiederne nuovamente il mandato. Le clientele non funzionerebbero per avere il maggior numero di voti e non funzionerebbe neanche chiedere il sostegno a gruppi criminali dai quali, invece, si cercherebbe di stare ben lontani. Insomma coi collegi uninominali avremmo anche una Calabria oltreché un’Italia caratterizzate da una democrazia più avanzata di tipo anglosassone.

Share

Tags: ,

Lasciate un commento

Abbonati Abolire la miseria della Calabria

Sostienici

Abolire la miseria della Calabria

Non fruisce dei contributi di cui alla Legge n° 250 del 07/08/1990. Sostienici anche tu con una piccola ...


Ernesto Rossi, Abolire la miseria

Perché "Abolire la miseria"

Il libero gioco delle forze economiche, stimolate dal tornaconto privato, in un regime individualistico, caratterizzato dall'ordinamento giuridico che garantisce la proprietà privata su grande parte degli strumenti materiali di produzione ed il rispetto dei contratti liberamente conclusi, … , presenta nella società moderna, molti gravi inconvenienti, anche nei paesi più progrediti. La miseria di larghi strati di popolazione, in stridente contrasto con l'opulenza di pochi privilegiati, lo sperpero di tante energie umane e di tante risorse materiali per soddisfare la vanità ed i futili capricci di chi si presenta sul mercato con una maggiore capacità di acquisto, il parassitismo di chi vive senza lavorare, … La pecca maggiore dei regimi individualistici, quali si sono storicamente realizzati finora, è, a nostro parere, la miseria degli ultimi strati della popolazione. La condizione delle classi povere, anche nei paesi più progrediti economicamente, è talmente ripugnante alla nostra coscienza morale, ed è così contraria al nostro ideale di civiltà che, se ci trovassimo davanti all'alternativa di accettare tali regimi, così come sono, o di passare a regimi comunistici, in cui la regolamentazione dal centro di tutta la vita economica e il lavoro obbligatorio permettessero una distribuzione egualitaria del reddito sociale, saremmo molto incerti quale preferire, nonostante la nostra ferma convinzione che i regimi comunistici sarebbero necessariamente meno produttivi e potrebbero essere realizzati solo attraverso una tirannide burocratica.

Ernesto Rossi, Abolire la miseria, 1942 - 46

in evidenza

Il diario di Maria Antonietta Farina Coscioni
ma in realtà Berlusconi non è il primo
Il cronista si imbarca in un volo etimologico facendo derivare il toponimo Uria dal presunto greco a
il primo di luglio la prossima udienza
Cose su cui riflettere

Controlla quello che fanno … grazie a

Dirette da Camera e Senato

RadioRAdicaleTV

Diretta dalla Camera

Diretta dal Senato

quotidiana mente

Il Domani della Calabria

in partenariato collaborativo con

...

Primo piano ...

La miseria che aumenta …

e le spese “onorevoli”

Open Camera, i Conti segreti della Camera

Personaggi ...

Vuoi scrive?

Abolire la miseria della Calabria, Accedi, Registrati, Scrivi alla redazione, il tuo ALM

il tuo ALM ... il primo sito di giornalismo partecipativo calabrese ... collabora con noi

in evidenza … emergenza carceri

Stefano Cucchi titolo

di Giovanni Cucchi *
"Vogliamo sapere perché – alla richiesta precisa di Stefano – non è stato chiamato, dai militari la sera dell’arresto, il suo avvocato di fiducia, vogliamo sapere dalle forze dell’ordine come è stato possibile che abbia subito le lesioni ... ".

* dall'intervento di Giovanni Cucchi, padre di Stefano, alla conferenza stampa del 29 ottobre.

Pure noi di “Abolire la miseria della Calabria” vogliamo sapere e manterremo l'appello del padre in evidenza sin quando non saranno chiarite tutte le responsabilità di una tale miseria di stato.

Guarda la conferenza stampa della scheda "Come è morto Stefano Cucchi?" sul sito di Radio Radicale .it

Segui la vicenda di Stefano Cucchi sul sito dell'associazione "A Buon Diritto" o sul blog innocenti evasioni

il messaggio di fine anno del Presidente Giorgio Napolitano
La vignetta diSergio Staino

 

  • La vignetta di Sergio Staino (L'Unità del 9.12.2009)

La vignetta di Staino

Per gentile concessione dell'autore

AL CARCERE

Poesia filosofica di Tommaso Campanella
***
Come va al centro ogni cosa pensante
dalla circonferenza, e come ancora
in bocca al mostro che poi la devora,
donnola incorre timente e scherzante;
così di gran scienza ognuno amante,
che audace passa alla morta gora
al mar del vero, di cui s'innamora,
nel nostro ospizio alfin ferma le piante.
Ch'altri l'appella antro di Polifemo,
palazzo altri d'Atlante, e chi di Creta
il laberinto, e chi l'Inferno estremo
(che qui non val favor, saper, né pietà),
io ti so dir; del resto, tutto tremo,
ch'è rocca sacra a tirannia segreta.
E' Chiaro

La miseria!

Vincenzo Franco alias Nipio
Strenna de L'Avvenire Vibonese
Anno 1886
**
Fermativi nu morzu pé piaciri / O aggenti chi passati di la via, / Trasiti nta sa casa pé vidiri / Si nc' é miseria mai comu la mia:
*
Non aju pani, non aju undi jiri / E mancu focu mu mi scarfaria / Mi viju avanzi li figghi periri / Di friddu e fami e di dissenteria!
*
Dati la carità pé st' innocenti, / Ca vi lu rendi a milli chiju Ddio!.../ Fici la carità ... Non aju nenti...
*
E ognunu passa e lu rimpaccia puru, / Ed iju disperatu: - oi Gesù mio, / Pari ca parru e parru cu nu muru! ...
*
Intra na staja allastricata e scura, / Subbra a nu jazzu, chi pari di cani, / Mori l'aggenti senza cuvertura / Cu cuscina di petri e mazzacani!
*
Morti di fama aspettamu a sta ura / Tri figghi muzzicandusi li mani / Lu patri, chi jiu fora mu procura
Nu vrasciu e ncunu tozzulu di pani!
*
E quandu infini cumpari lu tata / Si ribbejanu a coru tutti quanti, / Gridandu: - amminda a mia na muzzicata.
*
E lu povaru patri a chiji pianti / Si scippa li capiji a diricata, / Pigghiandu Patraterni, Cristi e Santi!...
*
E, la matina quandu ssi levaru, / Subbra a la pagghia mortu a Loigeju, / Mpisicchiatu di friddu lu trovaru
Cu l'occhi spanticati, povareju!
*
Lu patri ndi jettau chianti l'amaru, / Cà era di li figghi lu cchiù beju... / E, quandu nta la vara l'acconzaru,
Paria mortu daveru n'angiuleu!...
*
Finisti di penari! di la porta / - Facia na vecchiareja: - o tia nbiatu, / L'avissi avutu jeu sta beja sorta!
*
Ed allu beccamortu nci dicia / Lu patri, nchi ebbi lu figghiu vasatu: / Passa sta sira, cà ti pigghi a mia

Proverbi ed indovinelli

Ascolta mille volte, parla soltanto una;

La vignetta di Sergio Staino

 

  • La vignetta di Sergio Staino (L'Unità del 8.01.2010)

La vignetta di Staino

Per gentile concessione dell'autore

Abolire la miseria con …

Le inchieste di Abolire la miseria della Calabria

Fai Notizia

... e le nostre inchieste partecipative

"Scuola pubblica e democrazia"

"Il Caso De Magistris"

"Periodici e riviste vibonesi della seconda metà dell'ottocento"

"Ambente e depurazione in Calabria"

"I veleni industriali e politici della basilicata"

"Ambiente e salute: i veleni di Tito

Associazione Non Mollare

Non Mollare

Sostieni Non Mollare, fai una …

Abolire il catodico


'ndrangheta Abolire la miseria della Calabria Ambiente Avvenire Vibonese Benedetto Musolino Berlusconi Briatico Calabria Carceri Carlo Rosselli Democrazia dissesto idrogeologico elezioni regionali emergenza ambientale Emergenza Carceri Garibaldi Giovanna Fiumara Giuseppe Mazzini Informazione La Calabria Lavoro Marco Pannella nonviolenza Nucleare Pannella Partitocrazia Pasqua Pippo Callipo radicali Radicali Italiani Radio Radicale Referendum Rifiuti Rita Bernardini Rosarno Sanità Scuola Sellia Marina situazione patrimoniale eletti e nominati socialismo liberale Stefano Cucchi Tommaso Campanella Trasparenza Unità d'Italia Vittorio De Seta
Ernesto Rossi, Abolire la miseria

Non tutto si risolve. Neppure la promessa società senza classi sarà indolore: “Anche dopo l'abolizione della miseria gli uomini restano disuguali, preda di falsi condizionamenti, ci saranno ancora caos, preoccupazioni, destino a sufficienza e nessun rimedio contro la morte”.

Porre fine alla miseria: “Per un tempo incredibilmente lungo ciò non suonò per nulla normale, al contrario era una favola; solo come sogno a occhi aperti è entrato nel campo visivo”.

Ernest Bloch,

Il Principio Speranza, 1938-1947

Scrivi alla redazione

Latest Flickr photos
Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes

Cerca

Interviste