Sugli errori sanitari si facciano verità e giustizia
Tue, Oct 26, 2010
di Giuseppe Candido
Pubblicato su Il Domani della Calabria del 25.10.2010
L’angelo volato in cielo, così lo definisce la pagina che, per ricordalo, è stata creata su facebook. Baltov Dimitrov Zdravko è morto a soli tredici anni. Ai funerali a Sellia Marina, la cittadina dove viveva, il dolore composto della comunità bulgara. Un errore dei medici, forse, quello di rimandarlo a casa. È morto poi nello stesso ospedale di Catanzaro dove è giunto al “secondo” pronto soccorso dopo essere stato rimandato a casa al primo tentativo. Ore perse che avrebbero potuto salvargli la vita? È su questo che ora sta indagando la Procura del capoluogo di regione. Nel registro degli indagati sono finite 24 persone, 16 medici e 8 infermieri. Tutti quelli che l’hanno visto torcersi dal dolore all’addome e che l’hanno “assistito”. Si poteva salvare? Lo dovranno stabilire le perizie dei medici e, coi tempi che ha la Giustizia italiana, il rischio che tutto finisca nell’oblio delle consulenze tecniche è concreto. Certo è che la situazione della sanità calabrese fa paura. E fa paura quello che ti può succedere: star male e avere bisogno di cure e trovare invece l’inefficienza o l’incapacità che ti ammazza. E se è vero che in Calabria abbiamo delle situazioni di eccellenza è vero pure che la qualità dell’offerta sanitaria è assai scadente. Mille settecentocinquanta milioni di euro è il debito della sanità calabrese (ma forse sarebbe meglio chiamarlo voragine) accertato a luglio del 2009 dall’advisor indipendente Kpmg. Al trentuno dicembre del 2009 la Corte dei Conti calabrese accertò un debito pubblico della sanità calabrese di 1,8 miliardi di euro di cui 800 milioni derivanti dalla gestione (fallimentare) precedente al dicembre 2005, 800 milioni di euro quale debito della gestione gennaio 2006-dicembre 2007 e oltre 200 milioni di disavanzo 2008 e 2009. “Incontrollate situazioni debitorie” dovute “al notevole ritardo circa l’adozione dei documenti contabili, alla non osservazione delle normative contabili, e alla carenza dei controlli che hanno lasciato le strutture libere di non ottemperare tempestivamente alla disposizioni normative” scriveva la Corte dei Conti. Ma il servizio è scadente anche a fronte di tali spese: il turismo sanitario è alle stelle, i calabresi vanno a curarsi altrove e ci solo 267 posti letto per anziani ogni 100.000 abitanti a fronte di una media nazionale di 1270. Una spesa enorme che non produce salute. Federica Monteleone, Eva Ruscio, Fabio Scutella sono soltanto i nomi di storie tragiche, storie delle vittime ultime accertate di mala sanità ai quali si è aggiunto tragicamente anche quello di Baltov. E fino a quando questi nomi li conosci soltanto dai giornali ti fanno il loro effetto perché sono persone decedute, ma riesci ad essere lucido. Quando però si tratta di un bambino di tredici anni che abita a pochi metri da casa tua la morte ti sfiora, quasi ti tocca, la storia tragica la si con-divide e si resta sgomenti, pietrificati. E la domanda allora è: Si può mandare a casa uno che sta male così? L’unica cosa che si riesce dire, a chiedere, è che si faccia verità e giustizia per il piccolo angelo volato in cielo.
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Tags: Baltov Dimitrov Zdravko, Errori sanitari, Ospedale di Catanzaro











la sanità è un argomento che va affrontato seriamente dai nostri cari politici i quali giocano con la vita degli altri naturalmente. fino a quando la politica vorrà fare affari con la salute dei cittadini, fino a quando non si imporrà con una legge la meritocrazia,fino a quando per poter essere curato devi necessariamente conoscere qalcuno o essere amcico di qualcun’altro ci saranno molti Baltov……
caro Giuseppe,
le tue parole mi sembra di averle già lette nell’articolo di Emilio Grimaldi
http://emiliogrimaldi.blogspot.com/2010/10/langelo-baltov-dimitrov.html. per la correttezza. o no?
buon lavoro
dimenticavo, mi riferisco a queste. un plagio camuffato
“Morto nell’ospedale di Catanzaro al secondo pronto soccorso. Nell’arco di 24ore. Ore preziose, che avrebbero potuto salvargli la vita? Su questo sta indagando la Procura del capoluogo di regione. Nel registro degli indagati sono finite 24 persone, 16 medici e 8 infermieri. Tutti quelli che lo hanno visto torcersi dal dolore all’addome e che lo hanno assistito. L’uso del condizionale (avrebbero dovuto assisterlo), se si farà piena luce su questo presunto caso di malasanità, lo motiverà il sostituto procuratore, Alberto Cianfarini, e con lui i giudici che seguiranno nell’inchiesta”.
http://emiliogrimaldi.blogspot.com/2010/10/langelo-baltov-dimitrov.html
da un radicale come te mi sarei aspettato più onestà intellettuale, almeno quella… manco li hai pubblicati i commenti. mah, dove siamo andati a finire… e poi vogliamo che la Calabria sia migliore. facciamo copia incolla e pensiamo che siamo delle grandi persone perchè siamo riusciti a scrivere ciò che altri hanno detto. buon fine settimana, e mi raccomando non copiare più da questo e da quello, pensa con la tua testa e scrivi solo quello che hai in mente tu e non spacciare per cose tue le cose dette da altri.
eccoli … non sto a leggerli giornalmente. Ma sono parole, parole, parole. Servono i fatti e le azioni concrete senza che però si faccia del funerale lo strumento delle proprie azioni. Ecco la differenza tra quelle e queste parole il cui plagio è tutto da dimostrare
le azioni, proprio queste servono. li hai pubblicati, bene, così anche gli altri potranno farsi un’idea più veritiera.
buona serata