Ricordati a Briatico Giuseppe Grasso e Giuseppe Conocchiella | Abolire la miseria della Calabria
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Ricordati a Briatico Giuseppe Grasso e Giuseppe Conocchiella

Sun, Aug 1, 2010

Attualità

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di Franco Vallone

Serata davvero importante quella che si è svolta a Briatico in occasione dell’apertura ufficiale del programma di iniziative, culturali, ludiche e spettacolari, dell’estate 2010. L’idea del neo sindaco di Briatico, Francesco Prestia, che si è realizzata con successo, è stata quella di portare sul palco cittadino di Piazza IV Novembre due memorie di “testimoni” della vita politica e amministrativa della città. Giuseppe Grasso e Giuseppe Conocchiella, due cugini originari della vicina frazione Mandaradoni, due bravi medici condotti, due uomini impegnati, per tanti anni, nella vita politica e nella pubblica amministrazione. Grasso che militava nel PSI e Conocchiella nel MSI e successivamente nella DC, due componenti della vita del paese che hanno sicuramente contribuito alla crescita civile, sociale e culturale della comunità. Stesso luogo, Briatico, altre persone, altri tempi. Grasso, persona riservata, lo si trovava nel suo studio medico, proprio dietro la chiesa del paese, sin dalle cinque del mattino. Dietro i suoi libri, i suoi giornali, le sue riviste, la sua immancabile sigaretta accesa, c’era anche una grande disponibilità umana, accogliente, una sapienza innata. Conocchiella, uomo raffinato nei modi, anche lui bravo medico di famiglia, grande conoscitore delle leggi e del pubblico amministrare. Qualcuno, ieri sera in piazza, simpaticamente li comparava alle figure cinematografiche di Peppone e Don Camillo, tanto erano battaglieri in politica con i loro diversi schieramenti ideologici, ma, in fondo, erano anche cugini, colleghi e paesani e si volevano bene. In fondo facevano solo la loro parte, in piazza, nel partito, nelle sedi di comune e provincia, sui palchetti di comizi affollatissimi, indimenticabili e irripetibili. Il compito di tracciare le loro belle ed esemplari figure, dopo la presentazione dell’evento da parte dello stesso Francesco Prestia, è toccato a due memorie storiche dei diversi schieramenti. Per Conocchiella è intervenuto Giacomo Barbieri di Conidoni. Il “maestro” dopo aver tracciato una breve scheda biografica del medico condotto Conocchiella ha messo in evidenza le carenze dell’assistenza sanitaria di quel periodo dove i medici di base avevano una funzione importante e “dovevano fare tutto, nel proprio studio medico, nelle case, nelle campagne, e promuovere anche prevenzione” . Nel suo studio storico di via Stazione, di giorno e di notte, Conocchiella era anche Ufficiale Sanitario, attento controllore dell’aspetto sanitario delle opere di urbanizzazione e realizzatore di servizi, al suo attivo anche diverse pubblicazioni pioniere, sulla droga e sul porto di Vibo Marina. Barbieri ha poi aggiunto che il Conocchiella politico non era diverso dall’uomo medico. Grande appassionato per la politica fu eletto consigliere provinciale nelle liste del MSI già nel 1952, poi transitato nelle liste della Dc viene eletto e nominato assessore al bilancio. Il suo ruolo amministrativo nella Provincia di Catanzaro gli consente di migliorare le condizioni del territorio con la progettazione, realizzazione, asfaltatura, provincializzazione e depolverizzazione di tantissime strade. A tracciare i lineamenti della figura di Giuseppe Grasso è successivamente intervenuto Giuseppe Riggio della frazione San Costantino: “Grasso, uomo di forte carattere, d’indiscusse qualità intellettive, politiche, amministrative e morali, seppe coniugare impegno politico e professionale nel segno dello spirito di servizio alla collettività per promuovere lo sviluppo sociale e culturale dell’intero territorio. Schivo dei salotti cosiddetti bene, amava trascorrere il tempo libero effettuando lunghe passeggiate serali nella piazza principale di Briatico, conversando e discutendo con i suoi compagni di partito. Fu uno dei leader riconosciuti dei Socialisti del vibonese, candidato più volte alla Camera e al Senato, ricoprì ruoli amministrativi di rilievo, sindaco di Briatico, consigliere e assessore alla Provincia di Catanzaro. Tante le opere progettate e realizzate, scuole, asili, strade e tanto altro”. Dopo i due appassionati interventi di Barbieri e Riggio, la parte più toccante della serata, con la consegna ad Elisabetta Piccione, vedova Conocchiella e a Giacomina Grasso, vedova Grasso, delle due targhe per ricordare, celebrare, testimoniare le due importanti figure della politica briaticese. A consegnarle, dopo un comprensibile commosso ricordo “familiare” delle due signore, lo stesso sindaco Prestia e il vicesindaco Massimo La Gamba.

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Il libero gioco delle forze economiche, stimolate dal tornaconto privato, in un regime individualistico, caratterizzato dall'ordinamento giuridico che garantisce la proprietà privata su grande parte degli strumenti materiali di produzione ed il rispetto dei contratti liberamente conclusi, … , presenta nella società moderna, molti gravi inconvenienti, anche nei paesi più progrediti. La miseria di larghi strati di popolazione, in stridente contrasto con l'opulenza di pochi privilegiati, lo sperpero di tante energie umane e di tante risorse materiali per soddisfare la vanità ed i futili capricci di chi si presenta sul mercato con una maggiore capacità di acquisto, il parassitismo di chi vive senza lavorare, … La pecca maggiore dei regimi individualistici, quali si sono storicamente realizzati finora, è, a nostro parere, la miseria degli ultimi strati della popolazione. La condizione delle classi povere, anche nei paesi più progrediti economicamente, è talmente ripugnante alla nostra coscienza morale, ed è così contraria al nostro ideale di civiltà che, se ci trovassimo davanti all'alternativa di accettare tali regimi, così come sono, o di passare a regimi comunistici, in cui la regolamentazione dal centro di tutta la vita economica e il lavoro obbligatorio permettessero una distribuzione egualitaria del reddito sociale, saremmo molto incerti quale preferire, nonostante la nostra ferma convinzione che i regimi comunistici sarebbero necessariamente meno produttivi e potrebbero essere realizzati solo attraverso una tirannide burocratica.

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di Giovanni Cucchi *
"Vogliamo sapere perché – alla richiesta precisa di Stefano – non è stato chiamato, dai militari la sera dell’arresto, il suo avvocato di fiducia, vogliamo sapere dalle forze dell’ordine come è stato possibile che abbia subito le lesioni ... ".

* dall'intervento di Giovanni Cucchi, padre di Stefano, alla conferenza stampa del 29 ottobre.

Pure noi di “Abolire la miseria della Calabria” vogliamo sapere e manterremo l'appello del padre in evidenza sin quando non saranno chiarite tutte le responsabilità di una tale miseria di stato.

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Poesia filosofica di Tommaso Campanella
***
Come va al centro ogni cosa pensante
dalla circonferenza, e come ancora
in bocca al mostro che poi la devora,
donnola incorre timente e scherzante;
così di gran scienza ognuno amante,
che audace passa alla morta gora
al mar del vero, di cui s'innamora,
nel nostro ospizio alfin ferma le piante.
Ch'altri l'appella antro di Polifemo,
palazzo altri d'Atlante, e chi di Creta
il laberinto, e chi l'Inferno estremo
(che qui non val favor, saper, né pietà),
io ti so dir; del resto, tutto tremo,
ch'è rocca sacra a tirannia segreta.
E' Chiaro

La miseria!

Vincenzo Franco alias Nipio
Strenna de L'Avvenire Vibonese
Anno 1886
**
Fermativi nu morzu pé piaciri / O aggenti chi passati di la via, / Trasiti nta sa casa pé vidiri / Si nc' é miseria mai comu la mia:
*
Non aju pani, non aju undi jiri / E mancu focu mu mi scarfaria / Mi viju avanzi li figghi periri / Di friddu e fami e di dissenteria!
*
Dati la carità pé st' innocenti, / Ca vi lu rendi a milli chiju Ddio!.../ Fici la carità ... Non aju nenti...
*
E ognunu passa e lu rimpaccia puru, / Ed iju disperatu: - oi Gesù mio, / Pari ca parru e parru cu nu muru! ...
*
Intra na staja allastricata e scura, / Subbra a nu jazzu, chi pari di cani, / Mori l'aggenti senza cuvertura / Cu cuscina di petri e mazzacani!
*
Morti di fama aspettamu a sta ura / Tri figghi muzzicandusi li mani / Lu patri, chi jiu fora mu procura
Nu vrasciu e ncunu tozzulu di pani!
*
E quandu infini cumpari lu tata / Si ribbejanu a coru tutti quanti, / Gridandu: - amminda a mia na muzzicata.
*
E lu povaru patri a chiji pianti / Si scippa li capiji a diricata, / Pigghiandu Patraterni, Cristi e Santi!...
*
E, la matina quandu ssi levaru, / Subbra a la pagghia mortu a Loigeju, / Mpisicchiatu di friddu lu trovaru
Cu l'occhi spanticati, povareju!
*
Lu patri ndi jettau chianti l'amaru, / Cà era di li figghi lu cchiù beju... / E, quandu nta la vara l'acconzaru,
Paria mortu daveru n'angiuleu!...
*
Finisti di penari! di la porta / - Facia na vecchiareja: - o tia nbiatu, / L'avissi avutu jeu sta beja sorta!
*
Ed allu beccamortu nci dicia / Lu patri, nchi ebbi lu figghiu vasatu: / Passa sta sira, cà ti pigghi a mia

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Non tutto si risolve. Neppure la promessa società senza classi sarà indolore: “Anche dopo l'abolizione della miseria gli uomini restano disuguali, preda di falsi condizionamenti, ci saranno ancora caos, preoccupazioni, destino a sufficienza e nessun rimedio contro la morte”.

Porre fine alla miseria: “Per un tempo incredibilmente lungo ciò non suonò per nulla normale, al contrario era una favola; solo come sogno a occhi aperti è entrato nel campo visivo”.

Ernest Bloch,

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